lunedì 15 ottobre 2007

Sì, viaggiare (b-side version)

Sì, viaggiare, evitando le buche più dure, ma anche gli automobilisti che: "tanto ha la moto, può sicuramente frenare o comunque evitarmi e quindi mi butto al membro di cane all'incrocio, oppure sorpasso anche se il motociclista sta sorpassando".
E' dura la vita del motociclista a schivare questi novelli cavalieri con la falsa credenza che avere dei vestiti di latta possano renderli immortali. Arriverà il giorno che al posto del motociclista ci sia un camionista inglese ubriaco (e per questo terrà la destra) con problemi ai freni, e quel giorno voglio essere parcheggiato a debita distanza a godermi lo spettacolo per poi scattare in una ola, monopersona, ma tanto goduriosa.
A parte questi piccoli incidenti di percorsi, guidare una moto mi ha aperto un mondo.
Riesco a percepire gli odori del rosmarino o della carruba anche viaggiando a velocità media, a volte anche dagli abitacoli delle vetture che mi precedono arrivano effluvi gradevoli come un profumo femminile o quello di cannabis appena accesa.
Di contro sono anche tra i primi ad accorgersi di carogne in putrefazione ai margini della strada oppure a sentire l'arrivo dell'inverno, con quintali di letame che permeano l'aria di quell'odore stallatico tanto caratteristico.
Fra pregi e difetti, adoro viaggiare in moto. A cavalcioni del mio bolide mi sento un ballerino dell'opera, finalmente agile a scapito del corpo che continuo ad allenare a spaghetti e carnazza. La sensazione di sfrecciare fra le auto incolonnate, di sverniciare qualche carrozzeria, di allontanare quegli automobilisti con i finestrini aperti con il solo rombo del motore è davvero impagabile.
Ma la sensazione più grande è quella di viaggiare a forte velocità e vedere una zanzara, magari la stessa che ti ha punto la sera prima, spiaccicarsi proprio in mezzo alla tua fronte, ma sulla visiera e seguire quell'ammasso spappolato che scivola via, piano piano fino a sparire completamente dalla vista. Quella sì che è una visione soddisfacente!

domenica 14 ottobre 2007

Pensieri

Strana la vita. Fino a qualche mese fa il sabato era dedicato alla spesa ed alla visita al cimitero per portare i fiori a mio padre ed ai nonni, sempre in compagnia della mamma.
Tre mesi fa poi, il lutto e le cose sono cambiate. Ad u mese esatto di distanza mi ritrovavo a migliaia di chilometri di distanza, nonostante l'anima nera a cercare qualcosa con cui riscaldare il cuore, ma è stata solo una gita che ho già dimenticato.
Non sono più andato al cimitero, dopo la sepoltura. E' stata una prova che mi ha profondamente colpito.
Sono riuscito a trovare la forza di andare a trovarla solo dopo tre mesi esatti dalla morte, il giorno che avrebbe dovuto essere il suo 71° compleanno. Le ho portato i fiori che per una vita aveva curato nel giardino di casa, ma non sono stato a parlarle. La foto sulla lapide non era più mia madre, anche perchè quella foto ha oltre vent'anni, nel pieno della vita. Non me la ricordo come nella foto, me la ricordo com'era diventata negli ultimi tempi, com'è stata fino alla fine, fin quando non è stata nascosta per sempre agli occhi di tutti.
Mi sono ritrovato a percorrere gli stessi viali di ogni sabato, nel nostro rito a volte silenzioso, a volte scherzoso, di portare un po' di conforto ai nostri cuori, consci che un fiore in più od in meno non fa più la differenza per chi non c'è più.
C'era altra gente che curava i propri cari, ma non percepivo nessun rumore, solo il silenzio interrotto dai miei pensieri.
Dopo aver deposto i fiori, sono andato via, senza salutarla. Non mi risponderà ora, come non mi ha risposto durante la sua lenta agonia. Ormai le parole erano superflue, ed anche se non le ho detto che le volevo bene, lei lo ha capito, lei lo sapeva.
Non credo in una vita ultra-terrena, non mi aspetto che sia in un posto migliore dove veglia su di me. Se esiste qualcosa al di là delle nostre conoscenze, spero che non abbia più a soffrire.

Auguri, mamma.

sabato 13 ottobre 2007

Risvegli?

