sabato 24 novembre 2007

Sogno di un fotocazzoamatore

E' una splendida giornata questa in cui mi sveglio di buon ora. Ho proprio voglia di fare una colazione come si deve, quindi mi preparo a dovere ed esco dalla stanza d'albergo.
Che cosa mi è preso di spendere così tanti soldi per questa camera di lusso? Ok, una volta nella vita si può anche fare.
Arrivo nella hall dell'albergo e faccio per dirigermi verso il ristorante ma vengo attratto dal sole che colpisce le mattonelle poste sull'ingresso dell'albergo e mi accecano momentaneamente. Al posto di rifugiarmi fra toast e briosche, mi dirigo verso il baluginio accecante. Voglio fare quattro passi prima di fare colazione, non posso aspettare di iniziare a godermi questa bellissima giornata.
Appena fuori dell'albergo la mia attenzione viene catturata da un piccolo assembramento di persone, raccolte davanti ad una ringhiera. Mi avvicino per capire che cosa stia succedendo. La ringhiera impedisce alle persone di cadere in uno scantinato che sembra faccia parte dell'albergo, ma sembra ci sia stato un crollo, visti i calcinacci e le macerie di cui sembra essere custode. Mi accorgo di una vecchia, con la faccia imbiancata dalla polvere probabilmente, che parla con alcune persone che sono alla ringhiera. Si capisce che non è totalmente a posto con la testa, ma fa tenerezza a vederla così.
La vecchia inizia a spostare sacchetti di plastica da dentro lo scantinato per metterli fuori, al riparo da ulteriori crolli. Nel mentre arriva una signora di tutto punto vestita, che, nonostante lo sguardo sembra non possa calarsi sotto il metro e mezzo, identifica immediatamente i sacchetti di plastica della vecchia e si lascia andare ad improperi, minacciando di chiamare la polizia di lì a poco, se la vecchia non avesse sgomberato immediatamente. Di passo spedito la signora imbocca l'ingresso dell'albergo.
Non manca molto che le sirene di alcune volanti iniziano a sentirsi e le persone alla ringhiera iniziano a spostarsi in massa in accorso alla vecchia, a farle da scudo con i propri corpi. Arrivano i poliziotti in tenuta da sommossa, che sbraitano invitando le persone ad andarsene affinchè facciano il proprio lavoro. Urla si levano dalla folla che inizia ad inferocirsi e qualcuno inizia a caricare la polizia. I manganelli si levano immediatamente prima in aria e poi sulla testa di chi per prima si è parato davanti ai poliziotti. Due persone rimangono distese a terra, con una chiazza di sangue che inizia ad allargarsi sotto di loro, ad altezza della testa. Le persone iniziano a capire che la partita è pigliata male e cercano di fuggire, lasciando quindi che i poliziotti carichino la vecchia sul cellulare per portarla via.
CAZZO, in tutto questo marasma, non ho pensato minimamente alla macchina fotografica, rimasta nella camera d'albergo. Non c'è niente da fare, nemmeno in sogno riesco a sfruttare le occasioni che mi si parano davanti.

mercoledì 21 novembre 2007

Lavori in corso



No, niente rifacimento del blog, come speravate, mi spiace.
Negli ultimi mesi il paese che si fregia di ospitarmi è un cantiere in fermento per il rifacimento di tutte le piazze, grazie a dei finanziamenti europei che finalmente vengono utilizzati.
La piazza principale è un must nella cultura del mio paese. A parte ospitare alcune delle pasticcerie storiche (purtroppo di una è rimasto solo il nome), è un luogo di aggregazioni per le genti maschili, è il mercato borsistico cittadino, dove si discute del prezzo della pizzuta o della romana (varietà di mandorle) e dove vedere passare una donna è un evento rarissimo (a parte i mesi estivi, ovvio).
Il rito di passare dalla pasticceria di cui sopra è capitato a tutte le donzelle che ho invitato a visitare questi ameni luoghi. Il passaggio per tale piazza, sotto gli occhi di tutti i "masculi", metteva a disagio le meno scafate. Si sentiva in pieno il clima siciliano che alcune persone hanno conosciuto solo tramite libri o film.
Adesso che le piazze sono chiuse per lavori, gli assembramenti di queste persone, dove avverranno? Non è che a me interessi più di tanto, anche perchè altrimenti non mi sarei posto questa domanda, ma già mi immagino le lamentele rivolte contro la pubblica amministrazione per aver tolto gli spazi "vitali" per lo svolgimento di pratiche antidiluviane.

