mercoledì 31 gennaio 2007

Viaggiando

Il viso appoggiato sul finestrino si riflette parzialmente, ma non impedisce la vista monotona e frenetica all'esterno.
Sono frammenti di vita che non vivrò mai, quelli che attraversano lo sguardo. Eppure hanno il fascino di attrarmi quando, ad esempio, scorgo insegne improbabili oppure mi pare di ricordare di esserci già passato da quelle parti.
Nell'aria particolarmente calda c'è odore di olio bruciato, di varia umanità e qualcosa di non ben definito. Neanche a dirlo, il regolatore non funziona. Dovrò viaggiare così fino a destinazione. Tolgo la faccia dal finestrino e mi piazzo al centro del sedile.
Nessuno divide il viaggio con me.
Non amo viaggiare in treno, oppresso dallo schema di viaggiare sempre in determinati orari e dalla carenza di collegamenti efficaci. Oggi, per percorrere meno di 700 km, impiegherò più di 14 ore.
Ho messo da parte l'ultimo libro di Jeffery Deaver, il mio autore preferito, non perchè non abbia più voglia di leggere, anzi, ma Deaver lo finisco in un battibaleno. Questo non è il suo migliore romanzo, ma è andato via lo stesso, lasciandomi immagini frammentate e variegate che mi accompagneranno per un po'.
Solo l'addetta al controllo dei biglietti ha interrotto la mia solitudine, per ben tre volte ormai, tanto che mi ha portato ad immaginare che si sia interessata a me. Sorrido di questo pensiero, perchè ce ne vuole di forza di immaginazione.
Finalmente si arriva alla prima tappa di questo viaggio, il traghetto. Fin da quando ero piccolo, l'imbarco del treno nel traghetto è stata un'avventura piena di sofferenza, caldo, ansia. Compresso con migliaia di persone che ritornavano a casa per le vacanze estive, le attese interminabili all'attracco del traghetto, le manovre per collocare tutti i vagoni del treno. Poi però veniva la ricompensa, prendere una boccata di aria fresca sul ponte della nava, mangiare la prima arancina dell'anno, vedere i gabbiani volare.
Questa volta non è così traumatica. I vagoni non sono numerosi, quindi con una sola manovra siamo imbarcati. Non ho voglia dell'arancina, ormai non è più l'unica dopo tanto tempo. Il fascino della traversata in mare però non voglio perdermela, così mi reco sulla balconata della nave e mi ritrovo a fischiettare "My heart will go on". Anche questa volta sorrido di me stesso, dicendomi da solo, che razza di pazzo sia io.

No departures, no arrivals

sabato 27 gennaio 2007

Camminando

Mi trovo a camminare lungo il viale principale in una giornata coperta ed io che sono diventato meteoropatico da qualche anno, ho l'animo grigio come il cielo.Cerco di mantenere un contegno, tengo la testa alta e vado avanti per la mia strada, un passo dopo l'altro.
Mi arrivano stralci di frasi in un accento che non è il mio, come se fossero trasportate dal vento. Mi chiedo perchè mai si ostinino a parlare in dialetto, anche se ormai capisco la maggior parte delle frasi. Forse perchè all'inizio non era così bello essere escluso dalla conversazione o essere bersaglio di canzonature. Ho sviluppato un'avversione per le persone che usano solo il dialetto per esprimersi, beh a parte le persone anziane. E non sono contrario al dialetto in quanto tale, perchè a me piacciono le tradizioni, mi piace che solo in Sicilia si facciano buoni cannoli e mi incavolerei se li trovassi simili a Milano ad esempio. Come non mi piacerebbe assaggiare una ribollita se non in Toscana.
Credo che ci siano pochi media in dialetto, o per meglio dire, la percentuale dev'essere bassissima, rispetto a tutte le opere. Eppure sembra un segno distintivo fregiarsi di una bella parlata sboccata in dialetto. Nel Siracusano c'è una bellissima frase che dipinge questo atteggiamento e che pressapoco si può tradurre come: "Parla così stretto come un chiodo infilzato in una tavola".
Non mi sento affatto superiore, anzi, penso che sia uno spreco non fornire ai propri figli una cultura della lingua italiana, che tenderà ad emarginarli quando poi si dovranno rapportare con persone di altre parti dell'Italia. E se non sanno rapportarsi in italiano, come pensare che conoscano le basi per una lingua straniera?
Sono troppo estremo? Forse. Forse mi piange il cuore perchè tante volte sono stato male in questa terra meravigliosa, in tante occasioni ho trovato persone maligne, ma quelle volte che ho conosciuto persone stupende, queste mi hanno illuminato il cuore. E' per loro che spero in un futuro migliore di questo, che ci sia un riscatto di questa terra anche se ancor oggi non mi sento a mio agio.
Continuo a camminare, rivolgendo lo sguardo ai palazzi barocchi che costeggiano il viale, segno di un passato recente glorioso. Eppure ogni isolato, trovo una casa lasciata in balia delle intemperie e del tempo, lasciata abbrutire quando basterebbe pochissimo a ridarle lo smalto di un tempo.
Mi arriva intenso l'odore di vaniglia e caffè di una pasticceria che ormai però avrà terminato le colazioni, a quest'ora. Meglio così, una tentazione in meno, anche se l'odore ormai è arrivato a risvegliare lo stomaco.
Sono quasi arrivato. Fra poco prenderò la macchina e mi ritirerò nel mio rifugio, abbastanza lontano da qui perchè non mi giungano le voci di queste persone, gli odori di vaniglia e caffè, le visioni dei palazzi barocchi. Accendo la radio. Parto.

"I don't drink coffee I take tea my dear
I like my toast done on one side
And you can hear it in my accent when I talk
I'm an Englishman in New York"