Eccomi di nuovo a scrivere dopo un poco, non che la mano stia molto meglio, d'altronde senza cure ma soprattutto senza una diagnosi, è una cosa normale. Di vero riposo ho fatto solo un week end, dopo di che ho ripreso come se nulla fosse. Beh, non proprio, visto che ogni volta che devo stringere qualcosa c'è sempre un dolore sordo a ricordarmelo. Ma va meglio, un po' di sensibilità è tornata, riesco a stringere senza fare molta forza, anche se difficilmente riuscirei a prendere a pugni qualcuno... quindi potete ancora approfittarne.
Non ho lasciato la moto al riparo, come avrei dovuto, anzi, la sto usando giornalmente, visto anche la clemenza del tempo. Ad ottobre due sole giornate di pioggia, sarebbe meglio dire qualche ora in effetti, dato che non sono riuscito ancora a bagnarmi con la moto. Ed io che avrei voluto provare il completino antipioggia che mi fascia così bene che sembro il negativo dell'omino michelin (quello vecchio, ora è dimagrito, lui).
Sicuramente c'è una sorta di incoscienza in tutto questo, o forse solo il tentativo di non piegarsi agli eventi che succedono e di reagire. Fatto sta che mi sono chiuso di nuovo per una decina di giorni, dimenticando anche l'invito che mi era stato rivolto per andare a Castel di Iudica per la rappresentazione medievale.
L'altra sera però non ce l'ho fatta a sentire il mio pensiero e sono uscito lo stesso, nonostante la chiusura di giornata lavorativa non proprio entusismante, bloccato dal capo all'ora di chiusura degli uffici, quando avrei dovuto uscire un'ora prima.
A bordo della fedele bleva mi sono recato a Ragusa Ibla dove ogni anno, in questo periodo, ci sono vari artisti di strada che si esibiscono: è l'IblaBuskers. Avrebbe dovuto essere una serata per una nuova cronaca da fotocazzoamatore, ma non ero tanto in forma. Non ho infatti tormentato la mia sms-analista e non ho prestato tanta attenzione ai discorsi della gente, forse disturbato dal colloquio con un vigile urbano.
Mi fermo per vedere di recuperare informazioni sulla serata, visto che non avevo avuto il tempo per informarmi, e chiedo ad un gruppetto di vigili urbani che seguiva lo sgombero di autoveicoli da una piazza, se avessi potuto lasciare la moto dove l'avevo parcheggiata.
- "La lasci pure dov'è, ma dopo le 20, le faccio trovare una multa!"
- "Senta, se non mi interessava prendere la multa, non sarei venuto a chiedere a lei dove poter lasciare la moto".
Una vigilessa è intervenuta a mio favore e mi ha indicato un parcheggio a pochi metri, anche perchè iniziavo a maneggiare il casco con aria omicida.
Passeggio fra le vie di questa che è la città vecchia di Ragusa e che, a vederla dalla strada di sera, sembra quasi un presepe costruito a S. Gregorio Armeno.
Come dicevo su, non colgo molte conversazioni, sono perso fra i miei pensieri e con la speranza che i lampi in lontananza non mi costringano ad una ritirata sotto la pioggia, però sento una commerciante che si lamenta della presenza di "questi sbandati", che lei questa festa la odia proprio. Deve odiare meno però i turisti che fanno acquisti nel suo negozio, ma non lo saprò mai.
Non c'è nessuna bancarella che sforni panini lungo la strada. Sembra proprio che ci sia un'ordinanza comunale, visto che l'unico che "cucina" all'aperto è un caldarrostaio che sta affumicando mezza Ibla. Le altre bancarelle che vendono cibarie hanno fatto rifornimento ad un catering, così che arrivano i vassoi con la mercanzia e che a me mette un po' di tristezza. Ho sempre adorato sgranocchiare qualcosa cucinato al momento sulla strada, che mi da più un senso di festa. Decido così di andare in una pizzeria vicino ad una piazza dove si sarebbero tenuti alcuni spettacoli.
Ordino così un antipasto misto di prelibatezze locali ed una pizza. A pensarci bene, mi faccio un po' schifo, dovrei essere a dieta, ma in questo momento non è tra le mie priorità. A dare maggior sostengno alla tesi poc'anzi esposta, una coppia di signori che si è fermata a pochi tavoli di distanza. Ordina lui per tutti e due: "Allora, una porzione di patatine ed una pizza da dividere in due. Se devo pagare di più, metto mani al portafogli senza problemi, che non è per l'economia, ma perchè proprio non mangiamo di più", quest'ultima parte ripetuta almeno tre volte senza che la cameriera accennasse ad una minima emozione. Ah, la cameriera... si, perchè a quel punto mi sono distratto, visto che assomigliava molto a Julia Roberts quanche anno fa. Non che a me piaccia particolarmente... sullo schermo, ma a distanza ravvicinata, se ne può riparlare.
Finito di mangiare, mi metto alla ricerca di soggetti a cui scattare foto, ma vengo di nuovo travolto da un'ondata di pensieri. La gente inizia a venire in massa dopo le 23, ma io devo farmi 80 km per tornare a casa e l'indomani si lavora, quindi mi metto sulla via del ritorno.