domenica 18 novembre 2007

Memoria labile

Ieri, complice la giornata di sciopero degli operatori dei supermercati, ho evitato con piacere di fare la spesa. Alla sera mi accorgo però che le povere bestiole erano senza croccantini, così oggi mi sono recato ugualmente al supermercato per sopperire alle loro esigenze.

Apro una piccola parentesi. Fino a pochi giorni fa c'erano 8 piccole pesti che zompettavano, sgagazzavano e latravano in giro per il giardino. Il piano di emergenza ha previsto anche l'allestimento di una cuccia temporanea nella nuova (mai completata) cucina esterna. Qualche giorno fa invece, ritornando a casa trovo solo una cucciola. Gli altri sette scomparsi. Probabilmente la mamma è riuscita ad individuarli, ma io non le sono riuscito a stare dietro per sapere chi li ha presi.
Ora, non è che ne sia completamente dispiaciuto, perchè parliamoci chiaro, 8 nuove bocche da sfamare che mangiano più di me, non sarei riuscito a gestirle, però almeno chiederli... Bah, le cose vanno così in questo paese. Ognuno prende quello che vuole, se poi vengono sgamati, chiedono se possono prendere qualcosa... Ho già detto dei miei pensieri verso questo paese, no?

Ritornando a noi, stamattina dopo aver fatto andare la lavatrice, tiro fuori la belva per lavarla. La giornata era splendida, così, dopo il lavaggio, decido di andare a fare la spesa in moto. Mi porto uno zaino, tanto dovrò prendere solo i croccantini. Morale, compro 40 euro di roba ma mi scordo i croccantini. Assisto però ad una gustosa scena alla cassa.
Davanti a me una signora avanti con gli anni aspetta il suo turno per pagare. Ha tre sacchettini sul tapis roulant. La signora davanti a lei ha deciso di saldare il conto in centesimi di euro e la fila inizia a crescere a dismisura. La signora davanti a me ha un attimo di ripensamento, prende uno dei sacchetti e lo deposita senza tanti complimenti, sull'espositore delle caramelle. Io alzo il sopracciglio alla Spock (almeno mentalmente lo faccio, visto che non ne sono capace) ma trattengo i commenti.
Viene finalmente il turno della signora. Un misto di frutti di mare e quattro barrette di cioccolato. Al momento delle barrette, queste non passano al lettore IR. La cassiera chiama il reparto, ma non riesce a contattare nessuno. Prova ad inserire il codice manualmente, ma non lo prende. Finalmente chiamano dal reparto.
La cassiera: "Signora il codice non passa. Dicono che fa prima a lasciarle le tavolette" (e quì forse un po' mi sarei inalberato anche io).
La signora: "Senta, ma io li ho presi quì, mica da un'altra parte. Erano al reparto delle cioccolate" (ma va? ed io che pensavo fossero nel 'fai da te').
c: "Vede signora, non lo prende proprio il codice. Forse non è stato inserito a sistema"
s: "Signorina, il battente è 0,59" (e cos'è una finestra?).
c: "Signora, non posso scrivere l'importo, ma il codice della merce."
s: "Signorina io queste cose le ho prese da voi perchè mi servono e quindi desidero pagare. Ora inserisca il battente che mi sto innervosendo"
Un tipo, che dev'essere proprio bastardo dentro, prende un sacchetto da sopra l'espositore di caramelle, lo porge alla signora e fa: "Ah, ma questo è suo signora. Non desidera pagare anche questo?", il sorriso a quarantotto denti finto come un tre euro.
s: "Ehm, no.. quello no. Ci ho ripensato".
Nel frattempo dal reparto danno la conferma di aver inserito il codice e lo comunicano alla cassiera.
s: (con la faccia bassa) "Ecco, uno entra per comprare due cose" (tre signora, tre!) "e poi si perde una giornata."
c: "Buongiorno", esclama sorridendo rivolta al tipo dietro alla signora.

