martedì 29 luglio 2008

La dura vita del FCA

E' una dura estate questa. Replico una citazione famosa ancora una volta: "Infinite cose da fare e così poco tempo".
Ieri sera sono stato a consegnare le foto al maestro, solo che per un problema di plugin, non siamo riusciti a vederle (ho le macchine troppo moderne :-D), quindi mi sono scansato il martirio. Solo che al posto di perdere tempo a guardare le foto, mi ha chiesto se gli facevo compagnia per un servizio fotografico. Poi tra una cosa e l'altra, si erano fatte le 20.15 ed allora una freccia argentea si è lanciata in autostrada, rischiando di perdere gli specchietti retrovisori causa alta velocità. Spero tanto che i vigili non si siano appuntati la mia targa :-)
Come un fulmine arrivo a casa e recupero lo zaino con l'attrezzatura, per prepararmi all'evento musicale che chiude i festeggiamenti per la santa patrona del paese dove abito: il concerto di Mietta.


Riesco a ritagliarmi un posto in prima fila senza neanche sgomitare troppo, avvalendomi della prestanza fisica, nonchè dell'attrezzatura al collo. Siamo all'incirca all'ora dell'inizio prefissato del concerto, ovvero un'ora prima dell'inizio effettivo e, come al solito, iniziano i "murmuriamenti".
C'è chi passa il tempo a giocare a tetris, chi fa il self sound check a forza di rutti, chi si mette a parlare con me perchè ha finito gli argomenti da discutere con sua moglie tanto da farmi sentire come fossi Franz seduto sulla panchina a leggermi il giornale.
"Ma lei di che televisione è?", che subito non ho capito, e pensavo mi stesse chiedendo che canale seguivo di più, poi metto a fuoco (che battuta da FCA!) e rispondo che sono un freelance (molto free e poco lance). "Ah, non ha uno studio?", già... l'abito fa sempre il monaco, nonostante tutto. Meno male non mi chiede uno scatto con la famigliola, perchè riesco ad essere poco professionale in simili frangenti. La discussione però continua, perchè il tempo c'è, lui ha ormai preso la voga ed io mi aspetto qualche chicca esilarante da riportarvi.
"Ma lei lavora a Siracusa? Allora conosce sicuramente il mio parente". Questa è una cosa che mi ha lasciato allibito e che mi è capitata più volte. Appena si viene a sapere che abiti/lavori in una certa zona, ti chiedono notizie di parenti/amici... e più tu ti trovi lontano al momento della domanda, più l'area di conoscenza diventa estesa (dovrei scriverci un saggio matematico e magari tirar fuori un'equazioncina). Tipo che se dico che lavoro a Siracusa, mi chiedono di parenti a Siracusa; se mi trovo a Bologna, mi chiedono se conosco loro parenti in Sicilia; se mi trovo fuori dall'Italia mi chiedono di parenti in Italia. Telefonare no eh?
"Belle queste macchine. Costeranno un occhio della testa", rispondo che avendoli ancora tutti e due, non costano poi così tanto. Minimizzo sulle rate infinite che ho ancora da pagare, perchè non si sa mai chi sia sto tipo. "Ah, ma sono digitali vero? Bene perchè a guardare da quelle cose minuscole si rischia di diventare ciechi", l'ho voluto lasciare nella sua convinzione, fin quando non mi ha visto scattare sempre e costantemente 'da quelle cose minuscole' che sono gli oculari. "Ah e quindi non c'è bisogno di sviluppare il rullino?", ho quindi capito (forse) cosa intendeva per digitali, "caspita, un filo e si collega al computer!".
Comunque sappiatelo: "I computer hanno rovinato il mondo!". Cerco ancora di interrogarmi su questa frase ma il tipo non ha voluto essere più esplicito e io non ho perso tempo neanche ad approfondire perchè scatta un piccolo tafferuglio fra due donne per problemi legati al posto acquisito.
Ormai il concerto è prossimo all'inizio. Giusto il tempo di scambiare un paio di occhiate languide con una mammina molto, molto carina che ha risposto al mio sorriso, ma visto che non si è concretizzato nulla, appena a casa mi sono andato a guardare allo specchio che non avessi del prezzemolo incastrato fra i denti.

