martedì 28 agosto 2007

Cronache di un fotocazzoamatore

Nuova serata estiva e nuovo concerto da seguire. Questa volta sono i Dirotta su Cuba. Della band iniziale è rimasto solo il leader, il resto è completamente cambiato. Adoro la voce di Simona Bencini e si presentava anche bene sul palco, ma Marquica è un vero sogno, una pantera da concerto che sa cantare (magari non bene come la Bencini), ma sa come muoversi e destare interesse nel pubblico, soprattutto maschile.
Il concerto era gratuito, quindi nessun problema di avvicinarsi al palco e scattare a raffica. Il problema era arrivare al luogo del concerto in quanto i vigili dirottavano (beh, d'altronde...) tutti su vie secondarie, lasciando la principale solo in uscita. Mi sono avvicinato ad uno di loro ed ho iniziato a parlargli, a dirgli che ero solo con una motocicletta e che poi avrei dovuto fare un servizio sul concerto. Spero che il casco mi abbia coperto almeno in parte la faccia perchè quando scoprirà che non sarà nominato in un articolo di Sorrisi e Canzoni TV (la prima rivista che mi è venuta in mente), non desidero mi riconosca.
Riesco a parcheggiare abbastanza vicino al palco e come al solito, approfitto della prova luci per fare le mie prove in bianco.
Tanti vecchietti in prima fila, tutti con la propria sedia portata da casa. Qualcuno accenna anche ad un pisolino, visto che l'attesa sarà abbastanza lunga (sono le 20 e il concerto inizierà intorno alle 22). Io vado a mangiarmi un panino e poi ritorno sul posto che avevo scelto come ideale per il concerto.
Intorno alle 21.30 la gente inizia ad infastidirsi e iniziano a prendersela con gli uomini del service. Addirittura spunta una voce tonante dal gruppo che urla: "Ma quando cavolo principia il concerto? Che poi io fra poco devo andare a letto!".
Nel frattempo mi ha raggiunto un signore anzianotto ma arzillo che attira subito le simpatie di chi, avvicinandosi al palco, è ignaro di chi canti perchè manca adeguata cartellonistica. Uno in particolare gli chiede: "Ma chi è che canta? E' uno famoso? Uno locale?". Il tipo gli risponde semplicemente che è un gruppo che viene dall'alta Italia. Infastidito dalla risposta, il signore si allontana un po' stizzito. Al che il vecchietto si rivolge verso di me e fa: "Eh... adesso non è che possiamo invitare solo qualcuno di famoso perchè se no lui non segue il concerto!!!".
Qualcun'altro con sedia sotto mano si avvicina al palco, ma appena scopre che è un complesso che suonerà... va via immediatamente. Forse voleva solo una voce solista... mah.
Insomma, inizia lo spettacolo ed io mi perdo negli occhi di Marquica e nelle movenze sinuose del suo corpo. Lo so, dovrei tendere a diventare professionista e a non farmi distrarre da queste cose. Dovrei essere un medico, con cui le pazienti si possono spogliare e non provare il minimo interesse. Ok, non sono un professionista, ed alla foto sotto, l'ormone è andato a mille.
Si avvicina la fine del concerto e nella pausa abituale prima del bis, la gente fugge via perchè fra poco inizieranno i fuochi d'artificio. Rimango io, il vecchietto e pochi altri fans a seguire il bis. Io finalmente ripongo la fotocamera e canto "Gelosia" pensando però a come sono belle le gocce di sudore sulle gambe di Marquica... si, ok, son proprio niubbo, c'è niente da fare. Finisce il concerto, mi acchiappo un bacione al volo ed iniziano i fuochi d'artificio.
Non riesco a trovare un posto decente dove piazzare il cavalletto e probabilmente butterò tutta la serie, ma faccio comunque in tempo a beccare una signora che commenta: "Iiiihhhh le lampade cinesi!!! Eh, perchè son cinesi quelle lampade, è vero? Oramai questi cinesi sono proprio dappertutto, proprio ovunque". Voglio concludere in bellezza la serata, quindi mi giro verso la signora: "Considerando che sono proprio i cinesi che hanno inventato i fuochi d'artificio... mi sembra proprio il minimo". La signora rimane con la bocca aperta, io ripongo il treppiedi nella custodia e mi avvio contento verso la moto.

Uhm....

lunedì 20 agosto 2007

SS Essex

Primo avvertimento: post di carattere esplicito. Gli esseri pensanti non in possesso di maggiore età anagrafica o mentale sono sconsigliati dal proseguire nella lettura.
Secondo avvertimento: i fatti e le persone narrate in questo post sono reali, pertanto eviterò di riportare riferimenti precisi per non ledere la privacy di nessuno. Dopotutto, mi sa che alla fine del post, l'unica persona di cui sarà lesa la dignità, sarà il sottoscritto.

I fatti sono due: o chi scrive un romanzo che nelle pagine ci sono atti amorosi, non ha mai effettuato tale atto, oppure io ho avuto una vita sessuale che definirla tragicomica sarebbe solo un complimento.
Non è possibile che i protagonisti di un romanzo siano entrambi bellissimi, con occhi colorati particolarmente senza l'ausilio di lentine colorate, capelli che nemmeno la pubblicità dell'Oreal, entrambi con attributi sessuali fuori della norma, che pur essendo vergini siano espertissimi nell'atto sessuale, che alla prima volta arrivino contemporaneamente al culmine del piacere, che vadano avanti per ore anche se prima sono dovuti scappare dal carcere inseguiti dai poliziotti per diversi stati senza mangiare o bere o dormire. E cavolo, no!!! E' impossibile!!!
Non sono mai stato un trombeur de femme, anche se nel mio... piccolo qualche relazione proficua l'ho portata a compimento.