Torno a casa e mi accorgo della grave mancanza, richiamato anche dai miagolii insistenti delle amorevoli bestiole che proprio non vogliono abbandonare questi lidi.
Lascio la belva e mi costringo ad utilizzare le 4 ruote. Scendo al super e faccio ulteriori acquisti per altri 40 euro.
Secondo voi, io i croccantini, li ho poi comprati?

mercoledì 14 novembre 2007

Un giorno di ordinaria follia

E' questo il titolo del film che mi è tornato in mente oggi. Al contrario del protagonista del film che, tornando a casa finisce per incontrare diverse situazioni che gli aumentano lo stress, a me è aumentanto uscendo da casa per andare al lavoro.
A soli pochi metri da casa incrocio un auto. Il passeggero,mentre l'auto è in corsa, con noncuranza lancia un sacco di pattume in una rientranza della strada, dove non ci sono cassonetti, ma solo uno spiazzo d'erba, che però clamorosamente manca. Il sacchetto finirà in mezzo alla strada. Spero che una solo delle maledizioni arrivi, per seccarlo sul colpo.
Non faccio che pochi metri che mi ritrovo in coda ad un semaforo. Davanti a me una pattuglia di vigili urbani. Davanti ai vigili, un'auto che non aspetta mica che diventi verde il semaforo, ma passa tranquillo con il rosso. I vigili imperterriti continuano nelle loro chiacchiere. Anche qui, se solo una maledizione arriva, difficilmente i nostri protagonisti riusciranno a schiodarsi dalla tazza del cesso per i prossimi giorni.
Altri cinquecento metri e ad un incrocio a cui ho la precedenza, per poco non tampono un frettoloso automobilista. Non so bene a chi indirizzare le maledizioni: alla mamma che l'ha generato, all'idiota che ha assegnato la patente ad un orbo, o al conducente.
Arrivo alla posta ed è un miracolo, perchè la pressione minima sarà oltre 150. Vado a ritirare una raccomandata da parte dell'INPS. Immagino che sia qualche comunicazione sulla pensione di mia madre. Prendo il mio bel numeretto e aspetto che mi chiamino, nel frattempo però qualcuno non si cura di prendere il numero e si dirige verso lo sportello. Quando capisco che non è un'informazione che chiede, ovviamente scatto, pur mantenendo il mio aplomb, e le faccio presente che ero entrato prima di lei. Piccata la signora si risente e mi da del cafone. Le rido sguaiatamente in faccia e la invito a rileggersi un qualsivoglia vocabolario. Finito l'episodio, finalmente e solo dietro gentile concessione della banconista, quasi fosse un favore, riesco a ritirare la raccomandata. Apro la busta e trovo che è un invito a mia madre a presentarsi presso i locali dell'INPS per una visita di controllo in seguito alla richiesta di pensione. E' la seconda che ricevo dopo la scomparsa di mia madre.
A questo punto, avessi avuto a disposizione delle armi da fuoco, Micheal Douglas sarebbe stato ricordato solo come un discolo monellaccio al mio confronto. Già mi immaginavo un lanciarazzi katiusha sul tetto dell'auto (ritirata ieri dal meccanico dopo l'ennesimo guasto appiedante), una mitragliatrice gatling sul cofano della macchina e qualche sidewinder termoguidato, per ogni evenienza. Ho immaginato anche più in grande, a bordo di un Enola Gay a sganciare Fat Boy sulla città, ma per fortuna i cannoli alla ricotta della pasticceria che avrei raso al suolo, mi hanno subito riportato alla realtà.