venerdì 26 gennaio 2007

Il ritorno dell'anello

Ricordate la storia dell'anello ritrovato? Bene, non riesco più a togliermelo di mente. Non l'anello ma la storia che c'è dietro. Avevo detto che non avrei più contattato quella persona ed è un proposito che sto mantenendo. Ma sono combattuto.
Iniziò tutto da una telefonata, così appassionante che mi fece ritardare l'ingresso al lavoro, rapito dalla sintonia che si era creata. Il tempo era volato via senza che ce ne accorgessimo, piacevolmente distratti dalle chiacchiere. Non avevamo mai parlato prima, avevamo scambiato qualche idea su un newsgroup, ma nulla di personale, sono qualche sciocca battuta.
E' stato un turbine di sensazioni, dall'inizio alla fine. C'era molta passionalità che a volte sfociava in litigi, ma quasi sempre, si arrivava a discuterne pacatamente, e peccato la distanza, perchè sicuramente avrebbero avuto ben altro epilogo.
A me è mancata la forza di starle vicino, di amarla più di me stesso. Lei era disturbata e quello che mi sono detto era che avesse bisogno di una figura forte a cui fare affidamento. Non ce l'ho fatta perchè ho tenuto da conto i miei problemi, una storia appena finita alle spalle che mi aveva lasciato sul lastrico ed un lavoro che non era per niente sicuro, e non sono riuscito a starle vicino come avrei desiderato. Non avevo i mezzi per sacrificarmi e questo è bastato a non farmi avere la volontà o probabilmente è la scusa che mi sono dato.
Come ho scritto, la storia che avevo alle spalle già mi aveva portato sul lastrico. Avevo rinunciato a molte cose precedentemente per una storia che era finita senza sapere il perchè. Non volevo ricominciare in un'altra città una nuova vita con il timore che finisse anche questa in una bolla di sapone. Non appena ci sono stati dei problemi un po' più forti da affrontare e visto che la mia situazione economica era solo peggiorata, ho deciso di chiudermi e lasciare ogni storia alle spalle.
Per uno scherzo del destino, abbiamo ripreso i contatti qualche mese dopo. Lei aveva avuto una storia nel frattempo e si sentiva sbandata, io... io avevo lasciato la città che non volevo lasciare, la vita che mi piaceva ed ero tornato a casa da mia madre, in completa bancarotta.
Se ciò non fosse stato abbastanza, dopo poco tempo avevano diagnosticato a mia madre un male che la costringeva a lunghe terapie debilitanti.
La storia che era ricominciata, sapevo non potesse avere un futuro. La distanza prima era di meno di 200 km, ora erano oltre 1500 e nessuna speranza per l'uno o per l'altro di poter ridurre il divario.
Ho fatto di tutto per allontanarla, prima giocando la carta della razionalità ma senza successo, poi con la cattiveria. Sono stato freddo, distaccato, stronzo e... ce l'ho fatta, lei si è stancata di essere ferita e maltrattata. Nel frattempo poi, io ho perso i suoi contatti email e di cellulare. Mi è rimasto un solo contatto, oltre a sapere dove abita, il suo blog.
Mi trovo spesso ad andare a leggerlo, solo per vedere la sua foto, chiederle silenziosamente perdono guardandola negli occhi, accarezzandola ancora una volta, sperando che sia felice e che abbia dimenticato il male subito. Mi porto nel cuore il male che ti ho fatto e che fa sì che oggi non voglia conoscere più nessun altra. Non ti dimenticherò mai.

giovedì 25 gennaio 2007

Smanettando...

Ieri sera è arrivata la chiamata del meccanico. 2000 euro di danni, ma "non si preoccupi poi la macchina torna come nuova". E' già la 5a volta che me lo dicono...
Sarà per questo che da stanotte ho un dolore alla capa atroce che nemmeno prendendo a testate il muro passa.
Ho preso un paio di giorni di malattia e visto che, comunque, nonostante i kg di Aulin ingeriti, il mal di testa non è assolutamente sceso, mi sono messo a riordinare i file del pc, che dall'ultimo crash avevo fatto solo parzialmente.
Tra varie cavolate è venuto fuori un test in versione sito web che avevo realizzato al mio primo mese di lavoro presso una software house.
In realtà il test era preso da un sito americano ormai rivoluzionato, poi fu ampliato da 100 a 200 fino a 1000 domande. Il famosissimo "Purity Test for Non Virgins" (Qui un link dove c'è un esempio in inglese e qui in italiano). All'epoca si usavano tecniche poco evolute di programmazione su web, quindi si compilavano le domande e veniva fuori una scritta in base al punteggio.
Un gruppo di persone pensò bene di realizzarne uno in italiano (all'epoca non era ancora tradotto) ripulire quello da 1000 delle domande più idiote o schifose, e di metterlo sulla rete aziendale affinchè tutti potessero confrontarsi, inserendo un nick, totalmente anonimo. Alla fine del test compariva una classifica su chi era il più perverso.
Uno del gruppo che realizzò poi effettivamente l'applicazione, fece in modo di registrare l'
IP dei pc connessi, così da associare il nick ad una persona fisica, all'insaputa di tutti gli altri.
Beh, ancora adesso il database ha le domande registrate con gli IP e il nome associato... peccato abbia perso la rubrica telefonica, altrimenti avrei fatto volentieri un paio di chiamate divertendomi a mettere in inbarazzo qualcuno. Hi Hi Hi Hi.

mercoledì 24 gennaio 2007

Test

Giusto per contraddirmi... e dato che non ho idee copio questo test da un blog che è stato copiato da un altro blog, ecc...

In grassetto quello che ho fatto io o almeno credo di aver fatto.