Il primo bacio nei romanzi è qualcosa di magico, di travolgente, di assolutamente indimenticabile. Beh, io il mio primo bacio non me lo ricordo, probabilmente dato ad una compagnetta di classe solo per accontentarla. Ricordo invece un mio quasi bacio. Una ragazza si era invaghita di me e mi chiese se ci potevamo incontrare per parlare, guarda caso nel posto dove andavano a pomiciare le coppiette. Mi dissi che era fatta, pur avendo letto innumerevoli volte la Settimana Enigmistica alla rubrica "Le ultime parole famose". Parlammo per un po' e capivo che era il momento di avvicnarmi e rubarle un bacio, quando esclamai un "gioia mia". Lei capì "troia mia" e mi lasciò con la guancia dolorante ed un cinque stampato e le labbra a culo di gallina che cercavano di baciare... chi? Lei se n'era andata.

La prima volta è un must, la prima volta non si scorda mai. Almeno, nella finzione... beh, dai anche nella realtà. La mia prima volta fu particolamente eccitante e devo dire rimane ancora oggi uno dei miei ricordi più piacevoli, ma esula dal discorso. Non era per entrambi la prima volta in assoluto, ma lei non aveva tutta questa esperienza. Mi impegnai a lungo, con calma e con pazienza perchè per lei fosse qualcosa di speciale, ma alla fine, alla fatidica domanda "ti è piaciuto?", lei rispose "non lo so!". Cioè, la prossima volta provo a metterti un gomito nell'orecchio e forse è lo stesso. Chiarii in seguito che lei si sentiva strana e non era riuscita a darmi una risposta soddisfacente (visto che ci rivedemmo molte altre volte, le credetti), ma se non avessi avuto dalla mia parte l'ormone mosso dell'adolescenza, credo mi sarei destabilizzato alquanto.

Altra scena tipica di un romanzo è la completa, assoluta padronanza del corpo del partner anche se non si è mai avuto esperienze sessuali precedenti e che, immancabilmente, portano ai più alti livelli del piacere entrambi, con l'unico scontato desiderio di non lasciarsi mai più. Devo aver trovato io l'eccezione che conferma la regola, in una persona che aveva già avuto da tempo rapporti e che pensavo avesse esperienza. La mia partner del tempo era impegnata in piacevoli esplorazioni delle parti concave del mio corpo, quando sentii l'impellente desiderio di essere stretto forte. Le sue mani viaggiavano veloci, ma non potevo mai pensare che mi stringesse i gemelli e che per poco non troncava la mia carriera all'istante. Capisco che veniva incontro ad un mio desiderio...

Però i romanzi hanno traviato anche me quando, per dimostrare la mia abilità nell'utilizzo del linguaggio, non mi accorsi per tempo che la tipa in questione aveva bisogno di qualcosa di più impegnativo con cui distrarsi e la trovai a contare i puntini sul cielo dell'auto dentro la quale avevo tentato di consumare.

E non è che tutti i rapporti vadano per come ci si aspetta. Ehm, no, da quel punto di vista ha sempre svolto il dovere fino in fondo, a volte prima, a volte dopo, ma al momento è stato sempre ligio al dovere. Conosco una donna molto affascinante, la porto a cena ed alla fine, nel parcheggio, dopo un bacio strappa labbra, mi chiede di accompagnarla a casa. Presi dalla passione, non facciamo quasi in tempo a spogliarci che già siamo a letto a combattere sotto le coperte. Mi trovo sopra di lei quando sta per raggiungere l'orgasmo e... inizia ad ululare a squarciagola! Se c'è una scena di film che mi ha fatto sempre piangere dal ridere è in Porky's, quando l'assistente di ginnastica femminile (nickname Lassie) si trova con un assistente nello spogliatoio degli uomini e si eccita talmente all'odore muschiato che inizia ad ululare. Uno degli allenatori si nasconde sotto un tappeto per poter sghignazzare a più non posso mentre tutti gli allievi non sanno che fare per trattenere le risate. Ecco, immaginate ora lo sforzo che feci per non scoppiarle a ridere in faccia. Meno male che avendo lei terminato, potevo rilassarmi un attimo, anche se all'uscita del condominio speravo non mi vedesse nessuno.

Taccio su altri eventi più o meno di questo genere che hanno costellato la mia vita dall'adolescenza in poi, magari li rispolvererò fra qualche anno, quando avrò il coraggio di uscire di casa dopo un post del genere, ma sono sempre più convinto di aver letto sempre e solo romanzi di fantascienza.

sabato 18 agosto 2007

In giro

Non sono di moltissime parole in questi giorni. Sarà che è tornato prepotentemente il caldo... sarà quel che sarà, non mi perdo in molti commenti. Il blog langue.
In compenso sto scattando una miriade di foto, soprattutto ieri sera, tanto che oggi mi sono dovuto fermare per passare in post-produzione qualcosa, altrimenti avrei accumulato troppo lavoro. La prossima settimana poi saràò molto preso quindi, meglio fermarci oggi... e domani di nuovo a caccia di fotografie.
Ieri mi sono recato in quel di Buccheri (Sr) in occasione dell'apertura del MedFest, festival rievocativo medievale. Buccheri è posizionata sui monti a nort ovest da dove sto io, su una strada che è tra la più frequentata dai motociclisti per le sue continue curve ed i panorami mozzafiato. Da quando ho la belva a due ruote, ci sto passando almeno una volta a settimana.
Così ieri sera potevo anche mettere il pilota automatico per andare al MedFest. Mi sono bloccato a 2 km dal paese, per il posto di blocco dei vigili che facevano fermare lì tutti i mezzi che dovevano andare in paese. Io non ho ben capito qualcosa, visto che, dopo aver lasciato la moto nel parcheggio, mi sono avviato a piedi per il paese... una diecina di minuti di strada in discesa, ma ho pensato, sarebbe stato un'ora in salita dopo le birre che mi sarei preso e la strada che avrei fatto. Meno male esisteva un servizio navetta.
Beh la manifestazione è stata interessante ed ho avuto l'occasione di scattare davvero delle belle scene, anche se avrei visto volentieri più rappresentazioni. Invece la facevano da padrone gli artisti da strada, ma era difficile seguirli tutti nell'arco di una serata, ma soprattutto le bancarelle che preparavano cibi locali. Ovunque l'aria era permeata dall'odore di carni sulla griglia ed era difficile non cedere almeno ad un panino con la carne di cinghiale.
Ho incontrato anche qualche collega che mi hanno fatto notare "l'attrice che ha lavorato nei film di Aldo Giovanni e Giacomo". Gli ho fatto notare che era la moglie di Aldo Baglio, e che lui era proprio a fianco a lei. Certo, si faceva fatica a riconoscerlo con gli occhiali, il cappellino e visto che si teneva curvo proprio per evitare i fans. Deve avermi sentito, perchè si è girato verso di me ed è corso a rintanarsi presso la villa che ha in quel paese.
Ho resistito fin che ho potuto perchè Buccheri è molto peggio di San Francisco in quanto a sali scendi e mi sono girato tutto il paese due volte.
Almeno la pro loco dev'essere stata contenta: era tanta la gente che si camminava anche senza la volotà di farlo, data la fiumana che era giunta da ogni dove.
Fuori dal convento