domenica 11 novembre 2007

Altro giro, altra corsa

Questa mattina, complice la giornata bellissima anche se sferzata da un vento gelido, ho tirato fuori la belva da sotto il telone (usato soprattutto per difenderla dalle unghie dei vari animali che popolano la casa) e le ho fatto prendere un po' d'aria. Ne ho approfittato per portarmi appresso anche l'attrezzatura fotografica e provare "sul campo" il mio nuovo acquisto: un 50mm f1.4.
Avevo pensato di arrivare fino a Scala dei Turchi, ma vista la distanza ho ridimensionato il tutto ad un giro nelle vicinanze. Non avrò fatto nemmeno un centinaio di chilometri in tutto.
In realtà cercavo di fare delle foto sportive, così speravo di trovare qualcuno che si allenava presso una pista di atletica, che però ho trovato chiusa. Ho optato quindi per il circuito. Da un po' di tempo a questa parte il circuito viene utilizzato spesso per varie manifestazioni. Oggi c'erano delle moto che giravano, non so a che titolo. Ad ogni modo, visto che c'ero, mi sono fermato a fare qualche scatto.
Devo dire che ho trovato notevoli difficoltà a beccare lo scatto giusto: le moto sono più veloci delle bici! Si, ok, avrei dovuto immaginarlo, ma credevo di riuscire a portare a casa degli scatti abbastanza facilmente, visto che mi ero allenato con una corsa ciclistica, qualche tempo fa. Invece, complice la posizione sulla tribuna e le moto che correvano come delle dannate, ho salvato pochissimi scatti e mi sono reso conto che la mia gioia non è adatta per fare tali foto.
Ad ogni modo non poteva mancare il solito personaggio perspicace che mi chiede se io stia fotografando. Non si limita però a questa sola domanda, anche se non incoraggiato, e si mette a disquisire di quando lui da giovane "si arrampicava sugli alberi e se ne stava appollaiato come una carcarazza (gazza NdF) pi taliari auto e moto" a volte levando un sacco di foglie per vedere meglio. Io non gli do retta ma lui continua imperterrito ad inanellare aneddoti, a suo modo di vedere, esilaranti. Io mi sono stufato invece di fotografare l'asfalto e me ne vado alla ricerca di nuovi soggetti.
Mi ricordo che lungo la via d'accesso alla città si può vedere una testa di statua, utilizzata durante una rappresentazione classica nel vicino teatro greco e che ora fa bella mostra di sè presso un giardino privato.


Mi fermo a fotografarla, lasciando la moto sul ciglio della strada. Tale curiosità viene notata da una ragazza dai tratti asiatici che prontamente prende la sua videocamere e si mette a filmare me e la testa della statua. Sistemo la fotocamera nella borsa e la saluto alla giapponese, unendo le mani, chinandomi leggermente dicendo "Koniciwa". La ragazza abbassa lo sguardo, arrossisce e sempre con lo sguardo calato si allontana lanciandomi però un'occhiata e regalandomi un piccolo sorriso. Un piccolo gesto che ha ravvivato l'intera giornata.