1. Ho offerto da bere a tutti in un bar
2. Ho nuotato insieme ai delfini
3. Ho scalato una montagna
4. Ho guidato una Ferrari
5. Sono stato all'interno della Grande Piramide
6. Ho tenuto in mano una tarantola
7. Ho fatto il bagno nudo nel mare
8. Ho detto "ti amo" credendoci
9. Ho abbracciato un albero
10. Ho fatto uno strip tease
11. Ho fatto bungee jumping
12. Sono stato/a a Parigi
13. Ho visto una tempesta marina
14. Ho passato la notte sveglio fino a vedere l'alba
15. Ho visto l'aurora boreale
16. Ho cambiato pannolini a un bambino
17. Sono salito a piedi sulla cima della Torre di Pisa
18. Ho coltivato e mangiato verdure del mio orto
19. Ho toccato un iceberg
20. Ho dormito sotto le stelle
21. Sono stato su una mongolfiera
22. Ho visto una pioggia di meteoriti
23. Mi sono ubriacato
24. Ho fumato erba
25. Ho guardato le stelle con un telescopio
26. Mi è venuta la ridarella in un momento inopportuno
27. Mi sono pentito delle mie azioni
28. Ho scommesso e vinto ai cavalli
29. Mi sono finto malato pur non essendolo
30. Ho invitato uno sconosciuto a casa mia
31. Ho fatto battaglie con palle di neve
32. Mi sono fotocopiato il culetto in ufficio
33. Ho gridato con tutta la mia forza solo per il gusto di farlo
34. Ho tenuto in braccio un agnellino
35. Ho messo in atto una fantasia erotica pensata a lungo
36. Ho fatto un bagno romantico a lume di candela
37. Ho fatto una doccia con acqua gelata
38. Mi sono messo/a a parlare con un mendicante
39. Ho visto un'eclisse totale
40. Ho preso il sole in topless (sempre!)
41. Sono stato su un roller coaster
42. Ho compiuto una home run
43. Ho ballato come un matto fregandomene degli altri
44. Ho parlato con accento straniero per un giorno intero
45. Ho visitato il luogo d'origine dei miei antenati
46. Almeno una volta mi sono sentito felice della mia vita
47. Ho visitato tutti gli Stati dell'America
48. Amo il mio lavoro in ogni suo aspetto
49. Ho confortato qualcuno che è stato smerdato di brutto
50. Ho vinto a qualche lotteria
51.Ho ballato con estranei in paesi stranieri
52. Ho visto le balene
53. Ho masturbato altre persone
54. Ho rubato o danneggiato cartelli stradali
55. Sono stata rispedita in Europa all'arrivo in USA
56. Ho fatto un viaggio on the road
57. Ho fatto alpinismo
58. Ho mentito alla dogana
59. Ho fatto una passeggiata notturna sulla spiaggia
60. Ho fatto parapendio
61. Sono stato in Irlanda
62. Ho avuto il cuore spezzato più a lungo di quanto sia stato innamorato
63. Al ristorante mi sono seduto a mangiare con estranei
64. Sono stato in Giappone
65.Scrivo il mio peso
66. Ho munto una mucca
67. Sistemo i CD in ordine alfabetico
68.Ho sognato di essere un supereroe da fumetto
69. Ho cantato in un karaoke bar
70. Sono stato a letto un giorno intero
71. Ho fatto immersioni subacquee
72. Ho sognato di essere invisibile
73. Ho fatto l'amore con qualcuno senza desiderarlo
74. Ho baciato sotto la pioggia
75. Ho giocato nel fango
76. Ho giocato sotto la pioggia
77. Sono stato in un drive-in
78. Ho fatto qualcosa di cui pentirmi senza però pentirmi d'averlo fatto
79. Ho visto la Muraglia Cinese
80. Ho scoperto che qualcuno ha scoperto il mio blog
81. Ho rotto una finestra/vetro
82. Ho iniziato un business
83. Mi sono sempre innamorato ricambiato
84. Ho visitato siti antichi
85. Ho fatto un corso di arti marziali
86. Ho ascoltato la stessa canzone per più di 6 ore
87. Sono stato sposato
88. Sono stato in un film
89. Ho rovinato una festa
90. Ho pianto vedendo un film
91. Ho amato qualcuno che non meritava
92. Sono stato baciato appassionatamente da provare le vertigini
93. Ho divorziato
94. Ho fatto sesso in ufficio
95. Ho fatto sesso in ascensore
96. Mi sono astenuto dal sesso (qualsiasi tipo) per oltre 10 giorni
97. Ho cucinato biscotti
98. Ho vinto un concorso di bellezza
99. Sono stato in gondola a Venezia
100. Mi è venuta la pelle d'oca (nel senso buono) sentendo la lingua di un'altra persona
101. Ho almeno un tattoo
102. Ho almeno un piercing
103. Sono sceso in canoa sullo Snake River
104. Sono stato/a in uno studio tv come pubblico
105. Ho ricevuto fiori
106. Mi sono masturbato in luogo pubblico
107. Mi sono ubriacato da non ricordare più niente
108. Ho avuto dipendenze da droghe
109. Ho suonato in pubblico
110. Sono andato a giocare a Las Vegas
111. Ho mangiato pescecane
112. Ho inciso musica
113. Sono stato in Thailandia
114. Ho comprato una casa
115. Sono stato in zona di guerra
116. Sono stato in crociera
117. Ho picchiato mio fratello /sorella
118. Parlo più di una lingua
119. Mi sono fatto bendare
120. Sono stato coinvolto in una rissa
121. Ho emesso assegni a vuoto
122. Ho assistito a "Rocky Horror Picture Show"
123. Ho cresciuto bambini
124. Di recente ho comprato e ho giocato con qualcosa d'infantile
125. Ho seguito l'intero tour di un gruppo
126. Sono stato/a un groupie
127. Ho partecipato a uno Spring Break
128. Ho girato in bici in un paese straniero
129. Ho scoperto qualcosa d'importante sui miei antenati
130. Ho scritto al Governatore del mio Stato
131. Ho traslocato e iniziato vita in un'altra città
132. Sono stato sul Golden Gate Bridge
133. Avrei voluto essere in un telefilm
134. Ho cantato in macchina/motorino per almeno 20miglia
135. Ho abortito
136. Ho subito un intervento di chirurgia plastica
137. Sono sopravvissuto a un incidente stradale
138. Ho scritto articoli per giornali
139. Ho fatto diete
140. Ho pilotato aerei
141. Ho accarezzato animali di cui ho paura
142. Ho avuto rapporti omosessuali
143. Ho fatto innamorare ma senza poter ricambiare
144. Ho fatto nascere un animale
145. Sono stato/a licenziato/a
146. Ho vinto soldi a un tv show
147. Mi sono rotto qualche osso
148. Ho ucciso animali (insetti compresi)
149. Ho ucciso esseri umani
150. Ho partecipato a un safari in Africa
151. Ho guidato una moto
152. Ho guidato un trattore
153. Ho dei piercings all'infuori delle orecchie
154. Ho sparato con armi da fuoco
155. Ho mangiato funghi trovati nel bosco
156. Ho fatto sesso anale
157. Ho subito operazioni chirurgiche
158. Ho fatto sesso su un treno
159. Ho fatto l'autostop
160. Ho avuto un serpente come animale domestico
161. Ho dormito per tutta la durata di un volo aereo
162. Sono sopravvissuto a morte certa
163. Sono stato in tutti i continenti
164. Ho viaggiato in canoa per più di due giorni
165. Ho fatto sci nautico
166. Ho mangiato carne di kanguro
167. Ho mangiato sushi
168. Ho fatto sesso all'aperto
169. Ho preso a sberle qualcuno
170. Ho avuto relazioni della durata di oltre un anno
171. Ho fatto cambiare idea a qualcuno su qualcosa
172. Ho cambiato idea su qualcosa o su qualcuno
173. Ho fatto licenziare qualcuno
174. Ho avuto paura di morire
175. Ho mangiato scarafaggi
176. Mi sono lanciato con il paracadute
177. Ho mangiato pomodori verdi fritti
178. Ho letto Omero
179. Ho rubato al ristorante
180. Ho rubato al supermarket
181. Ho chiesto scusa molto tempo dopo
182. Sono stato/a eletto/a capoclasse almeno una volta
183. Ho riparato da solo/a il mio computer
184. Sono stato/a DJ
185. Pianto per una giornata intera
186. Ho barato al gioco
187. Sono stato/a arrestato/a
188. Ho bigiato la scuola
189. Sono stato con una persona molto più grande di me
190. Ho comprato scarpe e vestiti ad un mercatino rionale
191. Ho vomitato in luogo pubblico
192. Ho venduto qualcosa ad un estraneo
193. Ho comunicato con qualcuno non conoscendo la sua lingua
194. Ho rubato la saponetta dall'albergo
195. Ho bucato le ruote di una macchina o strisciato la carrozzeria
196. Ho ruttato davanti ad altre persone
197. Ho copiato un compito in classe
198. Ho fatto sesso al primo appuntamento
199. Sono svenuto
200. Ho baciato qualcuno del mio stesso sesso
201. Ho fatto un tuffo da un'altezza di almeno di 10 m
202. Ho assaggiato un cibo coreano
203. Ho pensato seriamente al suicidio
204. Ho odiato
205. Ho avuto esperienze sado/maso
206. Ho lavorato in un bar
207. Sono stato in un sexy shop
208. Ho baciato un ragazzo/a straniero/a
209. Mi sono perso in una città sconosciuta
210. Ho tirato dei bidoni
211. Mi sono innamorato di un amico
212. Ho fatto Yoga
213. Ho fatto esercizi tantrici
214. Ho assistito ad un incidente stradale
215. Sono stato legato
216. Ho giocato a squash
217. Ho avuto un colpo di fulmine
218. Ho fatto un video hard
219. Ho sentito la mancanza di un ex
220. Ho giocato a briscola
221. Ho tenuto un diario segreto
222. Ho fatto sci fuori pista
223. Ho fatto jungle trekking
224. Sono stato con una più grande di me
225. Mi sono spacciato per qualcun'altro
226. Mi sono arrampicato su un albero
227. Ho desiderato che una notte non finisse mai
228. Ho fatto una pazzia per amore
229. Ho fatto il bagno di notte
230. Ho fumato il narghilè
231. Ho scritto una lettera d'amore
232. Sono stato sospeso da scuola
233. Ho fatto sesso in un cinema
234. Ho fatto sesso in macchina
235. Ho fatto sesso sulla spiaggia
236. Ho perdonato
237. Ho fatto un incidente in macchina
238. Sono stato vittima di uno scherzo
239. Sono stato alle terme
240. Sono stato a vedere un gran premio di formula uno
241. Sono stato in un night
242. Sono stato in un club privè
243. Ho fatto parasailing
244. Ho mentito spudoratamente
245. Ho fatto un murales
246. Ho visto la barriera corallina
247. Ho fatto lo stronzo
248. Sono stato con più persone nello stesso giorno
249. Ho ricevuto i complimenti per qualcosa che so fare molto bene
250. Sono stato in un campo nudisti
251. Ho scoperto che qualcuno a cui tenevo mi sputtanava di nascosto
252. Per rabbia ho rotto degli oggetti
253. Sono stato al telefono più di 2 ore
254. Sono scappato di casa
255. Ho scritto una poesia
256. Ho partecipato a un rave
257. Sono stato a casa di una sconosciuta
258. Ho detto una cosa e subito dopo ho fatto il contrario
259. Faccio abitualmente spuntini di mezzanotte
260. Ho fatto sesso in chat
261. Ho spiato dal buco di una serratura
262. Ho origliato a una porta
263. Ho camminato su un tetto
264. Ho conosciuto un travestito o una trans
265. Ho letto più libri in un giorno
266. Ho fermato qualcuno per strada per conoscerlo
267. Sono stato in un tempio buddista
268. Ho fatto la sauna
269. Ho tradito
270. Ho preso una multa
271. Sono stato inseguito da cani inferociti
272. Ho ricevuto delle proposte oscene
273. Ho fatto un provino televisivo
274. Ho fatto di tutto per rendere felice una persona
275. Ho fatto brak dance in mezzo a una strada
276. Sono stato ai caraibi
277. Ho fatto un 69
278. Ho incontrato qualcuno conosciuto in chat
279. Sono stato ad un concerto
280. Ho guidato senza essere in grado di farlo
281. Ho fatto giochi alcolici
282. Ho visitato più posti all'estero che in Italia
283. Non ho una sola nazionalità
284. Sono stato ad una festa della birra
285. Sono andato da qualche parte dicendo a tutti che andavo da un altra
286. Sono stato ricoverato
287. Ho suonato in un gruppo
288. Ho corrotto qualcuno
289. Sono stato raccomandato
290. Mi sono iscritto ad un partito
291. Sono stato tradito
292. Ho desiderato una persona per mesi senza riuscire a dichiararmi
293. Ho avuto una "storiella" in vacanza
294. Ho desiderato di andare a vivere all'estero
295. Ho viaggiato senza biglietto
296. Sono stato single per scelta
297. Sono stato con qualcuno per passatempo
298. Ho volato
299. Ho avuto incubi ricorrenti
300. Ho girato per casa nudo

