martedì 29 gennaio 2008

Pochi giorni ancora

Manca davvero poco all'arrivo di halfapple, tanto che ormai il conto alla rovescia è passato alle ore.
In questi giorni come ho parzialmente raccontato, ho cercato di dare una sistemazione a ciò che una vita da scapoli con poco tempo a disposizione, ha reso difficilmente sistemabile se non con una bomba atomica e via a ricominciare da zero. Insomma quello che potevo fare per permettere almeno l'ingresso agevole in casa senza scansare cadaveri vari, è stato fatto. Restano da sistemare gli ultimi ritocchi. Ma non sono contento.
Ho visto che ci sono tanti particolari che andrebbero aggiustati e che, vuoi per il poco tempo che per la scarsa disponibilità economica del momento, non sono stati messi nemmeno a progetto per un futuro. Nel frattempo però si potrebbero aprire nuove strade e quindi i lavori diventerebbero necessari o dimenticati, a seconda della prospettiva che si seguirà.
Gli ultimi due week end casa è stata un cantiere di lavori in corso che però ha visto la conclusione abbastanza felicemente. Devo ringraziare per l'aiuto anche il fratello che si è occupato del giardino e la futura moglie che mi ha aiutato nella sistemazione dell'alcova e del vestiario ivi riposto nella vana attesa che si animasse spontaneamente e si decidesse a darsi una stirata e una corretta sistemazione.
La domanda che mi è venuta oggi a seguito di questi trascorsi è: sono davvero un caso così disperato che sto ricevendo gli aiuti esterni per fare buona impressione e non far fuggire halfapple? Ho quasi paura a chiedere per poi avere una risposta affermativa!
D'altronde mi pare davvero ben poca cosa prendere alcune precauzioni perchè halfapple non abbia a premunirsi di tuta di contenimento di livello 5 per poter visitare la casa. Non è solo "dare una buona impressione" quindi, quanto evitare incidenti mortali che difficilmente riuscirei a nascondere vista la tracciabilità di telefonate, biglietti aerei, ecc...

Ah colgo anche l'occasione per rinnovare l'ammirazione che ho nei contronti di Poste Italiane. Dalle statistiche rilevo che coloro che hanno problemi con SDA e Poste Italiane consultano spesso il mio blog, fosse anche per non sentirsi soli, ma è pur sempre una bella pubblicità. Ad ogni modo, delle due missive che sono partite verso l'alta Italia con posta prioritaria, una ha avuto un tempo di consegna di 8 giorni, della seconda dopo 11 giorni non ne abbiamo più traccia. Io e halfapple abbiamo deciso di portare le lettere con noi nel bagaglio a mano nei viaggi aerei per essere sicuri che arrivino!