mercoledì 15 agosto 2007

Sogno di una Noto di mezza estate

Ieri sera nuovo concerto in una notte magica, anche se non era proprio iniziata benissimo la serata. Un problema di niente, che però per qualche minuto mi ha mandato completamente in paranoia.
Circa un'ora prima dell'inizio del concerto, o meglio, sulla data stabilita per l'inizio del concerto, preparo la borsa con l'attrezzatura, come sempre. Questa volta voglio provare la borsa e non lo zaino, perchè davvero scomodo da utilizzare, meno per il viaggio. Stavolta devo fare solo 7 chilometri per arrivare a Noto, quindi la prova della borsa si può fare.
Salvo sul fido destriero, faccio nemmeno 300 metri e mi accorgo di aver lasciato a casa il portafoglio. A parte la patente, ho pensato che non facevano baratto per un biglietto del concerto, e poi non volevo privarmi di niente. Torno indietro, parcheggio davanti al cancello, prendo il portafoglio e faccio per partire... io... non la moto. La pompa dell'inizione non si attiva. E già i santissimi iniziano a scendere dal cielo, perchè ormai sarebbe stato improponibile arrivare in auto a Noto con il traffico pre ferragostiano. Riporto la moto dentro il cortile e inizio a verificare se c'è qualcosa che non va, quando mio fratello mi viene in aiuto che lui è più pratico del mezzo. Un fusibile saltato! Ed ora dove vado a prenderlo? Sono già le 20.30... Torno in casa e butto tutto sul divano ed inizio a cambiarmi. Mio fratello però mi dice che se mi sbrigo potrei trovare ancora aperto un rifornimento e forse una busta di fusibili c'è ancora. Un po' preso dallo sconforto, ci penso un poco su... e dopo qualche minuto, torno a cambiarmi e raggiungo il rifornimento con l'auto. Un traffico da paura, ma riesco a trovare i fusibili.
Sono già le 20.50 quando ho sistemato il fusibile e la moto, ingolfata, stenta a partire. Finalmente parte e la lascio sfogare un po'. Ce la farò a trovare un posto decente al concerto? Decido di provarci lo stesso. Tanto il concerto sarebbe iniziato in ritardo, naturalmente.
La moto non da nessun problema fino a Noto e riesco a trovare parcheggio proprio vicino a dove inizia la zona pedonale, che con la macchina sarei ancora a cercare posto.
Stavolta chiedo in biglietteria se è possibile scattare foto... e il tipo mi risponde di no. Uhm... ci penso un po' se pagare 15 euro per sentire 9 canzoni e nel frattempo faccio un sopralluogo, trovando anche un posto dove far foto senza pagare il biglietto. Mi metto a parlare però con le persone dello staff che si dimostrano disponibilissimi e cortesi. Mi dicono che non ci sono problemi per scattare le foto. Beh, allora vado e pago con sollievo... non mi ci compro nemmeno un cd con quei soldini... però se faccio le foto... pensiero contorto eh?
Non mi ricordavo la voce di Rossana Casale. Sapevo che si fosse data al jazz da tempo e anche se Billie Holiday non è la mia autrice preferita, l'ascolto comunque con piacere.
Prendo posto sulla scalinata della cattedrale di Noto, splendida tribuna per un concerto, anche se non proprio comoda comoda. Però l'altezza dei gradini è quella giusta affinchè possa puntare i gomiti sulle ginocchia e scattare con mano ferma senza usare il treppiedi. Ovviamente ci sono persone che non la prendono con filosofia come me.
Spunta la solita signora che si lamenta per l'inizio del concerto (da adesso se non ne trovo una, giuro mi metto a cercarla se no, non sono contento), perchè l'organizzazione non ha messo delle sedie, soprattutto per il marito che non può stare scomodo per molto se no si "accrocchia". Poi però apre la capiente borsa di tela e tira fuori un comodo cuscino e ci si siede; il marito può arrangiarsi. Ma non c'è solo il cuscino nella borsa. Probabilmente ha acquistato dei manicaretti locali in diversi sacchetti che inizia a distribuire sulla scalinata per tenere il posto a degli amici che stanno sopraggiungendo. Io che non avevo cenato inizio ad essere colto da languorino e mi devo trattenere per non far sparire un "posto ad un amico".
Ovviamente se il fianco destro era impegnato, perchè non il sinistro? Arriva una professoressa di Milano (o giù di lì), addentando un panino al gelato. Una sua amica, persona che osserva e nota tutto le chiede se stia mangiando. La professoressa con una voce lamentosa inizia a dire che siccome non è stata bene deve per forza mettere qualcosa sullo stomaco. Sarò misantropo ma davvero avevo pensato a qualcosa di alternativo da metterle sullo stomaco; guardo la mano e poi mi dico che avrei fatto meglio a fotografare. Ma la tipa è una lamentela continua: per il caldo, per le luci sul palco, per il viaggio, per la folla, varie ed eventuali. Secondo me, uccidendola, avrei potuto godere delle attenuanti per legittima difesa. Non contenta, tira fuori un paio di nuovi occhiali da vista e chiede a tutti come stia. L'amica ha un cuore grandissimo e le dice che sta bene. La Borboni si sarebbe rifiutata di mettere quelle lenti e anche lei lo sa... infatti confessa che la sorella le ha detto che le stanno una chiavica. Io annuisco senza guardarla.
Dietro invece degli amici romani che non si sa perchè si trovano a sentire il concerto anche se non gli piace il jazz, nè la Rossana Casale.
Inizia però il concerto e sono arrivati anche gli amici della maniaca dei manicaretti. Non resistono che due canzoni e poi scappano via. Probabilmente si aspettavano la Rossana Casale de "Gli amori diversi".
La voce è troppo acuta per i miei gusti, ma interpreta benissimo Billie Holiday, ma mi vengono davvero i brividi quando invita una sua amica a cantare con lei sul palco. E' Anne Ducros, e non l'avevo mai sentita cantare. Con due sole strofe polverizza le precedenti canzoni della Casale. Ha una voce che ti entra dentro che sa modulare con esperienza consumata. Mi appunto di passare dal fornitore di musica a cercare suoi brani.
Ah, sì... ho scattato anche qualche foto, ovviamente, ma la serata ed andata via davvero tranquilla e sono riuscito a star bene nonostante l'inizio tumultuoso.