lunedì 22 gennaio 2007

Mi arrendo

Ok, hai vinto. Definitivamente.
Mi ritiro. Non combatterò mai più. Ho capito la lezione. Come non capirla poi da un colpo di grazia?
Devo dire che è stato proprio un colpo magistrale, sotto la cintura, ammirevole nella sua perfidia.
Ero già con il culo a terra, ma non era sufficiente.
Spero sia servito a farti fare una risata. Forse non proprio vero? Visto come mi hai organizzato il ritorno.
Qualcuno a questo punto si rifugerebbe nella fede, nella preghiera o nella disperazione. Io ho abbandonato la fede tempo fa, e non ho più nulla per cui disperarmi.
D'altronde la fede non ha salvato persone a me care.
Perdonami se non riesco a ridere dell'ironia che siamo delle marionette al tuo cospetto, beh io in particolar modo, visto che ti stai accanendo con tanta chirurgica precisione nei miei confronti.
Si lo so, prima mi avevi fatto intuire quale fosse il mio destino, poi me lo hai sussurrato lievemente. Beh se non è un urlo quello di sabato, non vedo cos'altro possa esserlo.
Strano che mi sia accanito nonostante tutto a cercare di vivere pensando che un giorno o l'altro potesse essere un giorno migliore. O è stato proprio questo a farti divertire così tanto?
Lo so, non avrò mai risposta, anzi scusa lo sfogo ma dovevo in qualche modo dichiarare la mia resa. Una bandiera bianca alzata. Niente più speranze per il futuro, messaggio recepito.
Solo che adesso continuerò io l'opera di distruzione. Vuoi mettere la soddisfazione di toglierti il piacere di farmi scherzi crudeli? Era questo il tuo risultato? Bene, ti posso dire che hai raggiunto il tuo scopo. Puoi dedicarti ad altro adesso.

Fine dell'esperimento blog, come di tante altre cose nella mia vita. Addio.

venerdì 19 gennaio 2007

Il risveglio dell'orso

E' molto tempo che non mi concedo uno svago, a parte una cena che è rimasta mitica nei partecipanti, a maggio scorso.
Non vado a ripescare quando ho fatto l'ultima vacanza, perchè devo tornare indietro di anni e al pensiero, mi prende la depressione.
Beh, se tutto va bene, sono in partenza. Solo un week-end, nemmeno 700 km da percorrere, ma già sono in fermento.
Nessun preparativo però. Di solito, prima di ogni viaggio ero solito portare l'auto dal meccanico per un tagliando, o almeno darle una pulita generale e fare un controllo generale.
Dato che ultimamente tutte le vacanze che avevo progettato sono sfumate, questa volta utilizzo la tattica dell'indifferenza: hai visto mai che la sfiga si distragga per un attimo?
Mi ritrovo quindi con una auto dagli interni così immondi che anche gli acari dimostrano ogni giorno fuori dallo sportello, reclamando una casa pulita ed accogliente. I tergicristalli sono ormai un triste ricordo, però sono carini perchè disegnano forme astratte sul parabrezza. I fari anteriori sembrano quelle lampade di sale che si trovano nei negozi new age. Il posteriore dell'auto è completamente marrone che può essere sempre utile in caso di rapina in quanto la targa è perfettamente camuffata.
Con questo popo' di armamentario, fra poco caricherò l'attrezzatura fotografica dopo almeno aver pulito il cofano (non penserete mica che terrei la mia ragione di vita nello sporco?) e magari qualche indumento di ricambio, giusto per non far pensare che sono il proprietario dell'auto.
Più che l'attrezzatura però, sono i sentimenti ed i ricordi che mi accompagneranno in questo viaggio. Rivedrò alcune persone che credevo non dovessi più rivedere e da cui mi ero staccato tempo fa.
Al mio ritorno racconterò di questo viaggio, magari con qualche foto per meglio documentare le mie parole.
A presto.

