sabato 28 giugno 2008

martedì 24 giugno 2008

Public relations

Da domenica la casa degli sposi è aperta alle visite, ma soprattutto per ricevere i regali di matrimonio.
Mentre ancora i lavori fervono per terminare la maggior parte delle cose, arrivano i parenti ed amici da ogni dove a dimostrare l'affetto per questi giovini futuri sposi.
Orde di famigliole con prole a seguito scorrazzano per i corridoi della casa, lasciando i segni del loro passaggio, per la gioia di mio fratello che, avendo pitturato tutte le pareti ad una ad una, ad ogni segno è una coltellata.
Da domenica quindi non mi posso sottrarre a questo tour de force di public relations (come fare una frase senza una parola di italiano), anche se c'è da dire che non sono presente per tutto il tempo (fortunatamente). Il poco tempo però che il parentado mi ha a disposizione è sufficiente a riempire la mia testa di eventi inenarrabili e che per tale motivo tacerò.
Al momento credo di aver sentito tutta la storia degli abitanti del paese dove vivo, dal 1910 circa al 1950, con tutta la rete di relazioni di parentela incrociate possibili ed immaginabili, comprese anche le relazioni illecite. Meno male che anche senza le cuffiette riesco a ripropormi mentalmente una selezione di musiche a parziale ovattatura delle orecchie.
Arriva però il momento fatidico, quello del confronto, momento che è saltato fuori circa una decina di volte negli ultimi giorni: e adesso, tocca a te! Minchia se sanno essere bastarde le persone! Ma io che male ho fatto per meritarmi una sciagura simile???? Cavolo, è un mese che non sento altro che lamenti da tutti coloro che volenti o nolenti partecipano al matrimonio per lo stress... per poi sentire che adesso è il momento felice! Mi viene allora l'istinto di ricorrere a scaramantiche lustratine ai gioielli di famiglia, ma vuoi perchè non si fa in pubblico, vuoi perchè potrebbe essere male interpretato dalle ultrasessantenni, mi trattengo.
Dopo i vari tentativi falliti, dopo tutte le vicissitudini del fratello per poter arrivare a questo momento, vista la lista di debiti stile rotolone Regina degli sposi, la sola idea mi provoca un'acidità di stomaco tale che mi stupisco sia ancora attaccato alla pancia (che c'è, imperterrita).
Rispondo allora che verra pure il mio momento (mentalmente l'istintività è una morsa), che arriverà pure quella giusta, che ci sono tanti pesci nel mare, che non ci sono più le mezze stagioni, che le ragazze di oggi non sono più quelle di un tempo, e via con la sagra del luogo comune.
Ad ogni modo manca poco a venerdì. Un poco che relativamente parlando assomiglia ad un periodo di mesi anzichè di giorni...

lunedì 23 giugno 2008

Gli anziani

Adorabili gli anziani, davvero.
Alle 6 del mattino li vedi già davanti alla posta ad aspettare che aprano gli uffici per prelevare la pensione. Quelli più scafati con l'accredito in conto corrente o che hanno già prelevato, sono sulle panchine del paese o seduti sulle sedie davanti ai bar. Questi ultimi squadrano qualunque esemplare di essere umano di qualche decennio più giovane arrivi nelle vicinanze a quell'ora così insolita.
L'attesa è lunga prima che inizino i lavori da qualche parte. Sì, perchè gli anziani, non sapendo come passare il tempo, amano vedere gli altri lavorare ma non si limitano ad osservare, ed interagiscono.

Prima di tutto ti guardano e fanno: "Caldo eh?". Ca##o, siamo in estate, ci sono 30 gradi, sto grondando come una fontana e vieni anche a rompermi le palle!!! Ma non finiscono quì, soprattutto se non gli dai retta... no, iniziano a darti consigli su come svolgere correttamente un lavoro. Sto generalizzando?
Qualche tempo fa, non ricordo se postai l'evento ma fa nulla, ero impegnato nella costruzione di un'area di parcheggio presso la mia casa, dopo che ci si era abbondantemente stufati di fare un mare di manovre per uscire le auto. In versione muratore della domenica stavo preparando il cemento per un altra gittata, quando una persona anziana si avvicina al cancello di casa ed inizia a guardare. Io lo noto ma continuo nel lavoro, conscio che ogni pausa mi avrebbe fatto desistere dall'impegno. Di sottecchi vedo che non si schioda dal cancello, impossibile rinunciare ad un tale spettacolo, quando ad un certo punto non ce la fa più ed esclama: "Non mi piace!".
Mi giro con uno sguardo che avrebbe fulminato chiunque, ma la faccia di tolla del tipo non subisce il minimo mutamento. "Non mi piace come sta venendo!", ribadisce.
Nel mio candore più candido, rispondo (conscio del pericolo): "Ma neanche a me piace. Passo solo il tempo facendo il cemento, lo butto e quando si asciuga demolisco tutto!".
Il tipo rimane basito, ma non per molto perchè inizia a dire che lui "ha lavorato nella muratura" (sic.), che ad occhio vede che la pendenza è sbagliata, che così, che colà e che se io avessi voluto avrebbe mandato suo figlio a darmi una mano che lui è bravo, ma non trova lavoro. Imperterrito continua dicendo che lui ha lavorato sei mesi come muratore, trent'anni fa e ne ha fatta di esperienza. Torno a guardarlo e con leggera aria di sufficienza gli replico: "Grazie, ma io non faccio il muratore per costruire qualcosa, ma per fare movimento e perdere qualche chilo". Forse capisce, forse no, ma torno ad ignorarlo e dopo un po' se ne va.