lunedì 28 gennaio 2008

Lo specchio

Spense a fatica la sveglia che trillava insistentemente da qualche minuto. Aveva passato un'altra notte al lavoro dietro le poche tracce di un assasino seriale che lo stava facendo impazzire. Al momento le poche tracce si potevano riassumere nei corpi che avevano ritrovato. Niente capelli o peli, niente sangue dell'assassino, nessun impronta estranea sui luoghi dei delitti, nessun segno di lotta e nessun frammento di pelle sotto le unghie dei cadaveri. Se avesse creduto nel paranormale, avrebbe potuto credere che fosse l'opera di un fantasma. Ed è proprio così che la stampa l'aveva nominato: il fantasma.
Mise i piedi sulla moquette dopo un altro notevole sforzo di volontà. Si sentiva come se uno schiacciasassi gli fosse passato sopra. Sollevandosi si convinse che lo schiacciasassi era passato anche in retromarcia, per completare l'opera.
Si guardò nello specchio del bagno e a stento si riconobbe, con la barba di quattro giorni addosso e delle occhiaie che sembrava reduce da un incontro di box. Aprì il rubinetto dell'acqua fredda per svegliarsi del tutto, poi decise che poteva radersi. Nel pomeriggio aveva appuntamento con una nuova anatomopatologa per discutere del caso.
Finite le operazioni di recupero di umanità, si affacciò alla finestra dell'appartamento. La mattina era uggiosa e ventosa, come ormai capitava da oltre una settimana. Decise di infilarsi il soprabbito per andare al lavoro. Sperava solo di non ricevere un'altra ferale notizia non appena vi fosse arrivato.
Anche l'auto aveva problemi a risvegliarsi quella mattina e tossicchiò un poco prima di mettersi definitivamente in moto. Avrebbe dovuto cambiarla da mesi, ma non aveva mai il tempo per farlo seriamente. Regolò lo specchietto retrovisore e colse un lampo nei suoi occhi. Si fermò un attimo a chiedersi cosa fosse, poi non riuscendo a darsi una risposta, scosse le spalle ed ingranò la marcia.
L'umore al lavoro era peggio della sua faccia al risveglio. Solo gli squilli insistenti dei telefoni rompevano il silenzio dei colleghi che a malapena alzarono lo sguardo al suo arrivo. Si chiuse immediatamente nel suo ufficio e tirò fuori il dossier con i casi del fantasma. Una volta imparato a memoria ogni pagina di rapporto, ogni referto autoptico, ogni singola foto, si era convinto che aprendo le cartelle a casaccio gli sarebbe venuto davanti agli occhi un elemento nuovo che gli avrebbe permesso di aggiungere un indizio al caso. Rimase deluso dopo circa mezz'ora di questo suo rito, quando squillò il telefono sulla scrivania.
Non ci voleva molto ad immaginare che fosse il suo capo che chiedeva novità sugli sviluppi della faccenda. La pressione data dai media stava facendo bollire le sedie di molti personaggi. Come aveva supposto si trovò a destreggiarsi nell'incontro di scherma che ogni giorno dal primo omicidio lo sottoponeva il capo. Erano esasperati entrambi e sbatterono quasi contemporaneamente il telefono sulla forcella.
Passò il resto della mattina a redigere il rapporto della notte precedente quando si accorse che era praticamente in ritardo per l'appuntamento con la dottoressa. Prese le cartelle del dossier, chiuse l'ufficio a chiave e si diresse all'auto. Nella mezz'ora di strada che separava l'ufficio dallo studio della dottoressa cercò di riallineare ancora una volta tutti gli avvenimenti degli ultimi giorni, con il solo risultato di aver quasi provocato due incidenti. Delle invettive degli altri automobilisti non si era minimamente accorto.
Suonò al citofono dello studio e la dottoressa gli chiese di attenderla nell'anticamera mentre terminava un'esame di uno scheletro. Entrò e posò le cartelle su una sedia, si tolse il cappello e si diresse verso lo specchio nella parete di fronte a lui. L'aspetto era leggermente migliorato dal mattino. Avrebbe dovuto fare anche un po' di moto in più, avendone il tempo. Era così concentrato a vedersi che non si accorse che la porta dell'anticamera si era aperta e la dottoressa lo stava fissando.
Si girò verso la dottoressa, o meglio, fu l'immagine allo specchio a girarsi verso di lei, lui rimase impietrito davanti a quella deformazione della realtà, poi si girò anch'egli ma non vide nulla se non la dottoressa. Tornò a rivolgersi allo specchio dove il lui riflesso aveva tirato fuori un coltello e aveva già reciso la carotide della dottoressa. Si girò nuovamente e, come allo specchio la donna era a terra agonizzante. Ancora una volta si rivolse allo specchio ed il suo lui riflesso stava tornando al suo posto, sogghignando con un coltello insanguinato in mano. Parlò, con la sua voce: "Fra poco arriveranno i tuoi colleghi. Decidi tu da che parte stare". Rimase immobile con il coltello in mano a guardare la sua immagine che sorrideva mentre le sirene delle auto pattuglie si facevano sempre più vicine.