giovedì 18 gennaio 2007

A volte ritornano

Avrei dovuto scriverne qualche giorno fa, quando dopo aver tirato fuori dal portafoglio un anello ormai dimenticato da tempo è venuto alla luce un turbinio di emozioni intensissime.
Riprendo parte di quel post per ampliarlo qui di seguito.
Come scrivevo, e come ancora ricordo molto bene, alla scoperta dell'anello, sono affiorate tutti i ricordi belli di quel periodo e solo in seguito, anche quelli per cui tale anello è finito nel portafoglio e non infilato in un dito.
Qualche giorno prima di Natale, mentre ero a caccia del regalo dell'ultimo minuto, ho sentito un "Buon Natale" provenire dalle mie spalle. Mi sono voltato è ho rivisto il fantasma del Natale passato. Beh, no, era una persona in carne ed ossa, con la quale però ci eravamo lasciati in malo modo circa 11 anni fa. Da allora non c'è stato mai nessun contatto, nemmeno per interposta persona.
Mi sono stupito di questo saluto, soprattutto perchè ho risposto. Avevo immaginato che se si fosse presentata l'occasione di rivedere questa persona, avrei cercato di evitarla, facendo finta di non averla riconosciuta.
Non sono così cafone (almeno spero di non esserlo) quindi l'ho salutata e abbiamo scambiato poche battute, non perchè fossi interessato, ma come ho scritto ora, non è nel mio carattere ignorare una persona che è cortese con me.
Mi ha sorpreso il fatto che sia venuta a salutarmi, di proposito. Avrebbe potuto evitarmi ed io non avrei mai saputo di averla avuta a 5 metri di distanza. Invece mi ha raggiunto, mi ha voluto salutare... e probabilmente avrebbe voluto che le lasciassi un recapito dove contattarmi, ma io non ho colto l'invito.
Ad incontro finito ho ripensato a quello che era appena successo e mi sono chiesto cosa l'abbia spinta a questo gesto. Insomma dopo 11 anni, le stesse ragioni che mi portarono ad allontanarmi da lei erano ancora valide? Lo erano per me, visto che mi sono posto questo quesito... ma, al contrario della storia dell'anello, in questo caso ho ricordato tutto quello che di traumatico c'è stato.
A ben vedere è che io ho vissuto quella storia in modo traumatico, perchè convinto di riuscire a portare avanti una storia impossibile con la certezza che i miei sentimenti potessero appianare qualsiasi problema. In effetti è stato un elogio alla mia stupidità del tempo, al non saper affrontare nel modo giusto questa relazione.
Questo a livello conscio, perchè nel frattempo, ho sognato questa persona per un paio di volte (e per uno che non ricorda i sogni come me, qualcosa vuol dire) e sempre in atteggiamenti molto affettuosi. E' il mio senso di colpa? Forse non sono stato così amichevole come avrei dovuto? Ho dato solo un volto al sogno perchè l'ho vista di recente?
Non so che pensare, ma tutto questo non mi ha convinto ancora di cercare di contattarla. Pesano comunque, al di la delle impossibilità di quel rapporto, tutti i momenti che mi hanno fatto pensare di farla finita con lei.
Non so nemmeno perchè ho scritto tutto questo... a ben pensarci sembra tutto molto patetico e probabilmente lo è anche. Forse rileggendomi stasera, riuscirò ad interpretarmi meglio. Mi piace comunque essere così, avere dei dubbi sui miei comportamenti, e rianalizzarmi, piuttosto che avere granitiche certezze e pensare di avere sempre ragione su tutto.

domenica 14 gennaio 2007

Reduce

Week end all'insegna della riunione familiare.
Per vari motivi, le classiche visite parentali nelle ultime festività non ci sono state, e a questa prima occasione, l'appuntamento è scattato in grande stile.
Ovviamente mi sono dimenticato che dovevano arrivare i parenti, e mentre stavo diversamente sfruttando il tempo a disposizione dopo l'orario di lavoro, mi arriva la chiamata all'ordine da casa, richiedendo con urgenza la mia indispensabile presenza.
Valutando con moderazione se farmi stroncare il malleolo oppure il femore, quel bastardo del mio amico cui ero al momento ospite, si premunisce invece di accompagnarmi all'auto offrendosi di fare da guardia del corpo nel caso che fra il soggiorno e l'uscita di casa, qualcuno volesse attentare alla mia vita.
Con questa gioia in corpo, guido a velocità moderata mangiando lentamente i chilometri che mi separano dal supplizio, cercando nel contempo uno scontro frontale. Questa sera sono sfortunato: tutti sobri e con riflessi migliori dei miei.
Punto tutto sull'ultima carta: tiro dritto davanti al cancello di casa! Sorpresa! Un capannello di persone a bloccare la strada: sono arrivati i parenti di ogni dove. Saremmo stati stretti all'olimpico, ma a casa mia no: facciamo i turni di 5 minuti a testa dentro, poi fuori a prendere di nuovo il turno.
Posteggio alla stessa distanza circa da dove ero partito 30 minuti prima e cerco di infilarmi nella bolgia, sfoderando la dentiera da dracula comprata in saldo qualche anno fa, come sorriso di circostanza.
Già arrivano i primi commenti.
- "Ma come ti sei ingrassato"
- "Dici? eppure non mi ero mica accorto che non entravo più nei pantaloni, di solito giro in mutandoni lillà con pois gialli".
- "Ma dov'eri finito? Ti aspettiamo da un'ora almeno"
- "Ho cercato invano di farmi mettere sotto, ma non ho avuto fortuna"
- "Eh eh eh eh sempre spiritoso.."
Ma i saluti si interrompono quasi immediatamente anche perchè il parentado sta discutendo animatamente da qualche minuto di problemi atavici ed insolubili, tra cui cosa fare da mangiare.
"Ma abbiamo portato tutto noi! Basterà solo riscaldare il forno!".
Cercando una bottiglia di acido muriatico per prepararmi un aperitivo, mi dirigo verso la cucina
per velocizzare le operazioni: prima mangiano e prima se ne vanno a dormire (peccato aver terminato la damigiana di xanax nel meeting dell'anno scorso e mai più ripristinata).
Realizzo quasi immediatamente che sarà un'impresa titanica riscaldare tutto, visto che alla decima teglia di cibo, i portatori non hanno terminato i loro viaggi auto-cucina.
Tralascio i commenti "Già si è freddato tutto", "Questo è rovente!", "Buono questo mi devi dare la ricetta", "No grazie sono a dieta, prendo solo un paio di porzioni di lasagne al forno" perchè so bene che il vino farà presto effetto, le bocche saranno meno impegnate dal cibo ed è allora che verranno fuori le storie più inverosimili.
"Devi considerare che da noi ormai ci sono più negozi di cinesi che altro, non puoi più trovare niente di italiano, saranno almeno 500 negozi, quindi ammettiamo che ci siano 5000-8000 cinesi, ebbene, mi vuoi dire perchè non si vede morire un cinese? Ecco, tu hai mai visto morire un cinese?"
"Se devo dirla tutta non ho mai visto morire nemmeno un italiano se è per questo... di solito l'ho visto prima da vivo e poi morto, ma poche volte."
"Ma che c'entra! Hai visto mai un funerale cinese?"
"No, ma di solito non frequento nemmeno quelli italiani, li trovo un po'.... morti, ecco."
"E' che con te non si può mai parlare seriamente, ma ti dico io quello che fanno. Loro prendono i morti e li mettono nei barattoli e poi ce li danno da mangiare al ristorante! Ecco perchè non andrò mai a mangiare da loro"
"Ah ecco... una volta io ho preso una porzione di ravioli al vapore, e ci ho trovato dentro un dito... ma pensavo che fosse il cuoco distratto"
"Ecco, che ti dicevo? Addirittura nei ravioli li mettono! Altro che barattoli!"
"Per non parlare degli involtini primavera... "
Prendo un ultimo bicchiere di vino, perchè ormai non seguo più tutte le chiacchiere e me ne sto a guardare un po' le stelle. Non è periodo, ma hai visto mai che passi una stella cadente e io possa esaudire un desiderio? No, non è proprio periodo...