sabato 10 novembre 2007

Storie di ordinaria culinaria

Si sa come sono gli uomini lasciati a loro stessi, no? Mangiano le schifezze più immonde in ordine alfabetico o sparso, stando stravaccati sul divano a vedere la tv, inebetiti dall'ultima parte del TG, quella legata al gossip e con qualche gnocca in prima vista.
Io e mio fratello non facciamo eccezione. Beh, una volta avevo cura di cucinarmi sempre qualcosa di mio alla sera (visto che a pranzo solitamente arrangio al lavoro), ma adesso, quando sono da solo, non mi scatta proprio la molla di cucinare e dimentico di quanto sia rilassante invece e, a volte, anche soddisfacente.
Ma tornando al discorso di prima, capita spesso che siamo da soli a mangiare a casa. Io sono più regolare nei pasti e mi tengo l'appetito per le ore canoniche dedicate ai pasti. Mio fratello invece non ha questa fortuna, e a pranzo mangia quello che capita, che non è mai il meglio che si possa trovare. Così che quando torna a casa, assalta il frigorifero alla ricerca della pietanza perduta, da eliminare assieme all'immancabile pagnotta.
Con questi presupposti, è stato naturale per me tornare ai fornelli alla sera, per offrire al fratello un pasto che sia almeno decente, andando a rispolverare le ricette proprie della mamma, che anche se non sono quelle canoniche, sono quelle che hanno alimentato i nostri stomaci. Più quello di mio fratello in realtà, avendo io passato più di dieci anni a provare di vivere la mia vita in autonomia. La carbonara di mia madre ad esempio, ha il prezzemolo, il formaggio che capita, l'uovo rappreso molto, un po' lontano dalla ricetta classica, ma buona ugualmente.
L'altra sera però, sarei dovuto trovarmi da solo a casa e già sentivo nell'aria l'odore di wurstel cotto al microonde, quando mi venne l'illuminazione. Avevo fatto il giorno prima un minestrone di legumi, ed avevo comprato qualche giorno addietro un broccoletto. Pasta con broccoli e lenticchie, la mia passione! Ok, solo una delle tante, lo ammetto. Si, ma era minestrone di legumi, non lenticchie cotte con le fave... va beh, non c'era il tempo di preparare lenticchie e fave, mi sarei accontentato.
Tiro fuori il tegame e lo riempio di acqua, prendo il minestrone di legumi per dargli una scaldata, apro lo scomparto della verdura nel frigorifero... e il broccoletto prende vita e si dirige autonomamente verso il sacchetto della spazzatura. Cavolo è un'espressione che ci starebbe come il cacio sui maccheroni, in questa faccenda. Il bel colore verde scuro della chioma del broccoletto si era incanutita quasi uniformemente, lasciando delle macchie giallastre poco invitanti.
E' scattata quindi la variante risotto, molto buono e gustoso comunque, ma non è la pasta con i broccoli! Tra l'altro, visto che sto leggendo le vicende di Montalbano proprio in questo periodo, mi sembrava proprio una scelta azzeccata. Ad ogni modo, il risotto è pronto. Mi metto a mangiare mentre sfoglio "La prima indagine di Montalbano" e fatico a non inondare le pagine di risotto ai legumi ad ogni risata. Mi sento ancora più dentro il personaggio in questo modo... non che io sia simile al commissario di Camilleri, se non per il fatto di preferire la vita di lupo solitario. Soddisfatto dal risotto, procedo nella cena con dei crostini spalmati di pesto vulcanico (pomodori secchi, peperoncino, olive, basilico, aglio, capperi) e sento di essere veramente vicino al paradiso terrestre. In questa mia meditazione, mi scappa anche un pensiero arguto: una mia eventuale partner, avrebbe apprezzato molto meno tale cena, per i clamorosi, sonori, flautolenti effetti collaterali della notte.

venerdì 9 novembre 2007

8 piccoli cuccioli

Più o meno un mese fa otto nuove vite si facevano dolorosamente strada verso la luce. Oggi ormai queste vite sono già svezzate e camminano zampettando allegramente, a volte in maniera goffa, per tutto il giardino di casa.


Otto teneri cuccioli (5 maschi e tre femmine) che rallegrano l'ambiente, che fanno scattare sonore risate quando, presi dalla foga, si ruzzolano giù dagli scalini per seguire la propria mamma.
E' bello accarezzarli e grattarli sotto il mento o la panciotta, anche quando, si attaccano a qualsiasi appendice per suggere, credendola una mammella materna.
Eh sì, perchè sono affamati i poveri cuccioli e la mamma non ce la fa ad allattarli a sufficienza tutti e otto. Lei non si sottrae mai al richiamo filiare, ma più di tanto non può fare.
Così i diavoletti rompono le buste della spazzatura lasciati inavvertitamente incostoditi in attesa di essere gettati negli appositi cassonetti (a km di distanza da casa, sia chiaro), alla ricerca di qualcosa di prelibato da trasformare in calorie.
Hanno capito che sono io che distribuisco le cibarie, così da qualche giorno sono i primi a corrermi all'incontro per reclamare una briciola di cibo. Briciole... insomma, i sacchi da due chili di croccantini finiscono in un lampo, ma si trasformano magicamente in un tempo ancora più breve, lasciando in giro quintali, tonnellate di escrementi morbidi e puzzolenti, che sembra impossibile possano provenire da tali amorevoli creature.