giovedì 24 gennaio 2008

Uomini e Donne

No, non la trasmissione della De Filippi, per carità, che so esistere solo per poterla accuratamente evitare, così come le discussioni ad essa legate. No, il titolo è derivato dalle recenti discussioni con halfapple.
Diciamocelo pure: lei è più seriosa di me. Io cerco di sdrammatizzare spesso e volentieri, quasi mai nelle discussioni davvero serie (beh, almeno non nel mezzo), mentre lei mantiene un certo aplomb. Se invece le discussioni sono allegre, ci troviamo perfettamente in sintonia.
Per quanto uno non voglia generalizzare (lo aborriamo entrambi) è proprio negli stereotipi che vengono fuori le battute (che io credevo) esilaranti. Tant'è che alla battuta che io da piccolo volevo intraprendere la carriera di ginecologo, dall'altro capo della cornetta è arrivato un vento gelido proveniente dalla Siberia. Lungi da me pensare realmente ad una cosa del genere (brutta cosa le amiche che possono riportare quanto qui scritto alle orecchie delicate di halfapple), ma mi sono sentito come se quel silenzio fosse una lama che incideva il corpo. Partono allora le famose arrampicate sugli specchi insaponati che di solito non fanno altro che peggiorare la situazione. Non ho la faccia di tolla necessaria a svicolare da queste situazioni, soprattutto quando vivo un rapporto onesto con la persona che occupa i miei pensieri, quindi ho chiuso la discussione con un'ammissione di responsabilità sui miei pensieri che avrei cercato di imbrigliare ma che fanno parte comunque di me. La sua risposta è stata un gelido: "Uomini", praticamente sibilato, giusto per non generalizzare.

Di contro io mi trovo a gestire le (e qui eviterei di scrivere solite) paranoie femminili riguardo il futuro che in questi giorni sembrano affiorare ad halfapple. Piuttosto che dirle: "Donne", preferisco tentare di rassicurarla che effettuando i passi, uno per volta verrà più semplice affrontare i problemi che si presenteranno. In effetti tali paranoie assalgono anche me, mettendo in discussione il mio lavoro, la mia vita, le mie passioni e ciò non è perfettamente salubre.

Scrivo abbastanza stringato e dopo alcuni giorni poichè impegnato nella presentazione dei documenti per il rinnovo del contratto dove lavoro attualmente. Adesso sono in pausa relax (o quasi) prima dell'arrivo della notizia, positiva o negativa, che potrebbe aprire nuovi orizzonti nella storia fra me ed halfapple.

domenica 20 gennaio 2008

Prima foto

Mi sono regalato una nuova gioia di papà, dopo il furto della precedente, ovvero pagherò per i prossimi diecimila anni, ma non importa... quando c'è la salute!
Ancora non è arrivato l'obiettivo che invece avevo preso con la gioia ed ho quindi raccattato un fondo di bottiglia per poter almeno provare a scattare con il gioiellino.
Questo è il primo risultato.

sabato 19 gennaio 2008

Chi l'ha visto?