sabato 13 gennaio 2007

L'aria del mattino

Da qualche anno non riesco più a dormire molto. Saranno gli anni che avanzano, la vecchiaia incombente, il lasciare la finestra aperta tutta la notte?
Solitamente alle 5 sono già sveglio, anche se non così in forma da alzarmi. Ne approfitto allora per leggere qualche pagina del libro che mi accompagna alla sera quando vado a coricarmi. Non molte pagine di solito perchè già iniziano a delinearsi gli impegni giornalieri.
In un giorno qualunque ne approfitto per andarmene sulla spiaggia, a scattare qualche foto ma anche sono a passeggiare un po' assaporando l'odore di salsedine. Dopo di che mi reco nel mio ufficio circa un'ora prima che arrivino i colleghi, per avere un po' di pace e riuscire ad organizzarmi il lavoro di una giornata.
Ieri invece, il luogo di lavoro non era il mio ufficio, ma l'ufficio della sede centrale e lì, prima delle 8 e 15 difficilmente si scorge anima viva. Ne ho approfittato per fare un piccolo giro in città, sempre con la fida gioia di papà (la fotocamera che mi regala tante soddisfazioni), anche per provare un nuovo obbiettivo che mi sono regalato.
L'aria è fresca alla mattina, non così fresca come avrebbe dovuto essere in questo giorno di gennaio, ma non c'è stato proprio inverno quest'anno... o forse deve ancora arrivare. Nessuna nuvola in cielo, una lieve brezza mi accompagna e mi "costringe" ad utilizzare il giubbotto di cui faccio sempre volentieri a meno.
Inizia adesso a svegliarsi la città, con le persone che si recano al lavoro, i ragazzi a scuola... beh i pescatori sono già ritornati da un po' pronti a vendere il pesce pescato.
Scelgo di passeggiare sul ponte che unisce Siracusa all'isola di Ortigia, luogo pieno di fascino con le sue stradine strette e le case in stile barocco, ma anche testimone di un passato glorioso con la fonte Aretusa e la piazza Duomo, quest'ultima sede della chiesa della patrona di Siracusa, Santa Lucia.
Questo ponte è molto giovane, costruito per sostituire quello miseramente crollato più di una decina di anni fa e che ha portato alla morte di un camionista che percorreva la sua campata nel momento del crollo.
Ma questi pensieri attraversano la mente in un attimo, retaggio del mio passato, e solo da un anno di nuovo nella mia vita quotidiana. In realtà penso solo a come dia una sensazione di calore vedere il sole che dipinge di luce gli edifici che sto guardando, a come sia tutto tranquillo ancora e a come sarà quando ormai chiuso nell'ufficio, non potrò essere qui, in mezzo al traffico strombazzante e non avere il pensiero per questo spettacolo.

Touristic photo

lunedì 8 gennaio 2007

Il cassetto dei ricordi

Ho l'abitudine di mettere un po' di tutto nel portafoglio, oltre ai soldi, naturalmente. Le carte di credito ovvimente a vista, perchè le uso di più, sotto a queste ci finiscono la tessera sanitaria e le varie card raccolta punti (ma soprattutto informazioni... quando mi leverò sto vizio?).
Scontrini, biglietti da visita, e "pizzini" (non quelli di Badalamenti) di solito finiscono in uno scomparto parallelo a quello dei soldi e di solito rendono ingestibile il portafoglio dopo un paio di mesi circa.
Stamattina mi sono messo a fare un po' di pulizie, dato che avevo molto tempo a disposizione e che non mi ero portato molto da leggere. Stracciati tutti gli scontrini inutili (caffè e colazioni varie, spese di poco conto, ricariche), memorizzati i numeri di telefono appuntati nei pizzini, mi sono messo a spulciare nel reparto meno utilizzato in assoluto: il portamonete.
Le monete finiscono in tasca per comodità, anche se vengono convertite molto velocemente in crediti-caffè. E' una pratica però che sembra non avere mai fine, in quanto non appena svuoto la tasca, in agguato c'è subito una spesa di pochi euro per la quale ho solo biglietti di taglio grosso (Murphy docet).
Chissà da quando tempo, quindi, non aprivo il portamonete. Subito mi ha attratto uno scomparto piccolissimo, probabilmente per una chiave, in cui c'era una moneta da un centesimo. Secondo una superstizione non si devono regalare portafogli o portamonete vuoti, altrimenti rimarranno tali, beh, a me è rimasto sempre quel centesimo di euro. Ho ripensato però a questa superstizione e mi è spuntato un sorriso spontaneo sulle labbra. Subito dopo però ho notato un anello che, avrei giurato, non potesse essere lì.
E' stato come se mi fossi buttato di colpo sotto una cascata, tanti ed intensi sono stati i ricordi legati a quell'anello, a quello che ha significato. Sicuramente perchè la storia che vi è legata è altrettanto burrascosa, intensa e strana.
Nei primi momenti però, le sensazioni che sono affiorate sono state tutte positive, meravigliose, appassioanti, tant'è che è scattata quasi immediatamente la nostalgia di quel periodo, spingendomi quasi a cercare di contattare la persona che ha contributito al turbine di emozioni. E' stato in quell'istante che mi sono fermato, perché... beh, perché ci sono stati momenti davvero bui e tristi, molto pesanti da mandar giù. Al momento però non me li ricordavo, o meglio, avrei dovuto cercarli nella memoria, mentre tutta la felicità e la gioia sono tornate istantaneamente ed istintivamente.
Non ho chiamato la persona che mi sta a cuore. Io non sono più la persona che ha vissuto quei momenti anche se ne mantengo il ricordo.
Voglio dimenticare questo anello, metterlo in qualche cassetto che so già aprirò raramente, così che mi possa regalare fra un anno o più le stesse sensazioni di oggi.