lunedì 28 luglio 2008

Scene da due matrimoni

La vita può cambiare in pochi attimi. Può prendere improvvise strada senza quasi rendertene conto.
Mi sono trovato così venerdì a presentare le mie foto al fotografo del matrimonio di mio fratello. Si era incuriosito davanti a tanto sfoggio di attrezzatura che ha voluto vedere che cosa avessi tirato fuori. Nonostante le abbia viste, mi ha fatto la proposta: "Che fai domani, sei libero? Ti andrebbe di provare a fotografare?". Incoscentemente ho accettato.
Non che non lo avessi preventivato un futuro da fotografo, ma ancora mi sento molto inesperto in questo campo per buttarmici a capofitto, e ancora non si sa se intraprenderò in futuro questa professione. Ad ogni modo, non volevo sprecare l'occasione che mi era stata data anche perchè sarebbe stata un'esperienza formativa in ogni caso.
Solo non mi aspettato un turbinio di situazioni, dovute anche al fatto che avremmo dovuto seguire due matrimoni. Ci sarebbe stato anche un battesimo ma io me lo sono evitato.
Ero prontissimo con l'attrezzatura, dato che sabato avrei dovuto seguire il concorso Miss Deborah, ma adesso mi mancava una cosa fondamentale: un pannolone della mia misura!
Difficile descrivere tutte le sensazioni quindi dirò solo che il primo matrimonio l'ho completamente cannato. Troppo preso da non sbagliare, ho sbagliato ugualmente e non ho seguito quelle che erano le direttive del maestro. Il secondo è andato meglio, a mio parere, anche se anche qui di foto da buttare ce ne sono state a iosa.
Ho salvato giusto un paio di scatti, che hanno subito le critiche da diversi pro, per il taglio in diagonale, ma ormai ci sono... magari alla prossima andrà meglio (se ci sarà).

venerdì 25 luglio 2008

Ultimi scatti

Due foto che mi hanno particolamente riempito di orgoglio, tanto da giustificarmi le spese effettuate per comprare l'attrezzatura :-)



lunedì 21 luglio 2008

The rhythm of the night

Questa uscita domenicale è stata sofferta: ero indeciso fra lo sciropparmi circa 500 km per un torneo di beach volley e 100 per una festa di un santo patrono, con concerto incluso.
Ho optato per questa seconda ipotesi, non tanto perchè mi spaventi la strada, quanto perchè sarei dovuto rimanere tutto il giorno fuori ed al caldo. Che sia stata la scelta giusta?
Ferla è un paesino della provincia Siracusana ad un passo della necropoli di Pantalica. Non era la prima volta che mi recavo in questo paese, sia per la vicinanza alla necropoli che ho visitato, sia per la tortuosità della strada che rende più piacevole la gita in moto.
Il santo patrono è San Sebastiano, che nella provincia di Siracusa è venerato praticamente in ogni paese. Nel programma delle celebrazioni ho visto che c'era il concerto di Jenny B e visto che per quest'anno ancora non mi ero cimentato in un concerto, ho ripercorso volentieri la strada fino a Ferla. Jenny B ha una voce che a me ha fatto sempre impazzire, fin dai tempi in cui cantò "The rhythm of the night", un brano disco di qualche anno fa (sigh!). Insomma, non di solo foto vive un FCA, anche di buona musica saputa cantare e suonare.
Come mio solito, arrivo con notevole anticipo, giusto per godermi l'aria paesana che è particolarmente fresca, anche se bardato come sono spesso riesco a bearmi ben poco della frescura. A fine serata ho contato che ho fatto fuori 5 bottigliette di acqua oltre ad una birra. Sì, perchè nell'attesa che uscisse il santo, mi sono fermato in un locale che aveva i tavolini sulla piazza dove si sarebbe tenuto il concerto e dove ci sono due chiese, fra le quali anche quella del santo patrono. Ho tutto il tempo di questo mondo per scrivere queste note sul palmare, visto che nessuno si avvicina per chiedermi l'ordinazione. Eppure sono abbastanza visibile, non fosse solo per la stazza, come dicevo prima, vengo bardato di tutto punto, con due macchine fotografiche al collo già pronte all'uso.
Continuo a pigiare sulla tastiera quando la cameriera mi coglie di sorpresa: "Vuole qualcosa?". Per un attimo cerco una battuta spiritosa, invece nicchio ed ordino un bel panino con la salsiccia, che va bene che d'estate non si fa, ma la salsiccia di queste parti dovete assaggiarla: è un'esperienza mistica (prima e dopo!). Ad ogni modo intuisco che sarà una serata interessante, viste le premesse.
Consumo il panino fra un gruppo di arrampicatori milanesi impegnati a raccontarsi le avventure/disavventure di roccia e un gruppo non ben definito di indigeni, impegnati a scolarsi il maggior numero di birre possibile, mentre inizio a notare e riconoscere le macchine che continuano a passare per quella che è la via principale, nella più classica delle abitudini finesettimanali.
Finisco il panino e inizio a girare per vedere un po' com'è la chiesa del santo, quando vengo fermato da un curioso tipo che mi vuole rifilare un biglietto della lotteria per vincere una fiammante 500, completa di nastrini rossi (colore che riprende la fascia di San Sebastiano). Attratto dalla macchina e dal tipo, mi lascio convincere (hai visto mai?) e gli compro un biglietto e riesco ad estirpargli anche una foto.