Rossana

domenica 12 agosto 2007

Le discese ardite e le risalite

Felice di riavere la moto dopo 3 settimane dal meccanico, faccio un giro senza meta e mi trovo a vagare proprio dalle parti dell'ippodromo. Difficile non notarlo perchè ci sono più riflettori che ad hollywood.
L'idea era quella di vedere qualche gara, magari seguire gli animali nelle stalle. Vengo attratto invece dalla struttura, abbastanza recente e con linee architettoniche definite. Noto anche che per terra, ma soprattutto le sedie, sono piene di escrementi di volatili, tanto che viene arduo lasciare da qualche parte la borsa od il casco.
Tiro fuori la gioia di papà armata di 17-85, quindi niente di così evidente, ed inizio a fare qualche scatto. Sono costretto a fermarmi dopo un po' perchè passa una coppia di persone proprio dove sto io. Lui, sorridendo, ma convinto mi fa: "Vedremo queste foto domani sul giornale eh?". Io per non dargli una delusione completa rispondo: "Magari". Lui imperterrito: "Come magari? No sicuro che andranno sul giornale. Ma non si dimentichi di fotografare le scale. Le scale!!!". E con questo si allontanano.
Per un po' ho cercato di capire cosa volesse dire. Certo, anche sulle scale c'erano escrementi di uccello.
Forse voleva che si montasse la protesta perchè i piccioni sporcano abusivamente l'ippodromo? O perchè non viene pulito e così lui non può tranquillamnte mettersi a sedere e magari scommettere? Questi quesiti rimarranno senza risposta.

La serata di ieri è stata una prova. Volevo vedere se lo zaino con tutta l'attrezzatura fosse comodo da portare in moto. Avevo comprato lo zaino circa un anno fa, ma ho sempre preferito la borsa perchè più comodo estrarre la gioia di papà mentre si è per strada. Lo zaino lo devo sempre poggiare a terra e fare manovre per poter armarmi al meglio, invece con la borsa faccio tutto in movimento (non è la descrizione di un film porno!).
Purtroppo con la moto non ci sono vie di mezzo. Lo zaino è l'unico elemento contenitivo che mi posso portare, almeno fin quando non doterò la moto di adeguata valigettatura (si può dire? E' un neologismo? Lo lascio).
Viaggiare in moto mi da una nuova energia e nuovi stimoli per andare in giro. Oggi non è stata una giornata particolarmente edificante fotograficamente, ma mi sono davvero divertito. E dire che il viaggio non è iniziato benissimo.
Dopo pochi km vedo un bel paesaggio che merita di essere immortalato. Scendo dalla moto, la metto sul cavalletto, ci poggio sopra lo zaino... e la moto casca per terra. Probabilmente ho messo male il cavalletto e la moto ci ha rimesso uno specchietto più vari graffi sulla carenatura. Niente di grave insomma, solo che adesso bisognava rialzare 240 kg di moto. Ci sono riuscito dopo essermi stirato entrambi i muscoli delle braccia (che sono solo due, non faccio palestra da anni) e chissà per quanto porterò ancora le conseguenze.
La cosa positiva è che sono andato avanti come se niente fosse, beh facendo più attenzione nello zig zag, ma riuscendomi a godere il viaggio. Ho macinato circa 350 km ed ho capito che mi piace di più passeggiare per le stradine di montagna che andare a rotta di collo per le autostrade. Avevo il mio bel ritmo blando sulla SS 124 che non mi precludeva paesaggi, saluti ad estemporanei motociclisti, un'occhiata più lunga del dovuto ai glutei di una tipa che faceva jogging.
Adesso cerco di finire questo post, poi mi metterò di nuovo a riposare. Peccato che la passione per la moto sia venuta così tardiva.