Cerco di andare più spesso al supermercato per trovare gli alimentari sempre freschi. Poi mi lascio trascinare in altre spese e di solito riesco a raddoppiare facilmente le scorte di casa, lasciando vacanti le cose che mi servivano davvero.
Cerco di posteggiare sempre vicino alla porta d'ingresso, ma non necessiariamente, l'importante è che riesca a fermarmi a fianco alle strutture che tengono i carrelli, così da non fare molta strada una volta riposta la spesa in macchina.
Con il mio bravo carrello quindi inizio a percorrere la strada che mi separa dall'ingresso principale, cercando di aumentare l'andatura in prossimità del lungo portico che precede l'ingresso, per evitare di dare troppa attenzione ai questuanti lì in attesa. Chi cerca una moneta per vivere, chi ti vuole dare un oggettino in cambio di un obolo, entrare al supermercato diventa un faticoso slalom di miseria. Io non mi faccio mai coinvolgere da queste persone, preferisco fare beneficienza ad associazioni riconosciute quando ne ho la possibilità.
Un giorno entro senza carrello al super per una spesa veloce e parcheggio anche abbastanza lontano. Una volta uscito con il mio bravo sacchetto, faccio per andare alla mia auto quando, nei pressi di alcune panchine messe sul limitare del parco che affianca il super, vedo una scena che attira la mia attenzione. Due ragazzi, un maschio ed una femmina, stanno insultando una ragazza che nel frattempo raccoglie le sue immaginette. Questa ragazza l'ho notata spesso sotto il portico poichè unica bianca fra le persone che sostano solitamente in quel luogo, con i guanti tagliati sulle dita a proteggersi dal freddo, la sciarpa nera sul collo e in mano un'immaginetta. Insomma, mi avvicino un attimo e sento che il tipo le dice di andare ad appendere le sue immaginette dove non batte il sole. Io gli facco un applauso per le belle parole espresse, anche perchè la tipa raccoglieva le sue immaginette a testa bassa. Al mio accenno di conforto, lei scoppia a piangere e si siede sulla panchina.
Mi affianco a lei e le chiedo che cos'abbia, ma si avvicinano i due insultatori, lui trascinato dalla donna. Hanno esagerato, lei se ne rende conto e vuole sentire perchè si è messa a piangere così. Fortunatamente il tipo capisce che ha toppato alla grande e chiude in forno mentre la ragazza inizia a raccontare.
"Quest'estate ero a mare con la mia famiglia e nonostante il mare un po' mosso ho deciso di fare una nuotata al largo, quando ho preso una boccata d'acqua di mare e mi sono sentita affogare. Sono andata in panico e poi ho perso i sensi. Qualcuno però è venuto a salvarmi ed è riuscito a riportarmi a riva. Io l'ho saputo però solo al mio risveglio in ospedale e del ragazzo nessuna traccia. Mio fratello che ha la digitale sempre con se, aveva scattato delle foto in spiaggia ed in una c'è il ragazzo che mi ha salvato la vita. Da quel giorno, quando posso, vengo quì con le foto di questo ragazzo e il mio numero di telefono dietro per chiedere a chiunque se abbia visto questo ragazzo. Nessuno mi da ascolto, ma io continuo a cercarlo, per poterlo ringraziare di presenza del suo gesto che mi ha ridato la vita."
Prendo la foto di questo ragazzo e la porto via con me, come anche i due ragazzi che prima l'avevano insultata, ora commossi. Le stringo le fredde mani fra le mie poi vado via anche io, mentre lei torna in postazione a cercare di distribuire ancora le foto.

mercoledì 16 gennaio 2008

Sistemazioni varie

E' tempo di sistemazioni varie nella mia vita. Iniziamo dal blog e dal sito.

Oggi mi sono accorto che per l'ennesima volta il contatore gratuito che utilizzo, permette di veicolare vari malware verso i pc che mi vengono a visitare. Veramente 3,33 euri mi aveva fatto notare questa cosa, ma l'ho dimenticata. Ad ogni modo, da questo momento disattivo definitivamente le statistiche sul sito, almeno quelle che mi interessano. Shinystat offre un servizio superbo, ma non sono in grado di sostenere i suoi costi. Tutti i contatori gratuiti che ho provato permettono a script malevoli di installare virus sui pc altrui. Siccome non tutti sono scafandrati come il sottoscritto (che nonostante tutto qualche rogna la becca pure), ho deciso di farne a meno.
Non saprò più se la persona che si collega dalla fabbrica di serbatoi tornerà a visitarmi, così come quella dell'edicola ma va anche bene così. Il periodo di monitoraggio è servito a farmi capire i meccanismi che mi portano ad essere visto da sconosciuti. Siccome la mia pretesa però è scrivere ma non farmi così tanta pubblicità, lascio volentieri la mia curiosità in un cassetto in attesa di tempi migliori.

Sto cercando di rendere casa presentabile. Fra qualche giorno halfapple verrà a trovarmi e ci sono un po' di lavoretti da fare. In effetti la mia ignavia nello stirare gli indumenti e l'effrazione subita poco fa, avevano reso casa uguale ad un negozio di cristallerie invaso da elefanti imbizzarriti. Per prima cosa è stato necessario liberare il lettone matrimoniale da tutti i resti del vestiario, infilarli a turno in lavatrice per poi tornare sul lettone in attesa di liberare l'armadio dai vestiti della mamma. Sono quasi a buon punto e fra poco potrò collaudare il materasso comprato ad hoc visto che sia io che halfapple prediligiamo dormire su letto rigido.
Entro questo fine settimana dev'essere tutto pronto perchè poi sarà troppo tardi e non vorrei far fuggire colei che è diventata l'epicentro della mia vita.