sabato 6 gennaio 2007

Ai fornelli

Da moltissimo tempo non mi dedicavo ad una delle mie passioni preferite: fare da mangiare.
Soprattutto perché mi è sempre piaciuto far da mangiare per gli amici e non per me stesso, anche se, preferisco essere io la prima cavia dei miei esperimenti (ci tengo che gli amici tornino la seconda volta a mangiare).
Per varie vicissitudini avevo trascurato la rilassatezza che mi da lo spignattare per mezza giornata davanti ai fornelli. Questa mattina quindi, dopo la spesa (la zia non c'era, hurra!) necessaria a procurare le cibarie, mi sono immediatamente vestito del grembiule da battaglia: quello raffigurante il busto e l'intimo del David, unico modo che ho io per avere un fisico scolpito.
Il piatto che avevo in mente è molto semplice, ma per la preparazione richiede un pochino di tempo: riso, patate e cozze. E' un piatto tipico della zona del barese, tramandatomi da mio padre e che da sempre grosse soddisfazioni in chi non l'ha mai provato.
Beh tranne la mia prima volta. Ebbi l'ardire di non provarlo in privato, fidandomi della mia memoria visiva, avendolo visto fare un tot di volte. Sbagliai clamorosamente la quantità di riso da mettere nella teglia e dopo un'ora e mezza di cottura (quando ne servono circa 45 minuti) era ancora come appena tolto dalla busta sottovuoto. Fortunatamente gli amici (bastardi, dopo 8 anni ancora ridono) capirono lo svarione, allora con un gesto lesto, voilà pancetta, uova, formaggio ed ecco pronta una carbonara in sostituzione. Avevo visto le loro occhiate fameliche e temevo stessero pensando di mettere me nel forno.
Tornando ad oggi, come scrivevo prima, la preparazione è abbastanza laboriosa. Oggi, particolarmente, visto che le cozze che ho potuto trovare non erano un gran chè pulite. Bisogna aprirle una ad una, togliere la metà di una valva e sciacquare l'eventuale sabbia dentro la cozza. E' la parte più rognosa, in cui bisogna anche stare attenti a non tagliarsi le dita con il coltello. Si stendono quindi le metà cozze (quelle piene mi raccomando!) sul fondo di una teglia, quindi mettere del riso (circa 150, 200 grammi per una teglia di 28 cm di diametro, non di più!) quindi un misto di formaggio (parmigiano va benissimo), prezzemolo ed aglio. Se poi uno vuol fare più strati, basta ripetere la procedura. Sull'ultimo strato vanno messe le patate tagliate a dischi sottili (1, 2 mm circa di spessore) quindi di nuovo formaggio, prezzemolo ed aglio, con l'aggiunta di pan grattato (questo fa si che ci sia una deliziosa e croccante doratura). Aggiungere dell'olio d'oliva, sale e poi mettere dell'acqua nella teglia fino a ricoprire le patate.
Basta mettere la teglia per circa 45 minuti a 180 °C per assaporare questo piatto. Controllare comunque la doratura e che le patate siano cotte.
Visto che mi avanzano delle cozze, le ho preparate al gratin, per un antipasto veloce.
Per secondo invece, un piatto velocissimo da preparare e molto gustoso: pesce spada alla palermitana.
Si prendono delle fette di pesce spada, si immergono nell'olio in cui è stato messo a bagno origano, sale ed aglio, e poi si passa nel pan grattato. Mettere le fette dello spada su una griglia e quando il pan grattato e dorato, togliere dal fuoco.
Abbiamo pasteggiato con dell'ottimo prosecco di valdobbiadene (gli amici preferivano le bollicine) e niente dolce, dche opo questo popo' di roba a mala pena è entrato un caffè.
La soddisfazione che sia piaciuto tutto quello che ho preparato è stata subito cancellata dall'allegria della tavolata, che ancora adesso rallegra i miei pensieri.

La befana...

...l'ho aspettata tutta la notte, beh non proprio alzato. Spaparanzato a letto mentre mi rispolveravo la 5a stagione di X-Files. Eppure, niente! Mi aspettavo un bel sacco di carbone, che oggi, tempo permettendo, ho in mentre di grigliare qualche quintale di pesce. Ma evidentemente non esistono più le befane di una volta... forse che a quasi tough... tough... sette anni, non devo aspettarmi più la befana?
Eh, no... oggi è sabato. Fra poco avrà inizio il solito teatrino per andare a fare la spesa. La befana arriverà vestita completamente di nero, affannata per la strada percorsa, carica di lamentele per i dolori che la perseguitano. E' un film che ho già visto, e che purtroppo mi toccherà vedere ancora per un po'.
Poi, mi dico, cavolo, tutto questo non è un film (Gerardina Trovato TM). Non dovrebbe ripetersi tutto sempre allo stesso modo. Mi fa pensare a quel film "Ricomincio da capo" dove il giornalista Bill Murray rivive sempre lo stesso giorno, il giorno della Marmotta, tentando di suicidarsi alla fine della giornata, per poi svegliarsi immancabilmente alla mattina del 2 febbraio.
Lo so, c'è molto peggio nella vita... solo che proprio questo peggio lo abbiamo passato sempre in compagnia della zia. Caspita, è praticamente una maledizione!
Devo trovare "L'abominevole Dottor Phibes" che mi ricordo appena avendolo visto da bambino, ma che può essere una buone fonte di ispirazione.

giovedì 4 gennaio 2007

Mah!