Fields of gold

sabato 11 agosto 2007

Il ballo al castello

Ero eccitatissimo. Finalmente il gran giorno era arrivato e avrei rivisto la mia bella Eleonora, colei che fa palpitare il mio cuore ad ogni suo sguardo.
Sì, lo so, avrei dovuto già dirle quanto ogni particolare di lei mi sia entrato fin nelle ossa, che rimango estasiato ad ogni sua risata. Avrei dovuto dirglielo, ma non ce l'ho mai fatta. In ogni occasione c'è stato sempre un imprevisto che ha spezzato il momento magico in cui dichiararmi.
Sono sicuro che anche lei condivide gli stessi sentimenti. E' spavalda, a volte irriverente, con una riserva di energia illimitata, ma restia ad aprirsi ai veri sentimenti.
Stasera però... stasera sarà il momento giusto per entrambi. Lo sento.
Aspettavo da mesi questo evento. Guardavo il cartoncino di invito praticamente ogni giorno, quasi che la scritta in oro mi potesse trasferire più informazioni di quelle impresse sulla carta ruvida: "La S.V. è invitata a partecipare allo spettacolo di ballo offerto dalla società. Etoile: Eleonora". Non c'era bisogno di andare oltre, anche perchè il mio cuore mi faceva fermare ogni volta al suo nome. Chiunque in paese conosceva la strada per arrivare al castello. Chiunque sapeva che arrivarci sarebbe stato praticamente impossibile. Solo pochi eletti avevano il privilegio di essere invitati presso la sua corte. Non capivo come questo potesse essere capitato a me. Ma azionai il cervello: Eleonora! Chi altri avrebbe potuto invitarmi?
Per questo avevo comprato il miglior tight che potessi permettermi, ero stato da parrucchiere, manicure, estetista. Dovevo essere perfetto. Beh, sì, ero passato anche dal gioielliere. Avrei lavorato anni per ripagare questa singola serata, ma ne sarebbe valsa la pena. Un solitario sarebbe stato il giusto sigillo alle mie parole.
Stavo finendo di vestirmi ed aggiustavo il garofano bianco all'occhiello, il suo fiore preferito; ne avevo preso un mazzo con una rosa rossa nel mezzo, da regalarle prima della serata. Mi vedevo bellissimo allo specchio, anche se sapevo bene che non era così. Ero in un sogno e volevo continuare a sognare, sicuro di non svegliarmi mai.
Suonarono al campanello. Era l'autista che mi aspettava. Addirittura una limousine sarebbe stata il mio mezzo di trasporto per il castello. Si, non poteva essere che un sogno.
Evidentemente ho continuato ad immaginare qualcosa per tutto il viaggio, visto che mi sembrò che tutto il tragitto non fosse durato che qualche secondo.
Avevo quasi timore di calpestare il tappeto rosso, quando sulla scala eccola, mi stava aspettando. Mi fece cenno di fare presto perchè probabilmente doveva andarsi a preparare. Mi fu subito fra le braccia tanto che temetti di rovinare i fiori, ma non ci pensai che per un secondo, pronto a godermi il calore del suo corpo. Gli occhi verdi mi guardavano adoranti, altrettanto dovettero fare i miei visto il bacio violento ed inaspettato che mi fece quasi perdere l'equilibrio. Sì, era proprio la notte giusta.
Quindi si staccò da me, prese i fiori e quasi fuggì via, ridendo però, invitandomi a seguirla. Arrivammo alla porta del camerino, quando mi disse che avrei dovuto attendere per il resto. Le chiesi quale resto e lei per tutta risposta sorrise, facendomi l'occhietto, quindi mi lasciò fuori dal camerino.
Il cuore andava a mille e fu solo dopo qualche momento che mi ripresi e ricordai di andare a salutare il padrone di casa, nonchè padre di Eleonora. Cercai di sistemarmi alla meglio ed andai al salone centrale. Lui era ovviamente accerchiato da alcuni ospiti, molte donne: da quando era rimasto vedovo, era diventato il miglior partito del paese. Penso di avegli dato la giusta motivazione per liberarsi perchè non appena mi vide, corse a salutarmi. Sapeva che ero pazzo di sua figlia, mi aveva già dato la sua benedizione, nonostante non fossi del loro stesso lignaggio. Era il padre che non avevo mai avuto e probabilmente che avrei avuto se la serata si fosse conclusa come immaginavo.
Purtroppo mi abbandonò dopo poche battute, ancora reclamato da altri ospiti, ma con la promessa che sarebbe stato al mio fianco durante il ballo.
Non conoscevo chi sarebbe stato il partner di Eleonora. Ovviamente non potevo essere io, visto che mi muovevo come un orso con i pesi alle caviglie e, stranamente, fu proprio questo a farla innamorare di me, quando mi invitò a ballare due anni prima.
Presi al volo un flute di champagne proprio nel momento in cui veniva annunciato il ballo di Eleonora. Il locale che aveva scelto per l'esibizione non era il grande salone centrale, bensì una corte interna al castello, dove tutti gli ospiti sarebbero stati al piano superiore sulle balconate, mentre lei ed il partner si sarebbero esibiti al piano terra. Aveva voluto dare un punto di vista diverso per questo ballo, un suo tocco personale.
Il padre mi raggiunse e mi guidò verso il balcone centrale, quindi, ad un suo cenno, la musica iniziò: era il Bolero di Ravel. Sapevo che Eleonora l'adorava e che, nonostante fosse ora utilizzata più come opera concertistica, era nata come musica per balletto. Eccola, meravigliosa nel suo abito.
Rimasi invece sconcertato dal suo partner. Il volto era molto bello, quasi femmineo, eppure qualcosa non mi tornava. Sentivo dentro di me un disagio atroce e non riuscivo a spiegarmi il perchè. Non era gelosia, anche perchè non era il primo ballerino che la stringeva fra le braccia, visto che era Etoile all'opera. Anche il padre si accorse che qualcosa non andava e mi chiese se stavo bene. Mentii dicendo che forse lo champagne mi aveva dato un po' fastidio, ma che non era nulla di grave.
Seguii con trepidazione i vari movimenti. Ogni figura era perfetta, ogni passo esattamente dove era programmato che fosse, eppure quella sensazione non mi lasciava.
Finalmente il ballo finì e nello stesso istante un applauso scrosciante avvolse la corte. Nessun bis, dopo alcuni inchini Eleonora scappò via per venirsi a stringere a me.
La sensazione di prima era svanita, ora c'era solo felicità pura nel cuore. Non c'era stato bisogno di nessun discorso, di nessun anello per dichiararmi. Buttandosi fra le mie braccia non mi aveva chiesto come avesse ballato, nè se mi fosse piaciuto il balletto, ma se avessi voluto sposarla. Ed al mio "Sì, con tutta l'anima", mi aveva baciato con l'ardore di prima, poi mi aveva abbracciato togliendomi quasi il respiro.
Eravamo così quando vidi il partner di Eleonora. Di nuovo quella brutta sensazione. Questa volta però la sensazione si mostrò. Il volto del ballerino si tramutò orrendamente mostrando degli occhi da felino, di un rosso acceso, la carne come mangiata da belve fameliche, dei dendi aguzzi e sanguinolenti... e lo sguardo fisso su di me. Nessun altro ospite parve accorgersi della trasformazione, eppure era lì davanti a me e mi fissava.
Sapevo che cosa significava, ma non mi interessava niente. Avevo l'amore della mia vita fra le braccia. Il resto non con contava.