In occasione della visita di halfapple mi sono anche deciso di rinnovare il parco cd che giaceva in auto da oltre due anni. Integrato ogni tanto da qualche cd nuovo, in effetti ero passato all'ascolto radiofonico in quanto il breve tragitto verso il lavoro non mi permetteva di gustarmi la mia musica, ma potevo tenermi in contatto con il mondo avendo abolito praticamente del tutto la visione della tv anche per i telegiornali. Di solito quindi ascolto Radio 24 che alla mattina riesce a darmi un panorama completo delle notizie compreso un riassunto dei titoli dei giornali, senza che nel tragitto perda la frequenza.
Siccome vorrei continuare a stare con halfapple per qualche giorno ancora, sto cercando di curare la scaletta musicale, integrando i suoi gusti ai miei per avere un piacevole sottofondo musicale mentre la porterò a visitare le bellezze siciliane (a parte me, ovvio). E quì, come per i film che vorremmo vedere insieme, è venuta fuori una quantità tale di materiale da sorbirci che dovremo vederci ancora, ancora ed ancora per esaurirlo tutto ed allora, bisognerà integrare le nuove uscite nel frattempo. Insomma una storia infinita. Beh, almeno per una volta sogno positivo :-)

sabato 12 gennaio 2008

Parole parole parole



Per molto tempo mi sono dipinto come un orso tendente all'eremita che evitava di scambiare anche solo una parola, praticamente il contrario di Abelardo (Frankestein Junior) il frate cieco che anelava una visita, qualcuno con cui parlare.
Per molto tempo ho preferito delegare le mie parole agli sporadici sms che inviavo, ed anche in questo caso cercavo di non regalare troppi momenti di logorroicità.
E' per questo che mi stupisco come con halfapple si possa passare più di due ore al giorno al telefono senza annoiarsi e senza ripetere i dialoghi del giorno prima. Sono sicuro che non sono tutte le parole non dette nel corso di questi anni perchè, se io sono orso, halfapple non è lo è di certo. Non è nemmeno una chiacchierona però, soprattutto se i motivi di dialogo sono futili.
Sì, perchè a parte le smancerie di rito, affrontiamo davvero tutti gli argomenti possibili ed immaginabili, senza ad oggi stancarci minimamente di cercarci per una nuova telefonata.
Purtroppo la distanza ci fa passare il tempo in questo modo anzichè molto più proficuamente avvinghiati, ma stiamo lavorando per portare ad invertire la tendenza "un mese di lontananza-quattro giorni insieme".
Siamo grandicelli io e halfapple ed anche se ci conosciamo da qualche anno, le nostre chiacchiere non sono mai andate a fondo nelle questioni personali. Avrebbe dovuto essere questa la priorità, invece ci lasciamo trascinare dalla curiosità del momento, dagli eventi attuali. Ovvio, ci sono state le domande indagatrici di rito: quanti partner hai avuto, che lato del letto prediligi per dormire, il sale lo metti prima o dopo la cottura nella carne?
Stiamo imparando a conoscerci così, a distanza, perchè i giorni in cui siamo stati vicini le labbra erano impegnate in altre attività. Se mi leggesse arrossirebbe e direbbe che sto nascondendo la verità: abbiamo anche parlato. E molto. Il tempo è volato via in un attimo, molto intenso, ma pur sempre un attimo. E pur con le due ore consuete giornaliere adesso il tempo non scorre così velocemente, nonostante il lavoro ed il resto della vita.
Parole che non sono cessate nemmeno durante la stesura di questo post, mentre halfapple era in fila alla rosticceria cinese, prima di recarsi a cena con la sua famiglia.
Mi stupisco di quanto abbiamo da parlare, mi interrogo se questo durerà anche nel futuro o se esauriremo gli argomenti un giorno. Per ora parliamo, discutiamo, ci accaloriamo con il cuore che palpita, con le risate che nascondono il disagio di non poterci sfiorare. Fino ad un nuovo giorno in cui la distanza non ci sarà e le parole cesseranno per lasciare lo spazio al contatto.