Si può avere la pausa dello scrittore dopo solo tre giorni dall'apertura del blog? Spero proprio di sì, altrimenti sono già messo bene. Non che pensassi di essere normale prima, intendiamoci.
Da qualche tempo a questa parte la mia memoria assomiglia sempre più ad una bella fetta di emmenthal (ehm, ormai si scrive emmentaler!) e delle due, tre idee che avevo stamattina, ormai non ve n'è più traccia.
Sicuramente nessuna idea rivoluzionaria... o forse sì? E se avessi scoperto un nuovo procedimento per la fusione fredda? Potrei averlo fatto ed averlo dimenticato completamente. Post it, bloc notes, foglio di carta riciclato, questi sconosciuti. E mi circondo pure di tecnologie all'avanguardia: pc, pda, smartphone.
Non c'è niente da fare, quando si ha questa tara, è dura vincerla. Mi accontento di conviverci, sicuro che fra qualche momento avrò dimenticato cosa stavo disperatamente cercando di ricordare.
Mah!

mercoledì 3 gennaio 2007

Parenti serpenti

Non ho un bel rapporto con mia zia da molto tempo anche se negli ultimi anni ho mitigato un pochino il mio rancorse verso di lei. Solo per rispetto a mia madre che ha imparato a sopportarla un po' meglio di me.
E, sì, la zia è proprio un tipetto sui generis, che non incontra molti favori fra la gente che la circonda. Potrei scrivere mille definizioni che la caratterizzano, ma non sarebbe giusto e d'altrondo non credo neanche di avere la capacità di poterle scrivere tutte :-)
Non mancherà occasione però di illustrare al cortese pubblico (!?) vari episodi di vita vissuta che potranno dare un'idea della personcina di cui sopra. A cominciare da un paio degli ultimi eventi più eclatanti.

La zia e la cortesia.

Ha uno strano concetto di cortesia, nonchè di rispetto, mia zia.
Il sabato è dedicato alla spesa con la famiglia. Mia madre non ha la patente, mia zia si, ma con problemi alle mani (amplificati di solito di un fattore 1000, ma questo per qualsiasi sintomo), mio fratello si eclissa di solito sotto le coperte... bravi, indovinato! Tocca a me scarrozzarle al mercato ogni sabato. La mamma è un gioiello, non lo dico in quanto primo genito maschio, proprio una perla di persona, con i suoi difetti, come tutti, ma con un cuore e una vitalità da fare invidia. Ma c'è sempre il terzo incomodo...
Come scrivevo, ogni sabato andiamo al mercato a fare la spesa, stranamente però, è mia madre a dover ricordare ogni volta alla zia che dobbiamo andare, quindi che deve prepararsi. Ogni volta è la stessa storia: "non mi sono ancora vestita", seguito da "mi mancano tanti lavori da fare", ed invariabilmente da "andate, andate voi che non ce la faccio", ma solo perchè vuol farsi pregare e quindi "va bene, va bene, cinque minuti e sto arrivando". Mezz'ora dopo si presenta declamando tutti i mali che ha dovuto sopportare questa notte e che non l'hanno fatta dormire, ma finalmente pronti alla battaglia che seguirà.
Un giorno eravamo dal pollivendolo, quando lei inizia con: "Senti, non è che avresti della fesa di tacchino... Oh, ti ho dato del tu. Vabbè, una volta che ho iniziato è giusto continuare così no?". Il pollivendolo, cortese, le ha risposto che non c'erano problemi, ma siccome deve cercare conferme da tutti i presenti, si è voltata con un sorriso a 48 denti verso di me chiedendo "E' giusto il mio pensiero no?". L'anima bastarda che mi pervade si è presentata sotto un forma di "No, ma chi sono io per dirlo?". La zia ha estinto il sorriso e borbottato qualcosa di incomprensibile tornanto a chiedere della fesa.
Non contenta di questa scena, qualche giorno dopo, ha l'occasione per dimostrare nuovamente i suoi criteri presonali.
Mentre si trovava a casa nostra, viene a farci visita un arzillo signore che aiuta mia madre nella cura del giardino e che io ho raramente l'occasione di vedere per gli impegni di lavoro. Ovviamente siamo in periodo di festività e il signore si prodiga in auguri a tutti, ma rivolgendosi a me esclama: "Auguri signor Francesco". Non ho avuto il tempo di contraccambiare gli auguri, che si è aperto il sorriso di mia zia che sogghignando fa scattare la replica: "Ma come lo chiama... Signore! Ma se è coetaneo dei suoi figli! Può dargli del tu". Ebbene sì, lo ammetto, sono bastardo e non ne faccio passare una a mia zia: "In effetti la cortesia ed il rispetto è una brutta cosa al giorno d'oggi". Probabilmente non ha neanche capito ed ha continuato a parlare dei suoi malanni. Ma di questo parleremo alla prossima puntata.

martedì 2 gennaio 2007

Immagini di un tempo, immagini odierne.

Fin da piccolo ho avuto la passione di scattare fotografie e questo perchè ottenni per due anni consecutivi una macchina fotografica Kodak alla festa di Natale organizzata dalla FIAT per i dipendenti.
Ricordo ancora l'atmosfera di gioia pura per un bambino, che entrava in questo salone grandissimo (Torino Esposizioni) dove c'erano tantissimi banchi colmi di regali per i figli dei dipendenti. C'era l'attesa del dono, la sorpresa di riceverlo, da un'entità che non era la famiglia, ma l'Azienda per cui lavorava il tuo papà!
Figlio di una famiglia basso-medio borghese, il risparmio era un'istituzione. Posizionavo quindi la pellicola dentro lo sgabuzzino di casa, per poter recuperare due o tre fotogrammi dalla pellicola... e poi scattavo solo in occasioni particolari, come gite o complenni, feste, ecc...
Certo che adesso i tempi sono cambiati... non sono più un bambino (ovvio!) e con la tecnologia digitale, scattare a raffica non è più un dilapidare un patrimonio.
E' cambiato anche il mio rapporto con le persone. Probabilmente un bambino che scatta una fotografia è fonte di sopresa sì, ma soprattutto ilarità... e rimpiango quei momenti.
Ieri ad esempio, è capitato un episodio che è solo l'ultimo di una lunga serie e che mi ha portato a fotografare raramente soggetti umani.
Ero al porticciolo di Marzamemi per cercare di passare il tempo e, passeggiando, cercando di smaltire qualche caloria delle centinaia di migliaia accumulate in queste ultime feste.
Mi chino a fotografare una catena per l'attracco delle barche, quando sento una voce alle mie spalle (preoccupante, lo so!) che fa: Prego?.
Io rispondo: Sì, mi dica.
- Ho notato che stava fotografando...
- "che osservatore acuto", ho pensato. Sì, per l'appunto
- Le serviva qualcosa?
- "Un metro, un metro e mezzo di catena per incominciare". No, grazie, stavo solo fotografando.
- Ah, beh...
- "Già che c'è, mi metta anche un paio di litri di acqua di mare". Perchè, si stupisce che qualcuno possa solo fotografare?
- E' che non mi era mai capitato prima.
- "Pacco regalo, grazie". Anno nuovo, vita nuova, con un sorrisone stampato in faccia, Auguri!

Chains

lunedì 1 gennaio 2007

Primo post

Buon anno a tutti.
Mi sembra il momento ideale per intraprendere questa nuova attività di scrittore di blog.
In effetti non sono mai riuscito a tenere un diario delle mie attività. Cercherò di farlo da questo momento in poi.
Che cosa scriverò? Beh immagino ci saranno avvenimenti della mia vita passate, presente e futura, oppure commenti sulle notizie del giorno e poi chi lo sa?
Intanto vi lascio con la prima foto che ho scattato quest'oggi/anno.
A presto

Antonio Padre