Shot, photographer!

mercoledì 3 ottobre 2007

Ennesima cronaca

Scrivo l'ennesima cronaca successami ieri sera. Spero di arrivare alla fine, io ci provo, dopo di chè, dovrò prendermi un po' di ferie forzate, perchè un infortunio alla mano destra non mi permette di scrivere agevolmente. Non mi andava però di non riportare l'avventura di ieri sera.

Festa dell'Angelo Custode, Priolo Gargallo. Ogni anno, in occasione del patrono di Priolo, si tengono delle giornate molto movimentate, grazie anche al munifico sponsor petrolifero che ha impianti in tutta la zona. Capita così di avere nella stessa sera Edoardo Bennato, i Finlay, gli Studio 3 e Tiromancino, presentati da Barbara Chiappini, ovviamente gratis per gli spettatori.
Fiducioso della mia buona stella che non mi lascia mai in questi frangenti, non abbandono prima il corso che sto seguendo (che finiva alle 19) e alla chiusura mi dirigo con calma verso Priolo. All'arrivo trovo posto per la belva vicinissimo a dove si terrà il concerto, ma ho evidentemente sottovalutato i giovani, ma soprattutto le giovani priolesi che erano in attesa dalle 17 davanti al palco e che si son seguite tutte le prove. Riesco però a ritagliarmi uno spazio quasi alla fine del palco, che dovrò difendere per tutta la serata a forza di gomitate. Niente primissimi piani che a me piacciono tanto quindi, ma eravamo solo all'inizio.
Devo avere un magnete che attira le persone diversamente senzienti, o forse sarà perchè sono fra i pochi adulti che frequenta un palco ore prima dell'inizio effettivo del concerto, fatto sta che anche stavolta ne becco uno bello peso (come dicono al nord).
Cappellino bianco dello sponsor, maglietta nera, calzoncini bianchi corti, calze nere lunghe, scarpe bianche. Al solo vederlo mi viene da rotolarmi per terra, ma si avvicina dritto verso di me e mi chiede subito: "chi biene bagliato?" Ed io che non so come rispondere dico "Sì".
- "Ah, ma poi che fa, che fa?"
- "Beh, canta qualche canzone e poi via, andrà in qualche altra città"
- "No, e pecchè va via? Pecchè non resta quì? Io so cantare sai?" e attacca con una strofa di Cocciante, "sono io che canto eh?"
- "Eh, l'avevo intuito."
Fa per allontanarsi, ma ci ripensa
- "E chi canta stasera, chi canta?"
- "Bennato, i Tiromancino, gli altri non mi ricordo"
- "Ah Bagliato, Bagliato..." e attacca un'altra strofa "e ragazze?"
- "No, nessuna ragazza, stasera tutti uomini"
- "Noooooooooo non è così, c'è qualche ragazza che canta"
- "Boh, forse sì ma io non lo so"
- "E a che ora inizia eh?"
- "Fra poco..."
E fa per lasciarmi ma prima mi delizia con la sua personale versione di "Mille giorni di te e di me"