mercoledì 9 gennaio 2008

Vita a punti premio

Questo post nasce da una discussione con halfapple, fresca fresca di stamattina.
E' strano per me scrivere di una telefonata che non sia una a qualche call center, perchè raramente ne faccio, o meglio, ne facevo. Da un mese a questa parte il contatore delle chiamate effettuate ha subito un aumento iperbolico che si sta assestando sulle 2 ore circa al giorno. Eh sì, con halfapple siamo ancora nella fase in cui ci scambiamo smancerie, bacetti, frasi smielate, che cosa indossi oggi, attacca prima tu, che hai mangiato oggi, come boicottare le grandi aziende che sfruttano il lavoro minorile, la raccolta dei punti premio.
Lei è assolutamente contraria alla raccolta dei punti premio, soprattutto quelli dei distrubutori di carburanti, che li reputa una solenne presa per i fondelli. Forse ha ragione, ma io sostengo invece che comunque il pieno bisogna farlo, che poi mi fidelizzi anche perchè dove faccio gasolio di solito ci sono anche persone che conosco, alla fine mi fa accumulare diversi punti sulla scheda. Ok, i premi sono da ritirare sotto un pagamento di una certa quota, che per i premi sotto i 200 euro di solito, non vale la pena, che con un utilizzo a modino di internet, si riesce a spuntare solitamente dei prezzi migliori.
Per i premi di fascia superiore invece il discorso cambia, perchè se ci si muove per tempo (ovvero con i punti ad inizio della campagna), si può anche arrivare a spendere un 40% in meno rispetto al prezzo al negozio. Il problema è arrivare ai prezzi di fascia alta a meno di non essere un trasportatore o un commesso viaggiatore.
Tempo fa lavorando a 200 km da casa e nel frattempo avendo la ragazza a 500 km di distanza, in poco tempo non solo avevo accumulato un set completo di valigie, borsoni, ombrelli, giacconi et similia, ma avevo anche provveduto a distribuirne a familiari ed amici. Erano tempi in cui non si dava il contributo in denaro e quindi non era tutto questo sforzo.
Adesso i tempi sono cambiati, i chilometri da percorrere sono diminuiti e anche la fidelizzazione lascia il tempo che trova perchè la mente non è più così concentrata al raccoglimento punti.
Invece le raccolte punti degli alimentari non hanno mai attecchito, tranne quelle di qualche supermercato, ma solo fino a qualche tempo fa. Giace ancora intonsa la friggitrice baby che a parte per friggere mezza patata, forse potrà servire come giocattolo per qualche sfortunata bambina.