Lo lascio a malincuore perchè è davvero uno spettacolo e faccio degli scatti al carro del santo prima che esca, poi torno di nuovo in piazza per vedere se arriva la cantante per il sound check. In effetti arriva proprio in quel momento, ma la vedo allontanarsi subito. Decido di lasciarla stare e continuare nella passeggiata. Qualche minuto dopo ritorno e trovo due vigili vicino alla macchina da cui è scesa la cantante con l'autista, impegnati a rilevare la targa visto che è parcheggiata nel posto riservato ai disabili. Decido di fare notare che è l'auto della cantante, ma il vigile che sta appuntando la targa è inflessibile, anzi, si accanisce ed esclama: "se è sua allora può pagare la multa e così può dire anche addio a due punti della patente". Decido di mantenere un profilo basso, quando si riavvicina di nuovo il tipo dei biglietti e ci mettiamo a chiacchierare della macchina in sosta vietata.
Riesco ad approfittare di Jenny B, disponibilissima, mentre passeggia per la piazza (non mi è passato per la testa di avvertirla per la multa) per uno scatto contestualizzato, dato che poi in seguito di primi piani ne avrei fatti a bizzeffe.
Iniziano ad arrivare le persone in piazza, ma ancora c'è San Sebastiano che gira per il paese, ritardando l'inizio del concerto.
C'è già la gara all'accaparramento delle sedie di plastica, mentre una signora più in carne che non si fida della tenuta, esce da casa sua con una sedia in legno, magari anche più comoda.
Vengo fermato da un appassinato di fotografia e ci mettiamo a parlare fino all'inizio del concerto discutendo di attrezzatura e foto in genere.
Finalmente inizia il concerto e mi rendo conto di scattare e emuovermi al ritmo della musica... non mi succedeva da parecchio. Jenny B si accorge di me, regala davvero in vocalizzi e pose e alla fine della serata tornerò con circa 800 foto.
Ma è davvero una serata speciale, è anche il suo compleanno e alcuni amici le hanno preparato una torta, che ritira sul palco, ma che mangeremo (eh, si, anche io ho avuto la mia parte) appena concluso il concerto.
Vengo attorniato dai musicisti che hanno voluto il mio biglietto da visita. Riesco a parlare poco con Jenny B, impegnata a distribuire pezzi di torta allo staff, mentre mi sfogo con musicisti e coristi, tutte persone davvero a modo. Riesco a beccare Jenny B mentre mi stavo infilando i panni da motociclista. Mi da la sua email perchè vuole le foto... gongolerò con questo pensiero per altri due, tre minuti.
Già, perchè tale è il periodo che mi separa dalla caduta in un tornante nel tentativo di imitare Troy Bayliss. Non è successo praticamente nulla, solo una chiappa appaccata prima, e poi la schiena per sollevare i 240 kg della belva. La strada però è poco trafficata (e ormai erano le 2 e mezza passate) e meno male non è passato nessuno nel frattempo (anche se una mano d'aiuto sarebbe servita). Niente mi toglie dalla testa che il fatto di aver maneggiato due Nikon appena qualche minuto prima, abbia influito sulla caduta :-)

