martedì 12 febbraio 2008

Il telefono, la tua voce

Recitava così lo spot di qualche anno fa della telecom. Per me il telefono è sempre stato un male necessario che ho utilizzato, per carità, ma che a parte rari periodi, ne ho potuto fare a meno tranquillamente. Nonostante questa mia parziale avversione per il mezzo di comunicazione, mi premuravo di conoscere sempre la tariffa più bassa e di avere addirittura più schede e più telefoni per poter chiamare od essere chiamato alla più bassa tariffa possibile. Già, uno che il telefono che mal lo sopporta girava con due/tre telefoni per volta.
Con il tempo ho limato questa "ossessione", anche perchè chiamando poco, sono davvero pochi coloro che ancora hanno voglia di contattarmi. Quindi via il telefono con scheda secondaria, ho tenuto solo quello principale, il numero cioè con cui vivo da circa un decennio. La razzia in casa ha poi tolto definitivamente il telefono di riserva comprensivo di scheda, c'est la vie.
Da un paio di mesi invece, comprensibilmente, il telefono non è più un nemico da abbattere ma l'unico mezzo di comunicazione fra me e halfapple, tanto che ne abbiamo abusato anche troppo. Telefonate al limite della sopportazione umana e se la passione, il miscuglio di sentimenti che ci pervade non ci ha cotto il cervello, sicuramente ci hanno pensato le radiazioni del telefonino tenuto costantemente attaccato all'orecchio.
Halfapple non è per niente tecnologica e se non le avessi preso un cellulare per natale sarebbe ancora con un cellulare stile mattoncino con combinatore a disco :-) Ok, mi posso sfogare perchè lei non legge questo blog, ma a volte le viene la curiosità di conoscere cosa io possa scrivere che venga poi divulgato alle folle.
Si passano così intere serate, io a leggere i miei post e lei a bearsi della mia voce, un po' meno dei miei post, anche se, in genere, le piacciono. Quasi come raccontare le favole della buona notte ad una bambina che è diventata donna anche troppo presto. Eh, no, non si è mai addormentata come invece è successo con altre persone... che esperienza devastante! Halfapple mi avverte che ha "gli occhi a pampineddra" e che si schianterà nel giro di qualche secondo.
Insomma cerca di dirlo, visto che il siciliano non è mai stata la sua lingua, ma si sta sforzando di imparare alcune frasi. Io la prendo bonariamente in giro perchè l'accento veneto è abbastanza evidente ed è strano sentirle pronunciare frasi siciliane. Più o meno la stessa stranezza che deve sentire lei quando cerco di inserire nel discorso una parola in veneto. Non sono prettamente siciliano, nè torinese, nè di nessun altra parte di Italia e non ho mai preso come mio nessun dialetto, ma quello che mi ha coinvolto di più è stato il siciliano anche se comunque imbastardito dal dialetto di dove vivo, da quello di dove lavoro e quello di mia madre da dove ho imparato la maggior parte delle parole.
Ogni tanto ci viene da pensare che quelli di Echelon dovranno cambiare gli hard disk più frequentemente da quando ci siamo noi al telefono e che le opzioni a costo zero degli operatori avranno a breve dei limiti inferiori ai nostri tempi di conversazione. Nel frattempo però continuamo a bearci della possibilità di sentirci per tranquillizzare in parte le palpitazioni del cuore.

martedì 5 febbraio 2008

A fra un mese o poco più

Ebbene sì... halfapple com'è arrivata, così se n'è andata. Inutili tutti gli sforzi nel cercare eruzioni improvvise dell'Etna in modo da far chiudere l'aereoporto di Catania per almeno un mese.
Quattro giorni veramente felici, ed io mi stupisco ancora che possano esserlo dopo tutti i trascorsi degli ultimi tempi e con le precise intenzioni di non voler più dividere la mia vita con nessun altra persona.
Tralascio le gioie dell'incontro per fermarmi invece sulle cose che non sono state così gioiose, vedi ad esempio il fatto di aver sistemato casa. Halfapple si è messa le mani nei capelli (e lei può!), mentre io credevo di aver reso casa accettabile, invece si è messa di impegno per farla diventare un gioiellino. Diverse visioni fra il pulito di un uomo e di una donna, mi ha detto, ed in mente mia pensavo che tutto sommato vivevo bene nel porcile, prima di conoscerla :-) Scherzo, ovvio, ma sinceramente di una mano femminile questa casa aveva bisogno e forse ne avevo bisogno anche io.
La condizione di single e soprattutto la voglia di esilio dal resto del mondo, mi ha portato a pensare di essere migliore di quanto sia io in realtà. Con halfapple mi sono reso conto che così non è in effetti e che per essere almeno mediocre, ho bisogno di lavorarci su. E non mi riferisco solo alla casa, ma ai pensieri e le azioni, che sono molto più importanti. Lei è molto attenta su tutto e non mi lascia scampo. Si è una rompimarroni, ma di quelle che te le rompono per i motivi giusti e non tanto per non sapere che fare di meglio.
Proprio per questo mi sono esiliato un po' anche dal blog, per poter pensare meglio alla mia vita e a che cosa voglio da essa e magari riportarlo fra gli elettroni in giro nel mondo.
Pensavo di tenermi lontano dallo stereotipo di uomo che non può fare a meno di avere una donna accanto ma mi sono accorto che così non è. Mi sono chiesto se sia giusto o meno che la visione corretta sia quella maschile integrata a quella femminile e una risposta esatta non c'è. Halfapple è convinta della superiorità del sesso "debole", io dico invece che ci sono delle differenze che se ben amalgamate riescano a tirare fuori dalla coppia il meglio.
Forse non riesco ancora ad accettare del tutto che la vita insieme preveda per forza un cambiamento che va concordato, provato, corretto e poi ancora provato e che non si può continuare a vivere per come si faceva prima. Per ora non ci sono tutti questi stravolgimenti perchè la distanza aiuta a mantenere separate le vite ancora per un po', quindi iniziare a prepararsi alle modifiche che verranno non è poi un male.
Anche perchè sono sempre più convinto che la persona che popola i miei pensieri ed i miei sogni sia quella giusta con cui dividere la parte che mi resta della mia vita. Già non sono passati nemmeno due mesi e già la penso così? In effetti l'ho pensato dalla prima notte in cui ci siamo dichiarati. Se così non fosse stato non avrei pensato minimamente di vivere una storia, soprattutto a distanza. Ed invece sono qui a parlarne a discutere, a scendere a compromessi per il bene comune e non mi pesa più di tanto, anche se a volte è un po' difficile da mandare giù, soprattutto perchè sono un sognatore che quando si cozza con la realtà fatica a mettersi in carreggiata.
Si, sogno e ne sono fiero. Avevo smesso per un periodo nero ed ora ho ripreso a farlo nonostante i momenti negativi anche nell'ultimo periodo. Un solo piccolo immenso episodio positivo ha però cambiato la mia visione della vita, anche a costo di venire ripreso perchè sogno troppo.