Ieri nuovo episodio durante i lavori alla casa degli sposi. Sono fuori ad installare un citofono, non propriamente un fiore, visto che per tutta la mattinata ho spostato i mobili a destra e a sinistra alla ricerca della disposizione perfetta. Mi armo di schema elettrico, viti e cacciavite ed inizio a montare i fili. Si ferma a fianco a me un vecchietto appena uscito dalla messa: "Che fa, mette un citofono?". No, sto affrescando la cappella Sistina! Ca##o, ho in mano un citofono, lo sto mettendo nella sua scatola, chissà che diavolo faccio! Ma non lo degno di uno sguardo, nella vana speranza che l'odore che emano lo inviti ad andarsene per la sua strada.
"Ma ha controllato bene i collegamenti?". Minkia, ha il naso foderato, andiamo bene. Rispondo leggermente piccato: "No, guardi metto i fili a caso e spero di aver portato anche la 220 per caso, così che se qualcuno vuole suonare a questo campanello, può anche restarci secco.". Chissà perchè, non ha voluto replicare a quella che si preannunciava un'allegra discussione.

giovedì 19 giugno 2008

Meno sette

Manca una settimana all'evento che darà una nuova svolta alla mia vita: il matrimonio di mio fratello.
Avrebbe dovuto essere tutto pronto, ma così non è e ancora fervono i preparativi per terminare casa.
Ho cercato di dare una mano dove ho potuto, anzi, domani mi devo ricordare di andare a ritirare i libretti della liturgia dal tipografo. Ridimensionati rispetto ai miei faraonici progetti, spero siano almeno piacevoli.
Anche per il viaggio di nozze ho dato una mano. Impegnati nella casa, non avevano pensato di andare a quel paese... io ce li ho mandati, o meglio ho dato loro le dritte per andarci. Ho riciclato loro una mia idea di viaggio, che è anche quella di una neorediviva blogger, che cavolo un giorno si farà!!! Ok, anche questo però ridimensionato rispetto al progetto iniziale.
Ho trovato il tempo anche di comprarmi il vestito... non lo avevo previsto, perchè pensavo di rientrare dentro a quello usato 4 anni fa per il matrimonio di un mio amico e mai più utilizzato. La giacca si rifiuta di volermi contenere, mettendo in risalto i maniglioni antipanico che ho sviluppato negli ultimi tempi.
Ho dato una mano a rimpinguare le casse di vari pusher di attrezzatura fotografica neanche dovessi essere io il fotografo ufficiale. Certo che ora partirò fornito come un fotoreporter d'assalto, con al collo due fotocamere e lo zainetto con il resto dell'attrezzatura appresso. Secondo me il vestito durerà dai due ai quattro secondi.
Ed è giugno... ci sono 29 gradi! Cavolo, perchè noi uomini dobbiamo portare scafandri chiusi e scuri ed invece le donne abiti aperti, svolazzanti e ariosi? Spero che piova, tanto porta fortuna.
E penso a quello che verrà dopo, alla casa vuota. Dopo anni ritorno ad essere davvero un single a tutti gli effetti. Ora potrò aprire le porte a tutte le donzelle del globo. La stagione poi è quella propizia.
Invece penso di evadere e so che lo potrò fare raramente: i pochi animali rimasti dovranno pure mangiare e allontanarsi per più di un week end sarà un bel problema. I sogni ci sono, la voglia pure... e causa matrimonio, posso fare davvero la figura del fotografo pro.
Eppure, come in uno dei periodi più neri, sto pensando seriamente di buttarmi a fare il fotoreporter in zone disagiate. Non per testimoniare qualcosa di nuovo, ma per ricordarmi che sono davvero fortunato a fare sogni di questo tipo, quando a volte c'è chi sogna un tozzo di pane.
Beh, il mio angolo di paradiso ce l'ho... adesso vedrò di trovarlo anche negli occhi della gente che nel mondo incontrerò (chiedo scusa a L. Cherubini).