venerdì 10 agosto 2007

Moment

Dopo i fasti del fine settimana scorso, questi giorni sono andati via molto lentamente, gravati da un immane mal di testa, praticamente ininterrotto. E dire che non ho nemmeno la partner per cui inventare scuse per sottrarmi alle richieste di incontri ravvicinati.
Sarà perchè sto per la maggior parte del tempo in un container climatizzato e quando esco prendo una botta di calore non indifferente... o sarà perchè ancora il meccanico inventa scuse di giorno in giorno con versioni sempre diverse per non darmi la mia amata motocicletta... sarà che ormai sono alla frutta ed avrei davvero bisogno di fermarmi per qualche giorno... sarà quel che sarà, ma un blister di moment è volato senza che me ne accorgessi.
Mentre solitamente il mal di testa iniziava in concomitanza con l'arrivo dei colleghi di lavoro, oggi è iniziato verso le 4 del mattino, riuscendo a farmi svegliare prima del solito.
Meno male che all'una stacco e vado via. Anche se non sarà un giorno di riposo. Oggi servono ulteriori ritocchi al furgone che ci trasporterà in Africa e ormai il tempo stringe, non che manchi poco alla partenza, ma perchè il meteo sta cambiando e molti lavoretti che dobbiamo fare necessariamente all'aria aperta, non potranno essere più effettuati.
Ok, attacco l'altro blister. Magari mi stendo anche un po' sulla scrivania... solo per qualche minuto.

martedì 7 agosto 2007

AAA Brava donna di casa cercasi

L'età avanza, questo è fuori di dubbio. Invecchio di giorno in giorno e non è più tempo di saltar la cavallina. Oddio... che, sportivamente parlando i miei massimi risultati sono stati:
1) Medaglia di bronzo ai giochi della gioventù. Categoria basket. Vinta per... aver portato il pallone da casa.
2) Torneo di calcio Swatch. Primo classificato. Avevo il joystick più figo e più performante. Collegato all'Amiga era una scheggia.
Orbene, gli acciacchi si fanno sentire e fra poco la casa si svuoterà privandomi di due brave braccia per l'agricoltura, visto che il fratello si dedica molto al giardino, nonchè di aiuto nel tenere pulita casa. Avrei voluto utilizzare un altro termine, ma mi preme farvi notare che trattasi di annuncio serio, rivolto a persone serie.
Accertato il fatto che ho un'età e che verrà difficile governare casa come si deve, è giunto il momento, da me sempre rimandato, di cercare una brava donna di casa che possa aiutarmi nella conduzione della magione.
Sia chiaro da subito che intendo porre il rapporto nel segno della massima collaborazione e che non mi si accusi di voler solo una schiava per casa. No, questo mai.
Lei dovrà pulire dove io andrò a sporcare, anche perchè pulire dove è già pulito dopo un po' va a noia, quindi mi impegno a sporcare nei modi e nei luoghi più impensati, così da avere quel senso di novità ed incertezza che rendono saldo un rapporto duraturo. Io mangerò quello che lei cucinerà... e voglio essere magnanimo, potrà mangiare anche lei, che se no dopo poco mi si sciupa e dovrei provvedere ad un cambio, con tutti i problemi che questo porterebbe: rottamazione, passaggio di proprietà, smaltimento. Lei stirerà gli abiti ed io li indosserò, quindi se donna di bella presenza tanto meglio visto che potrebbe aggirarsi ignuda per casa.
Per contro mi impegno a fornire vitto, alloggio, suppellettili e carta igienica alla bisogna, uscite settimanali presso locali da ballo, cinema, ristoranti ed affini, vacanze e crociere almeno ogni sei mesi e, sì, crepi l'avarizia, anche un paio di regali l'anno di certo valore sentimentale e non disdicevole valore economico, ma in giorni a caso, sempre per la solita solfa, mantieni vivo il rapporto, bla bla, bla, bla, ecc. Mi impegno inoltre a non chiedere rapporti sessuali se non espressamente richiesti, tramite apposita domanda su carta uso bollo, da presentarsi almeno 48 ore prima della consumazione, elencando numero et modalità di tali prestazioni, eventuali oggetti e/o partner richiesti, necessità di preliminari o meno, modalità di chiusura rapporto (es. coccole, girata di spalle e ronfata, sigaretta, ecc.) ed eventuali variazioni sul tema ammessi, ancora una volta, mantieni vivo il rapporto, ecc.
Chi è interessata a presentare domanda, può allegare un commento al presente post/annuncio, indicando le peculiarità di base. Coloro che presenteranno il miglior curriculum verranno poi invitate a passare un week end al mare, tutto spesato, dove verranno vagliate di persona tutte le proposte.
Vi prego solo di rispondere con cortese sollecitudine, affinchè possa riappropriarmi della cucina, invasa dalle stoviglie da lavare e prima che finisca la scorta di vestiti puliti e stirati che, dalla montagnola di indumenti sporchi che ho sul letto, ammonta a circa un calzino ed una canottiera.
P.S.: il vaffa non fa curriculum!