lunedì 7 gennaio 2008

Interazioni

Come avevo annunciato, il blog procede a rilento. Al momento gli impegni mentali spaziano tra il lavoro e halfapple, con predominanza sulla seconda. Ipotizzo che anche avendo ancora a disposizione il corredo fotografico, probabilmente avrei comunque limitato le escursioni fotografiche e quindi le interazioni iterazionali.
Il massimo impegno al momento è nella sistemazione della casa. Da quando sono tornato a vivere in casa dei miei, non ho avuto una stanza tutta mia e mi ero accampato nel salone, con una valigia come armadio. Le condizioni di salute di mia madre hanno poi messo in secondo piano la necessità di una mia sistemazione più agiata. Dopo la scomparsa però, non ho avuto cuore di spostarmi immediatamente nella sua stanza da letto. Per ultimo, dal giorno del furto, sul letto di mia madre giacevano mucchi di vestiario che erano stati messi lì dopo lo scempio di quei grandissimi figli degni di una tal madre. La decisione di halfapple però di venirmi a trovare ha radicalmente cambiato il mio lassismo.
In questo week end ho sistemato le foto che avevo fatto stampare mesi addietro e per le quali avevo comprato cornici mai utilizzate, sono riuscito inoltre a comprare un materasso nuovo (quello di mia madre è troppo morbido per la mia povera schiena) e finalmente a dare una bella sistemata in camera da letto. Ora non è che sia tutto a posto, ma almeno si riesce a guardare evitando di vomitare.
L'impegno dedicato al blog l'ho quindi rivolto a scrivere una lettera ad halfapple, solo che me la sono tirata un pochino per le lunghe, quindi dopo 5 giorni ho deciso di spedirla ugualmente. Nel frattempo avevo realizzato alcune copie di cd fra artisti che le piacciono e alcuni che vorrei sentisse per scambiarci le opinioni. Insomma, ho messo su un bel po' di roba e ne ho fatto quindi un pacco da spedire, magari prima che lei mi raggiunga sull'isola.
In pausa pranzo pacco-munito e busta-munito (dovevo spedire anche un dvd con posta prioritaria), mi reco nella vicina agenzia delle poste per effettuare le spedizioni, confidando nell'orario per trovare poca gente. La fila ovviamente proseguiva fuori dalla porta, e meno male era solo la sezione delle spedizioni! Aspetto con calma il mio turno (quest'oggi poi l'eliminacode era guasto), che arriva dopo poco meno di 40 minuti. A servirmi una signora di 50 anni. Le spiego che devo spedire il pacco con posta celere 3 e il dvd con posta prioritaria, e mi serviva anche una busta per il dvd. La signora con il dvd in mano si perde nei meandri della posta per 10 minuti buoni, quando torna al suo posto dove trova la busta dove mettere il dvd "Ah, ecco dov'erano le buste". Evito qualsiasi commento ma ipotizzo che sarà un'operazione lunga e dolorosa.
Le consegno il pacco e lei mi chiede anche il modulo. Quando le dico che non ce l'ho e e lo deve dare lei, si inalbera: "Ma che cavolo, il modulo me lo deve dare prima del pacco, debitamente compilato". Le faccio notare che lei non me l'ha chiesto e che comunque il suo collega di venerdì mi ha dato il pacco ma non il modulo perchè li avevano terminati. Poco convinta si decide a darmi un modulo che compilo mentre faccio passare altre persone e non costringerle ad aspettarmi.
Arriva il momento in cui dal modulo la signora estrapola i dati per la spedizione ed al momento di computare il paese di halfapple, questa ne scrive solo l'ultima parte, che se l'avessi mandata a Castelvetro di Modena, sarebbe arrivata a Modena, a 25 km di distanza. Le faccio notare che quello che ha scritto non è la destinazione che ho scritto io (a parte che in prima battuta aveva scritto come destinazione l'indirizzo del mittente). Lei mi guarda sbigottita ed esclama: "Ah, no?". Io spero che scherzi, invece dallo sguardo che fa capisco che non è scena, ma è scema.
Tralascio anche il fatto che per inserire due dati in croce ci abbia messo lo stesso tempo che una lumaca ci impiega a fare il giro del circuito di Monza, in quanto cercava i tasti ad uno ad uno sulla tastiera.
Arriviamo al momento clou, quello del pagamento. Insomma, mi doveva contabilizzare la spedizione del pacco, la busta per il dvd, il francobollo per la posta prioritaria. Io faccio il calcolo a mente e le passo sotto il vetro tutta la cifra occorrente. Lei guarda i soldi e mi fa: "No, così non va bene". Stavolta la guardo io sbigottito... che cavolo c'è che non va? Mica le sto dando soldi falsi? Glielo chiedo, ma lei non mi da ascolto. Prende la calcolatrice ed imputa dati come una forsennata (altri 5 minuti volati via), poi presa dalla disperazione chiede al collega come mai la calcolatrice le dia errore. Il collega pieno di lavoro fino alle orecchie non può darle aiuto. Io in un lampo di genio ipotizzo quale possa essere il problema e, davvero, mi verrebbe di passare di là del vetro e prendere la signora a calci in culo. "Signora, che se vuole che le paghi la busta a parte, mi ridia i soldi che le ho dato e le faccio due conti separati". Lei capisce che ci ho azzeccato, ma non contenta utilizza il terminale della posta per controllare per l'ennesima volta il totale delle operazioni. Manca ovviamente il costo della busta e lei ancora non si capacita. Il collega della signora inizia a sentire le lamentele delle persone in fila dietro di me, le mie di lamentele e decide di darle una mano. Quando verifica che i soldi che ho dato alla collega sono esattamente quelli del totale più la busta, anche lui scuote la testa e torna al posto.
La signora non contenta, si rivolge verso di me e fa: "E non c'era mica bisogno di sbraitare tanto, diamine". "Signora, la salva solo questo vetro antiproiettile, altrimenti una testata non gliel'avrebbe levata nessuno". Esco dalla posta senza aver mangiato altro che il mio fegato ma con l'applauso convinto dei signori in attesa del loro turno.