sabato 3 novembre 2007

Piove

Dovreste vedere come scende oggi la pioggia. Sembra quasi di essere in Amazzonia, con quella pioggia improvvisa e forte che pare durare anni, invece dopo un poco finirà. Ecco, quì non sta finendo affatto, anzi, sono alcune ore che scroscia in continuazione negando la minima sosta.
Bisogna dire grazie che la corrente non sia saltata, da queste parti è quasi un evento storico. Ne approfitto sicuramente per accendere la luce, in questa giornata bigia. Tanta è l'acqua che già a pochi metri si vede solo la nebbia. Non che dalla finestra di casa mia ci sia quel gran panorama. Affaccia invece sul giardino di casa, sui fiori e gli alberi che ora stanno respirando un po'... forse anche troppo.
Si è già formato il torrente sulla strada che collega casa mia al paese, rendendo davvero pericoloso affrontarla per una qualsiasi evenienza. Non è solo acqua quella che scenda, ma terra, detriti, pietre e rifiuti. Con oltre 5 cm di acqua non si vede davvero nulla dell'asfalto, e rischiare di finire contro un muretto a secco è più che una possibilità.
Quindi, in queste condizioni, me ne sto rintanato in casuccia, magari a leggermi qualche libro che, fortunatamente, ho preso nell'ultima spedizione in libreria. Non ho mai letto Camilleri e le vicende di Montalbano, non ho seguito nemmeno il serial in tv e ci ho messo mani solo ieri notte, cercando di dare un senso alla mancanza di sonno. Non sospettavo nemmeno che fosse scritto in una sorta di dialetto siciliano che mi rende la lettura un po' disagevole. Capita però anche di incontrare termini e frasi fatte tipiche di questo luogo e allora scatta anche un sorrisino.
Il siciliano non l'ho studiato tra i banchi di un aula, ma alla scuola della vita sentendo la mamma parlare con le sorelle al telefono o quando si veniva quì in vacanza. Per di più, la mamma era di Palermo, il cui accento ha differenze sostanziali rispetto a quello locale. Beh, le differenze ci sono già a 7 km da qui, figuriamoci a 300. Frequentando poi molto più Siracusa che Avola, ho imbastardito ancora di più la mia parlata siciliana, rendendola particolarissima. Mi ricordo che quando stavo al nord mi dicevano che avevo l'accento meridionale, quì mi dicono che ho l'accento settentrionale. Io sono di parte e non mi capisco... mah.
Fatto sta che continua a piovere e forse, resterò per un po' a sentirne il rombo continuo, a vedere come si impatta sulle foglie, ipnotizzato da tutto questo spettacolo.

venerdì 2 novembre 2007

Delle pause e dei ritorni

Avevo pensato di smettere completamente di scrivere, come di fare tante altre cose.
In questi ultimi giorni non ho avuto la testa per buttare giù un solo pensiero, né per trovarmi una scusa decente per uscire e svagarmi. In realtà qualche pensiero c'era, ma con qualcuno degli aficionados del blog ho deciso di non condividere le mie elucubrazioni. Così da oltre due settimane ho vissuto in piccole porzioni di internet che non sono le mie solite. Niente newsgroups, niente flickr (tra l'altro mi è scaduto l'abbonamento e sto valutando se rifarlo o meno), niente sito personale né tanto meno quelli di conoscenti.
Di questi, qualcuno ha scelto di non scrivere più (quasi ci fossimo messi d'accordo), altri dopo lunga pausa sono tornati alla tastiera, altri si sono creati nuove identità e nuovi spazi per crearsi una nuova vita. Insomma, il mondo prosegue come sempre, fortunatamente.
Non affermo che questo sia un ritorno definitivo alla scrittura regolare, tra l'altro non lo sono mai stato regolare, ma è un piccolo reintrodursi nell'ambiente.
Probabilmente torno a scrivere perchè mi sono divorato tutti i serial televisivi in un sol boccone (la seconda metà della seconda stagione di Criminal Minds è andata via in una sola domenica) o forse perchè volevo tornare sui luoghi che mi hanno fatto conoscere a persone che non sospettavo nemmeno.
Grazie alle statistiche infatti, ho notato che sono venuti a cercarmi persone con le più disparate chiavi di ricerca e questa è una cosa che mi da un briciolo di piacere. Diciamocelo, faccio di tutto per non farmi una pubblicità immensa, ma se si aggiungono delle visite in più al blog, ne sono contento.
Ecco forse è per coloro che verrano che continuerò a scrivere, perchè non si perdano i miei racconti inimitabili, perchè orde di posteri possano dire: "Io c'ero!!!!... e sono fuggito!".