lunedì 6 agosto 2007

Notti magiche

Eh... proprio magiche quelle che sto passando io in questi ultimi giorni. Credevo fosse la vecchiaia a portare l'insonnia, ma penso ora che la causa sia tutt'altra. Fatto sta che ancora oggi mi ritrovo con gli occhi a palla come un pesce rosso. Ma andiamo a parlare della notte magica di ieri sera.
Vista la mia insonnia, partecipare alla notte bianca organizzata dal paese che si onora di ospitarmi non è stato difficile. Nessun caffè per tenermi sveglio, nè utilizzo di altre sostanze. Vero che ad un certo punto rischiavo di tagliarmi le vene, ma questo per altri motivi.
Devo dire che l'affluenza di pubblico è stata imponente. Non si poteva camminare per le strade della città, quasi sembrava di essere a New York sulla Fifth Evenue. Io, come al solito, mi sono premunito di andare un po' prima per scegliermi un posto dove poter scattare qualche foto. Ho scelto la piazza centrale, delle 5 dove si svolgevano delle manifestazioni, dopo una breve perlustrazione delle altre in cui l'illuminazione per fare delle foto era insufficiente. Tra l'altro la piazza centrale era una scelta obbligata, anche perchè ci sarebbe stata la presenza di Nora de "La pupa ed il secchione", nonchè la sfilata per l'elezione di Miss Ragazza per il cinema, ovvero vado si a far foto ma anche l'occhio del fotografo vuole la sua parte.
Come apripista però ci sarebbero state delle esibizioni da parte di scuole di ballo locali. Il bello di queste feste di paese è che il livello delle rappresentazioni non è da professionisti, quindi c'è spazio anche per la risata imprevista e genuina anche nel rispetto di chi si è impegnato per il risultato della serata. Così ci sono state persone che avevano la stessa vitalità del sedano preso al supermercato ed adagiato nel carrello, come anche la ragazzina che si vuol mettere in mostra sfoderando più grinta del dovuto con le gomitate alle colleghe. In queste condizioni, non avrei sfigurato nemmeno io che sarei potuto passare per Etoile.
Anche la presentatrice delle rappresentazioni da ballo non era una professionista, visto che non ha dato nemmeno una lettura al copione per sapere come girare le pagine e lasciando pause di ore, fra un foglio e l'altro, o almeno farsi indicare la pronuncia corretta dei nomi da citare. Ma questi sono peccatucci veniali. Prima la rappresentazione di Grease, tenuta da un gruppetto di bambini, la presentatrice si è rivolta alla piazza con: "Alzi la mano chi non ha amato questo musical, chi non ha sognato sulle sue canzoni, chi non ha pensato di immedesimarsi nei protagonisti".
Io ho alzato la mano e non, come le altre volte, solo per rompere le scatole e farmi fare una risata scontata, ma proprio perchè Grease a me è andato sempre di traverso, non l'ho mai sopportato, però lo conosco... io. Alla fine della rappresentazione la tipa si avvicina all'unico bambino che era il protagonista e gli fa: "Vieni qui Fonzie, dammi un bacio."
FONZIE???? E dov'era Fonzie in Grease??? Me ne sono accorto io, ma anche tutta la piazza che ha iniziato a mormorare, quando dalle mie spalle si è levata una voce tonante: "Ma che minchia di Fonzie... quello era Gion Trrravolta!!!". Io avrei voluto nascondermi sotto il palco.
Seguire tutte le rappresentazioni ha messo alla prova la mia pazienza. Di solito non ne ho, ma quando sono a far foto è come se fossi un'altra persona, molto più pacata. Siamo arrivati comunque all'una di notte ed iniziavo a mostrare segni di irrequietezza contro i bambini che vedevano i propri simili dimenarsi sul palco.
Finalmente è arrivata la distrazione per gli adulti. Nora. Qualche foto l'ho fatta, cannando, è ovvio, il primo piano. L'ottica da 6 milioni di dollari non ha trovato un punto focale degno di nota e mi ha detto testualmente: "Arrangiati".
Si vede che la tipa è spontanea e non ricorda una cippa del copione, tant'è che ha parlato vagamente di quant'è "buono il vino di Avola". Ora, non è noto a molti che il Nero d'Avola, non sia di Avola il paese, ma viene da un'errata traduzione del ceppo primario detto "calaurisi" (calabrese) che venne tradotto in "cala" (uva) "aulisi" di Avola. Vabbè, il paese è qualche anno che ci marcia su, addirittura abbandonando la fonte di primaria rinomatezza: la mandorla, fra le più apprezzate al mondo. Sicuramente gli han detto di nominarlo e alla maggior parte della gente è bastato per ammirarla.
La presentatrice le fa la domanda classica: "Come hai trovato gli uomini locali?". Nora si lancia in apprezzamenti ancora più stereotipati dell'uomo siciliano, ma la presentatrice insiste per chiedere referenze di un'avolese, al chè lei: "Non dispero di trovarne uno disponibile entro la serata, poi ti farò sapere". E con questo zì, spero di avere soddisfatto la tua curiosità :-)
Si cambia scena, si cambiano protagonisti. Finalmente inizia la sfilata delle ragazze per il titolo di "un volto per il cinema", solo che me le mandano tutte in una volta in bikini e senza preavviso, che io non sono un professionista e mi sono distratto troppe volte per poter fare una foto degna. Ma a proposito di professionisti...
Beh, io ormai basta che mostri il tubo bianco e mi fanno passare ovunque. Mi hanno fatto accomodare sotto il palco perchè, parole della security, "i fotografi ci DEVONO essere". Sotto il palco c'erano una coppia di fotografi, questi si professionisti, perchè erano lì per portarsi a casa la pagnotta: vendere le foto della manifestazione ai parenti delle ragazze che partecipavano. Una donna, dalla parte opposta rispetto a dove ero io ed un ragazzo, fiero di portare con se la sua belva. Questi dapprima mi ha guardato in cagnesco, poi ha spolverato con gli occhi il tubo bianco. Da notare che ha scattato per tutta la serata con il paraluce innestato, neanche fossimo sotto il sole delle Maldive.
Il tipo mi ha fatto un po' di pena perchè era costretto a seguire correndo per tutto il palco le ragazze, per poter fare dei primi piani, in quanto aveva montato su un grandangolo. Io con il tubone ero perfetto, mi bastava ruotare la ghiera della focale per avere una figura intera o un primo piano. Preso di invidia il tipo va a cercare nella borsa il suo tele e tira fuori una delle peggiori lenti che mamma Canon abbia mai prodotto, addirittura inferiore al ciofegon, il 75-300 che, parlando per inciso, è stato anche il mio primo tele. Ha provato a fare un paio di scatti, ma le condizioni erano proibitive per quella lente, così è tornato fiero al suo grandangolo. Io me ne sono andato prima della premiazione, per evitare discussioni e perchè, per me quello non era un lavoro, ma solo un piacere.