sabato 5 gennaio 2008

La sentinella

Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa.
Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella cui era abituato, faceva d'ogni movimento una agonia di fatica.
Ma dopo decine di migliaia d'anni quest'angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell'aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arrivava al dunque, toccava ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano sbarcato. E adesso era suolo sacro perché c'era arrivato anche il nemico. Il nemico, l'unica altra razza intelligente della Galassia ... crudeli, schifosi, ripugnanti mostri.
Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della Galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata la guerra, subito; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica.
E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo, e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano di infiltrarsi e ogni avamposto era vitale.
Stava all'erta, fucile pronto. Lontano cinquantamila anni luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l'avrebbe mai fatta a riportare a case la pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante che tutti loro facevano, poi non si mosse più.
Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti col passare del tempo s'erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle di un bianco nauseante, e senza squame.

La sentinella - Frederic Brown

Questo è stato il primo racconto di fantascienza che devo aver letto. Mi è entrato nel cuore e nell'anima. Mi ha lasciato folgorato ed è strano che l'abbia lasciato nel dimenticatoio per anni, fino ad oggi quando mi sono ricordato di alcuni brani di questo racconto.
Non ricordavo nè il titolo nè l'autore, ma sono bastati un paio di minuti di google ed eccolo quì. Anche perchè alcune frasi sono tornare alla mente come scolpite nel granito.
Mi domando perchè di altri ricordi non sia così... ma questa è un'altra storia.

martedì 1 gennaio 2008

Buon compleanno

E già... è passato un anno dal primo vagito di questo blog. Un vagito piccolissimo, sentito da pochi, ma cresciuto in questi mesi.
Ero partito a scrivere più per noia che per mera convinzione, anche se lo sprono me l'ha dato una persona che solitamente vuol comparire in forma anonima. Non ne ero convinto, l'ho appena scritto, perchè di solito ho bisogno di un'imbeccata, di un'idea per poter scrivere qualcosa. Anche adesso è così... è stato l'ultimo commento a farmi scrivere il blog di compleanno.
Ho imparato a prendere spunto dalla mia vita, da quello che mi circonda, a volte in chiave ironica, a volte descrivendo semplicemente il mio umore. E' stata la mia finestra sul mondo che ha permesso a voi di sbirciare una piccola parte della mia vita.
Qualcuno si è fatto idee sbagliate sui miei scritti, alcuni li hanno preso sul serio, altri... beh, non parliamone neanche. E' stata una valvola di sfogo, ma anche un luogo di appuntamento per gli aficionados, per far capire che c'ero e che avrei continuato... anche quando avevo dichiarato di smettere.
Da qualche giorno le priorità di scrivere sono venute a mancare per due episodi significativi e non perchè manchi il materiale, ma perchè la testa al momento sta rifiutando di memorizzare gli eventi da descrivere.
Non sto chiudendo, almeno non oggi, ma nemmeno prometto che continuerò a scrivere. E non è nemmeno una tattica per creare della suspance. E' solo che gira così al momento.
Volevo solo ringraziare chi mi ha seguito per 145 post ad oggi. Le statistiche sono state messe molto tardi, quindi ho solo un risultato parziale, anche se significativo. Circa 250 persone ogni mese sono venute a vedere che si scriveva da queste parti. Non tengo conto di dicembre quando le visite sono salite di 4 volte. Saluto anche gli 8 aficionados di oggi. Grazie.
Auguro un anno pregno di buoni sentimenti e di felicità a tutti voi che mi leggerete ancora.
Auguro a me stesso che quello che sto vivendo migliori di giorno in giorno, perchè è l'unica cosa che conta.
Auguro agli amici, a quelli veri che mi hanno seguito, letto, imprecato, gioito con me, tutto il bene possibile. Rimanete così, siete splendidi.
Buon anno.