martedì 29 maggio 2007

Fra corsie e reparti

In quest'ultimo anno e mezzo in cui ho dovuto seguire mia madre, a dir la verità non ci sono stati veri episodi di malasanità a cui ho dovuto assistere. Per fortuna, aggiungerei, visto che la situazione è già difficile di suo senza che debbano inserirsi fattori anomali.
Nella disgrazia, siamo stati graziati da aver trovato un ospedale che lavora molto bene e, dispiace dirlo, quasi a livello di un ospedale del nord. Forse è proprio che questo che ti fa sbottare quando, per ragioni di emergenza, non si possono fare 100 Km per raggiungere quell'ospedale, ma bisogna utilizzare quello locale.
E' vero che, non avendo un reparto attrezzato per seguire la malattia di mia madre, diventa comunque difficile, ma per operazioni più comuni, tipo una trasfusione di sangue, pensavo che non ci fossero problemi.
Invece ci sono... e sono i soliti.
Innanzi tutto al pronto soccorso non esiste accettazione. Per verificare lo stato di gravità di un paziente, si aspetta che questi suoni al videocitofono posto all'ingresso, dica cos'abbia... e se le sale non sono occupate, allora, aprono le porte per farlo entrare.
A parte che il videocitofono è in bianco e nero e quindi non si apprezzano molto bene eventuali perdite ematiche, vorrei proprio sapere se è questo un modo civile per gestire le emergenze, visto che di pronto soccorso sto parlando.

Intermezzo pubblicitario...

Ieri, mentre eravamo in attesa delle analisi, arriva una signora e mi chiede cosa deve fare perchè le porte si aprano. Quando le ho detto, che doveva suonare il citofono, si è un po' alterata, cose se c'entrassi qualcosa. Allora, le ho ribattuto: "Signora, la vede quella scritta rossa su sfondo bianco alta circa 20 cm? Bene, cosa c'è scritto? Bene!".

Fine intermezzo...

Dopo solo due ore abbiamo avuto le analisi e ci hanno dirottato verso il reparto per poter fare una trasfusione. Erano le 11.30.
Il dottore, ovviamente ha voluto sapere il perchè ed il percome della trasfusione. Non si fidava del pronto soccorso, non si fidava della dottoressa che segue mia madre, ma che faceva la trasfusione "per cortesia". Il fumo che mi usciva dalle orecchie era evidente a distanze notevoli, tanto che si poteva pensare in una nuova eruzione dell'etna.
Ok, nuovo prelievo... ma cavolo, lo avevamo fatto nel pronto soccorso, dove, avendo visto anche le analisi del venerdì, avevano già predisposto una canula per la trasfusione. Il nuovo prelievo da dove? Dall'altro braccio, ovvio. Perchè? Boh, forse perchè l'umidità dell'aria era cambiata.
Torniamo al reparto per avere finalmente la sacca di sangue. Ci dicono di accomodarci nella sala di Day Hospital. Ah, no, è chiusa, ora vedo di farle trovare le chiavi. Passa un'ora e non si vede nessuno e solo dopo varie mie sollecite richieste, si scopre che la sala è aperta. Nuova eruzione dell'Etna.
Sono le 13.00.
Alle 14.00, dopo che nessuno si fa vedere, chiedo se sia pronta la sacca di sangue. Si, certo, tutto ok, deve solo vistarla il dottore e arriviamo. Alle 15.00 torno a chiedere che cosa sia successo e trovo il dottore e gli infermieri che discutono animatamente e capisco che parlano di mia madre, che la paziente non è entrata ufficialmente all'ospedale, che non è passata dal pronto soccorso, che non la trasfondiamo perchè non ci prendiamo la responsabilità, ecc, ecc, ecc. Penso di aver esaurito tutta l'acqua in corpo, evaporata dalle orecchie.
Entro nella sala (c'era stato il cambio del turno alle 14.00) e chiedo quale sia il problema. Spiego tutto quanto per filo e per segno dalla mattina, quindi chiedo molto educatamente come mai, ne stessero discutendo da un'ora, senza interpellare nè il medico smontante, nè me, che mi ero fatto vedere prima. Ah, ma sa... vede... Ho fermato il tutto e gli ho fatto presente che, al posto di perdere ancora tempo, sarebbe stato utile per loro iniziare immediatamente la trasfusione, o avrei trovato io il tempo di chiamare i carabinieri.
Dal quel momento sono stati molto solleciti e cortesi.
Questa la malasanità? No, fortunatamente queste sono solo lungaggini dovute a strutture che funzionano male, a direttori che la gestiscono peggio e a dipendenti che se ne fregano del giuramento di Ippocrate. Colpa anche nostra? Certo... perchè le denuncie arrivano solo quando succede qualcosa di grave e nemmeno sempre e poi, perchè la giustizia italiana è quella che è. Questa che poi è un'appendice speciale dell'Italia ha ancora altre sue regole di comportamento, che non mi sono entrate in circolo e che penso, non ci entreranno mai.