domenica 15 giugno 2008

Terrorista per un giorno

La scorsa settimana mi alzo di buon ora per andare all'aeroporto. L'aereo parte alle 6.40 e tra strada, controlli, check in, sono in aereoporto alle 5 del mattino.
Immancabilmente mi porto meco lo slingshot carico di attrezzatura, non importa se non scatterò una foto ma a casa non lo lascio più.
Faccio il check in, mi merito una lauta colazione e quindi vado al varco per i controlli.
Poggio lo slingshot sul nastro trasportatore, passo dal metal detector e già la prima sorpresa. Lo zainetto si è incastrato per una cinghia alla struttura del nastro trasportatore. Per fortuna non si è rotto ne deteriorato. Mi aspetto però che mi facciano aprire lo zaino, ormai succede sempre.
La guardia passa la cartina per la rilevazione di esplosivo nello zainetto, lo da in pasto all'analizzatore e si mette a suonare il mondo: TNT, non mi ricordo in che percentuale. Io rimango basito e nemmeno la guardia ci vuole credere, ma nel frattempo arriva la polizia per tenermi d'occhio.
La guardia ritenta l'analisi altre due volte con lo stesso risultato e la polizia inizia ad innervosirsi.
Io sono tranquillo, che anche che so che il corredo Canon è una bomba, non è di quelle che esplodono. La polizia mi prende la carta d'identità e mi fa smontare tutto il corredo, un obiettivo alla volta.
Notare che non im fanno scattare nemmeno una foto nè mi dicono di accendere la fotocamera. Guardano gli obiettivi e siccome sono tutti intonsi e pieni di lenti, iniziano a farmi domande su cosa contenessi in quello zaino prima degli obiettivi. Creme?: eh, no guardi, ho sempre messo solo il corredo, l'ho comprato a posta... ed il metanolo che uso per pulire le lenti evapora con un nonnulla.
A questo punto ad un poliziotto viene la brillante idea: non è che è stato sull'Etna? Ma certo gli dico, ma sono passati circa 30 giorni, però visto che riponevo la fotocamera a causa del vento forte è probabile che ci siano entrate particelle *esplosive*.
La polizia mi lascia andare, si scusa e mi ringrazia per la collaborazione, ma sono stati i dieci minuti più lunghi della mia vita.
Ad ogni modo, amici terroristi, io la dritta ve l'ho data :-)

E non è neanche vero che non ho scattato :-)

domenica 1 giugno 2008

Un giorno da professionista

La nuova avventura del vostro fotocazzoamatore preferito aveva come scenario la pittoresca cornice di Portopalo di Capopassero, già immortalata dal sottoscritto in memorabili immagini.
L'appuntamento a cui non volevo mancare era la mezza maratona, soprattutto perché non mi capita spesso di scattare a degli eventi sportivi.
Mi alzo di buon ora conscio che devo ancora sistemare l'attrezzatura, rifornire il bolide, colazionarmi e partire quindi per la località che dista circa mezz'ora di viaggio.
La partenza è funestata dal litigio con un distributore automatico che non voleva accettare le mie banconote da 10 euro che avevo stirato per l'occasione. Riesco comunque a rifornire poco più in là, notando con soddisfazione che l'aumento del prezzo della benzina non mi permette più di riempire il serbatoio con due pezzi di carta.
Arrivo, come mia abitudine, con notevole anticipo sulla tabella di marcia. In effetti il ritrovo per i corridori è segnato alle 7 e 30, ma a quell'ora siamo solo io, un corridore, e chi organizza la gara. A proposito, un grazie sentito a Rino Tona che mi ha trattato da fotografo ufficiale della manifestazione, accettando come credenziali solo la mia faccia tosta.
Ne approfitto per pulire le ottiche, fare un giretto a mare ad immortalare un alga verde fosforescente e tornare quindi vicino al luogo dell'evento per assistere all'arrivo dei corridori.
Si sparge la voce che io sarò il fotografo ufficiale... beh la scelta era quasi d'obbligo fra me con una 40D ed un obiettivo inutile ed una ragazza che si prestava a far da fotografa utilizzando una bridge di un corridore. Ok, nonostante lo charme e la simpatia erano a favore della ragazza (Patrizia), le dimensioni, checché se ne dica, contano sempre, danno più sicurezza e riesco a spuntarla.
Mi prende in simpatia la presentatrice dell'evento che promuoverà il mio sito ai quattro venti ad ogni piè sospinto, regalandomi un'aurea di rispettabilità che non avevo mai avuto.
In questo mio ruolo non sono riuscito a scattare meglio, ovvio, ma mi sono gongolato fino alla fine dell'evento, recitando una parte che avrei tanto voluto fosse la realtà. Purtroppo così non è, e di tutti i bigliettini che ho distribuito in giro, mi par chiaro che dovrò cambiare residenza, cellulare, indirizzi email e web per non venire seppellito di "parolazze e santiamenti" o, alla peggio, "mazziato in malu modo".