venerdì 3 agosto 2007

Itinerario delle vacanze



Da un paio di settimane, si lavora e si fatica per la Gloria e per... le vacanze. E già, perchè ho ufficialmente inviato la richiesta di ferie alla mia ditta. Dopo due anni in cui ho preso solo un giorno di ferie per me stesso, ora ho bisogno proprio di fermarmi un attimino e di rilassarmi.
Cosa c'è di meglio per rilassarsi che fare una piccola gita fuori porta? E' quello che ci siamo detti io ed il mio collega, scegliendo un posticino tranquillo come meta, facendo attenzione alla strada, ovviamente, la più corta possibile. D'altronde, dobbiamo riposarci, ECC.
Gioco-forza ha voluto che scegliessimo una località in cui il mio collega ha intenzione di aprire un'attività di trasporto pubblico. Per lo scopo ha predisposto un furgoncino a 9 posti che, una volta in loco, verrà immatricolato come auto pubblica. Avremmo fatto il viaggio con il furgoncino e poi saremmo tornati in aereo a casa.
Beh il furgoncino ha bisogno di qualche lavoretto. Via la moquette ormai completamente andata e sostituita con una nuova. Una bella pulita interna, ma sì, anche ai sedili. Piccoli lavoretti di meccanica, ma davvero piccoli e pochi, perchè il furgoncino è in buono stato considerando che è dell'89.
Adesso non ci rimane che sistemare i sedili in modo che ci si possa dormire la notte. Già, perchè la gitarella è fuori porta, ma può capitare che uno si beva una birra o due e non si può mica guidare in quelle condizioni, no no. Dopo di chè ci saranno da sistemare tutte le cose per il viaggio, che, a parte il vestiario, il cibo (pochissimo) e qualche attrezzo per il viaggio, consta nel 90% di regali che andranno in loco o anche durante il viaggio.
Ovviamente è mia intenzione portare la gioia di papà con un minimo di attrezzatura. E quì iniziano i miei dubbi: cosa portare? Il tubo bianco nuovo nuovo? Oppure solo obiettivi da battaglia? Perchè lungo la strada non si sa mai chi si trova e poi la polvere potrebbe rovinare le lenti preziose. Ci penserò fino all'ultimo, tanto c'è ancora un poco di tempo davanti a me... si, perchè si parte fra poco meno di due mesi, a fine ottobre, se tutto va per il meglio.
La piccola gita fuori porta ci farà toccare due continenti e 9 paesi, circa... ancora l'itinerario è solo abbozzato ed è suscettibile di modifiche in corso d'opera. La partenza è sicura, sull'arrivo ci si spera... nel mezzo, saremo nelle mani del fato e del karma! Partenza: Siracusa City, una delle città più a sud d'Italia. Arrivo: Lomè, in Togo, dopo circa 14 mila km. Il tragitto ci porterà prima ad attraversare Italia, Francia e Spagna, poi Marocco, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Ghana e Togo.
Tra il Burkina Faso ed il Ghana, ma anche in Benin ci sono dei parchi che potremmo visitare, come anche in Marocco ci sarebbero delle zone da vedere che non sono proprio sulla pista. Insomma, decideremo al momento.
La parte più impegnativa sarà quella fra la Mauritania ed il Mali, dove non ci sono delle vere e proprie strade come le intendiamo noi, anche perchè saremo proprio ai limiti del deserto del Sahara. Gli accorgimenti li stiamo prendendo tutti: taniche di benzina in più, taniche di acqua, scorta di birra, frigorifero montato dietro il posto di guida, litri di Autan. E poi c'è proprio la voglia di fare questo viaggio. Il mio collega ha proprio il mal d'Africa e ci ha vissuto per 10 anni, fino a che la situazione politica del luogo non l'ha messo in serio pericolo, ma ora è tutto calmo e conta di tornarci a vivere.
Io ho visitato solo il Marocco, da turista organizzato, quindi mi sono goduto sì il viaggio, ma questa è un'altra cosa. Beh, l'itinerario è quello qui sotto per chi ci vorrà dare un'occhiata.
E nel frattempo, dita incrociate...

giovedì 2 agosto 2007

Lettera

Alla luce del mattino mi sono svegliato
e ai piedi del letto una lettera ho trovato
vorrei tanto poterne essere felice
ma non so leggere, non posso sapere che dice.
E non voglio mostrarla a chi ha studiato,
ciò che c'è scritto non può essere capito.
La terrò sulla fronte, la terrò stretta al cuore,
quando scenderà la notte, sognerò le parole.
Me la leggerà il vento che fugge
e farà andar via questo pensiero che strugge.
Ma io quel che cerco non lo so trovare
o invece capire cosa dovrei imparare.
Ma so che questa lettera che non ho letto
la porterò con me per sempre sul mio petto
perché ha tramutato tutti i miei pensieri
trasformando in canzoni i miei desideri.

Poesia indiana riadattata da me medesimo

mercoledì 1 agosto 2007

Urlo

Perchè non mi parli? Ma soprattutto perchè non hai la forza di alzare lo sguardo verso di me? Guardami! Sono quì davanti a te. Guardami allora!!!
Con la testa bassa, lei si china a prendere la valigia. Si rialza e mi guarda negli occhi, dopo di che si allontana, senza più voltarsi.

Urlo. Urlo per svegliarmi, perchè so che è un sogno ma è anche una visione che mi strugge il cuore e che non riesco a sopportare. Apro gli occhi, finalmente. Sono tutto sudato. Boccheggio per un po'. Aspetto che i battiti del cuore si plachino, ma soprattutto ho paura di voltarmi e di non vederla a fianco a me.

Prendo coraggio e giro la testa. Lei non ha sentito niente e continua a dormire, sognando chissà cosa. La luna piena fa capolino dalla finestra e grazie anche alle tende, le disegna i tratti delicati con una luce eterea. La guarderei così per tutta la notte. Vorrei sfiorarle il viso ma ho paura di svegliarla... eppure non ce la faccio, devo rendermi conto che è qui a fianco a me.
Mi allungo per poggiare le mie labbra sulle sue dite affusolate. Le sento ruvide sotto le mie labbra. Mi sposto per baciarle la fronte. Ruvida anche questa. Capisco e mi sveglio.

Urlo.