domenica 27 maggio 2007

Username e password

Con Poste Italiane e con SDA ho un contenzioso aperto da un po' di tempo. Anche prima dell'ultimo avvenimento descritto la simpatia non è stata poi molta.
Non considero nemmeno che, risolvendo quell'evento con una lettera di protesta e dando come indirizzo alternativo il negozio della ragazza di mo fratello, adesso tutti i pacchi SDA/Poste, arrivano immancabilmente lì, anche se non cito quell'indirizzo.
Nemmeno con la posta elettronica si può stare tranquilli, e, ogni tanto ricevevo qualche email phishing che mi esortava a ricontrollare i miei dati del banco posta. A parte che non mi sognerei mai di aprire un conto banco posta, dovrei essere proprio pirla per aprire il link segnalato ed inserire i miei dati.
Segnalai la cosa a Poste Italiane, ma così come per le email di protesta, non perdono tempo a rispondere. Non così però Fideuram e EBay, che almeno hanno risposto di aver verificato il problema.
E' passato quindi un po' di tempo e le emai sono terminate, ma da qualche tempo a questa parte, il fenomeno si è ripresentato ed è andato via via incrementandosi, tanto che, questa mattina trovavo 10 email uguali sempre di "simil-Poste Italiane". Non mi sono trattenuto e, purgando l'indirizzo di eventuali riferimenti all'email, mi sono collegato al link indicato, provvedendo ad inserire il mio username e password.
Qualcuno di voi, più scafato di altri, potrà obiettare che, non avendo un conto banco posta, le mie scritture siano state vane... beh, io non ne sarei così sicuro, perchè ho inserito:

U: andatea P:cagare
U: vaffanculo P:bruttistronzi
U: avetelamamma P: maiala
U: fuckoff P: asshole (anche per gli angofoni, non si sa mai)

ecc, ecc, ecc.

Almeno un po' di parolacce sono riuscite a girarle e non solo a prenderle. Mi piacerebbe solo che dall'altra parte, chi legge i log, provasse davvero queste accoppiate vincenti.

venerdì 25 maggio 2007

Basta!

E' assolutamente inaudito! Gli episodi ormai si ripetono con assoluta precisione per pensare che sia solo un caso!
E' un segno della decadenza della nostra civiltà, della perdita dei valori dei nostri padri!
Sodoma e Gomorra nella stessa città!

Passi l'assenza di cipolla nel Big Tasty, capisco che ci si scordi la cannuccia e i tovagliolini, ma CAZZO, nel Big Mac il cetriolo CI DEVE ESSERE!

giovedì 24 maggio 2007

Silenzio assordante

Il mio sguardo sugli occhi chiusi.

Respiro...

Il ticchettio dell'orologio sulla parete.

Respiro...

Sfoglio le pagine di un libro senza leggere nulla.

Respiro...

Inizio a preparare da mangiare.

Respiro...

Mi sono distratto troppo? No! Ok.

Respiro...

Le tocco la fronte.

Respiro...

Le sfioro la mano.

Respiro...

Penso che le cose possano andare a posto.

Respiro...

Eppure il dolore dovrà finire.

Respiro...

Guardo i biglietti per Milano. Altri pensieri, altri sogni.

Respiro...

Il silenzio, ancora, deve venire.

domenica 20 maggio 2007

martedì 15 maggio 2007

Sborons of the year

Rompo il silenzio per bearmi un po'.

Avevo comprato la prestigiosa (?!) rivista "Il Fotografo" da più di una settimana, ma non l'avevo degnata nemmeno di uno sguardo, in quanto impegnatissimo in altre faccende.
Stasera, complice una sessione sostenuta e prolungata in toilette, sono riuscito finalmente a sfogliarlo... e sorpresa, sorpresa, ecco la mia foto pubblicata per prima nella sezione concorso a tema "Notturni".
Pubblico qui sotto scansione della rivista e foto originale... e per chi non ci crede, di corsa in edicola :-P

La pubblicazione:
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L'originale:
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Ah, dieci minuti di beatitudine e torno di nuovo nel silenzio che mi è caro.

giovedì 10 maggio 2007