Nel frattempo stormi di ragazzine affamate e tutte armate di patatine fritte mi ha ormai circondato, ed io che non sono andato a prendermi niente da mangiare per non perdere il posto impazzisco dalla fame. Fra le ragazzine spunta però un altro tipo con cappello da cowboy, "annamo bene" penso, ma riesco a non dargli retta e continuo ad attendere l'inizio dello spettacolo.
Però sul palco si continua a lavorare, a sistemare le luci e piazzare ancora strumentazione, ed è bello sentire questi giovani virgulti, intonare a squarciagola cori tipo "cadi giù, cadi giù" (liberamente tradotto dal priolese moderno) oppure "sbrigatevi, sbrigatevi", a seconda dell'umore. Già, questa volta sono loro ad avere fretta, tutte con il loro bravo cellulare per immortalare i proprio miti e con i loro cartelloni con messaggi d'amore. Sopportano male Bennato che è salito sul palco per provare gli strumenti e quando finisce, scatta l'applauso, ma non perchè sia piaciuta la prova, ovvio.
Inizia la kermesse, e spero ardentemente che la Chiappini perda parte del vestito mentre si avvicina all'estremità del palco, giusto per ripagarmi di tutte le sofferenze che sto subendo, invece nisba, il vestito tiene e non è per nulla trasparente, deludendo ancora i miei sogni. Inizia Bennato e scatta la delusione delle fanciulle in erba che però si animano nei pezzi storici.
Nota su Bennato. Tiene bene l'età e canta con bella grinta sul palco, ma va a copione e se ne frega altamente del pubblico. Dice le sue cose come se fosse strafatto, ma soprattutto come se avesse una bobina al posto del cervello che recita senza sosta, tanto che, spronato dalla presentatrice alla fine della sua performance a dire qualcosa, ripete pari pari il discorso di pochi minuti prima. Se ne va senza salutare, praticamente, forse anche perchè le care fanciulle si preoccupavano di gridargli "basta" ad ogni canzone.
Vengono annunciati gli "Studio 3" e io perdo l'udito per qualche minuto, nonostante fossi a pochi cm dalle casse dell'impianto che mi facevano controllare il cellulare ogni due secondi tanto erano le vibrazioni. Mai nome fu più azzeccato, comunque. La versione italiana scialba dei Backstreet Boys canta senza l'ausilio di una band, ma solo con basi musicali ed i primi pezzi pure in playback, ma alla folla non interessa ed appena uno di loro si toglie la giacca, perdo di nuovo l'ausilio dell'udito, travolto da questo orgasmo collettivo.
Nel frattempo, alle mie spalle un ragazzo tedesco, ma di chiare origini italiane, cerca di scattare qualche foto anche lui, ma è tradito dall'obiettivo (troppo corto e buio) ma soprattutto dalle scalmanate davanti a lui che fra teste e mani gli faranno collezionare solo pochi scatti. Mi chiede chi siano questi Studio 3 e poi in seguito i Finlay e quando urlano di nuovo le fanciulle, ha già la risposta. Soffre con me per tutto il concerto e alla prima occasione (la fine dell'esibizione dei Finlay) lo faccio passare a fianco a me e finalmente scatta anche lui.
Si gode con me i Tiromancino, forse un po' moscetti per tirare una fine di concerto (avrei visto meglio Bennato), ma sicuramente una spanna sopra i Finlay e chilometri dagli Studio 3.
Piccola nota all'organizzazione dei fuochi: sul volantino si citava le 24 per lo scoppio dei fuochi d'artificio. Questi invece iniziano alle 21.30 e poi posizionati proprio sopra la piazza dove si teneva il concerto. I più fortunati, ovvero lo staff e la security del concerto, si sono riparati sotto il tendone, ma tutti gli altri, la maggioranza, ha dovuto subire bruciature ai capelli (si, ok, non io che mi sono scottato la cute) ed ai vestiti. Un applauso per la scelta felice... ed è andata ancora bene.

Non correggo eventuali errori su questo post, fate finta che non ce ne siano. Come detto sopra, stacco per un po'. A presto.

Edoardo

lunedì 1 ottobre 2007

Ai confini della realtà

Inizio a dubitare sempre di più delle mie facoltà mentali. Ok, i dubbi ci sono sempre stati, ma stanotte, un nuovo sogno ha aperto una voragine fra le mie ben poche certezze.

Mi trovo nella verandina di un bar a godermi la fresca serata. Incredibilmente una bella ragazza è in mia compagnia e beviamo qualcosa insieme, mentre parliamo un po' delle nostre vite, anzi lei parla, io ascolto.
- "Non ce la faccio più. Ogni uscita con un uomo è una delusione. Non riesco a trovare quello giusto per cui pensare di uscire una seconda volta".
- "Dai, non essere disfattista, non saranno poi tutti così terribili."
- "Lo sono, lo sono... mi manca solo uscire con te e poi li avrò provati tutti".
Lo dice con il sorriso sulle labbra e forse capisco che vuole che la inviti a cena, ma mi precede.
- "Dai andiamo a cena una di queste sere, magari con te sarà diverso".
- "Scusami perchè non adesso?"
- "Adesso non posso, credimi, vorrei tanto, ma non posso, anzi, perdonami, non posso farmi vedere così con te oggi."
Io non chiedo spiegazioni, mi accontento delle sue parole e, trovo normalissimo anzi che lei, per non farsi riconoscere si trasformi in un uomo!
Si incammina verso un ristorante e la seguo. Beh, più che un ristorante è una sorta di trattoria a prezzi modici che però ha una particolarità, si mangia in camera da letto. Prendiamo i nostri vassoi e andiamo nella camera a mangiare, senza dire una parola.
- "Io devo riposarmi", mi fa lei ancora con sembianze maschili, "non mi fai compagnia?"
- "Sinceramente mi sento a disagio con te in queste... condizioni. Non prendertela a male ma preferisco rimanere sulla poltrona".
- "Si, ok, ti capisco".
Ci addormentiamo ma vengo svegliato dopo un po' dall'oste che porta un vassoio con altra roba da mangiare.
Guardo in giro e non trovo lei/lui... - "Dov'è andato?"
- "E' sceso giù a prendere qualcosa da mangiare".

E a questo punto provvidenzialmente, mio fratello chiude la porta di casa che, siccome difetta un po', si è costretti a sbatterla energicamente.
Non voglio nemmeno cercare di interpretare questo sogno, ma mi stupisco che possa creare queste fiction...