mercoledì 16 luglio 2008

FCA is back

Lo avevo preannunciato nell'ultimo post, ma ora ho la certezza. Le serate che tanto hanno regalato lo scorso anno sono definitivamente tornate... e con loro anche le mie cronache ai confini della realtà (o quasi).
Erano anni che non andavo a Comiso, una ventina circa e, a differenza della volta scorsa, tutte le persone a cui ho chiesto informazioni su dove si trovasse il luogo dell'evento che dovevo seguire, sono state gentilissime, al limite dello stucchevole, addirittura ampliando l'empatia mettendomi una mano sul braccio. Dicevo che vent'anni fa non fu così. Alla prima occasione cui chiesi un'informazione, le due donne scapparono via letteralmente. Ah, ecco la differenza: ho chiesto a due uomini questa volta.
Ad ogni modo, se qualcuno se lo chiedesse, qual'è il motivo per cui fai tanti km, soprattutto in settimana? Semplice: gnocca, e gnocca giovane, perdinci e perbacco, ovvero un concorso di bellezza legato a Miss Italia.
Arrivo al luogo dell'evento e parcheggio la moto a fianco ad uno scooter. Il tempo di scendere dal bolide che si avvicinano due teenager tracagnotte che mi guardano con aria di sufficienza... io le schifo proprio, pensando al ben di Dio che c'è più in la, poi capisco che non riescono a salire sullo scooter e faccio luogo.
Scendo le scalinate manco fossi Wanda Osiris, osservando nel frattempo le prove delle ragazze su come muoversi in passerella. Ai comandi della truppa c'è una novella Adolph in gonnella, la coreografa, che apostrofa in malo modo (a volte anche a ragione) le miss in concorso.
Mi siedo proprio davanti alla fine della passerella, così avrò la sensazione che le miss mi vengano incontro... tranne poi darmi le spalle e tornarsene indietro. La postazione è davvero ottima e tiro fuori l'armamentario per provare i settaggi della fotocamera. Le ragazze che nel frattempo si avvicinano mi guardano strano, facendo pochi sorrisi, probabilmente mi hanno scambiato per un guardone (che a pensar male alle volte ci si azzecca), o forse siccome sono ancora in abiti civili e non truccate, non amano essere immortalate in questo momento.
Lo scoppio di un palloncino comunque riesce a distrarmi dal segnarmi le uscite delle ragazze, così mi volto e noto una famigliola seduta vicino a me. Uno dei bimbi si mette a piangere a fontanella ed io inizio a scherzarci proponendogli anche una foto, ma a patto che smetta di piangere. Mossa sbagliata, ma non per il pargolo, quanto per la madre, che parte in quarta: "Ma lo sa che io volevo fare partecipare mio figlio ad un concorso per giovani talenti? Lei è un professionista? E' del giro? Potrebbe fare le foto a mio figlio? E dove sono questi concorsi? Lei lo sa?". Giusto il tempo di tirare il fiato, poi siccome mi sento particolarmente in forma, la dirotto verso un fotografo che avevo notato prima sul palco, che scoprirò essere mio compaesano e che a posteriori mi è dispiaciuto fargli un tiro del genere. Ad ogni modo, alla notizia, la mamma afferra i suoi due bambini e corre verso il fotografo, tornando raggiante dopo quindici minuti circa, felice di aver ottenuto il biglietto da visita del collega.
Mi pento di quello che ho fatto e colgo l'occasione di una pausa per presentarmi al fotografo, con il quale avrò una piacevole e profiqua chiacchierata per tutto il resto della serata e che mi ha spinto la dove non sarei mai andato (se non nei miei sogni lussuriosi): nel camerino delle fanciulle. Ma di questo parlerò dopo.
Insomma, il sole cala e la sera inizia ed arrivano due gnocche da paura: le Miss Italia nel mondo, la detentrice del titolo e la precedente che ha radici comisane. Ovvio tripudio di pubblico perchè entrambi siciliane, che oltre al personale hanno dimostrato anche di avere qualcosa in più.
Il tempo di farle sedere in giuria e inizia la serata, senza avvenimenti di sorta se non stare con l'occhio vigile sulle ragazze senza distrarsi. Nella postazione dei fotografi eravamo in 4, di cui solo io non professionista. Le uscite continuano e il numero delle ragazze mi fa consumare schede di memoria a velocità supersonica... per fortuna che vengo sempre fornito.
Infine annunciano l'uscita che più aspettavamo: la sfilata in costume da bagno. Il pubblico rimane composto, molto all'inglese, mentre dalla parte della fine della passerella si alza un urlo gorillesco. Mi giro verso i miei colleghi e li incito alla professionalità, evitando distrazioni. Ci guardiamo tutti ed iniziamo a contare: io non vengo pagato, tu nemmeno, tu neanche, io son venuto per sbaglio. Ok, si alza un nuovo urlo: CHIAPPE, CHIAPPE. La gente ci guarda stranita e noi scoppiamo a ridere. Io ho tentato di essere professionista, ma ad un paio di svolazzamenti di veli, non ho proprio resistito e mi è scappato a voce che credevo bassa: hai un culo che parla. Pensavo non mi avessero sentito, invece inizio a ricevere pacche sulle spalle dai vicini, mentre assumo la stessa colorazione della maglietta che indosso.
Si placano gli animi, è l'ora della votazione e il mio compaesano mi invita a seguirlo nel backstage. Le ragazze sono cordialissime, hanno voglia di foto, di ricordi, perchè no, di qualche foto da tenere in un diario o da aggiungere al proprio book e mi chiedono biglietti da visita a tutta forza. Rimango estasiato dal mix di bellezza e cordialità che vinco la mia timidezza ed invito le mie compasane ad una foto commemorativa. In quel mentre arriva il patron della manifestazione che mi apostrofa in malo modo, furioso perchè mi trovo in zona non permessa e che abbia scattato foto "compromettenti". Beh, ha ragione da vendere e me ne torno a posto facendo le mie scuse, senza polemizzare per non rovinare una serata splendida.
Seguo la premiazione e delle due compaesane, nemmeno una sarà fra le 5 premiate. Vorrei salire sul palco ma la forma fisica non me lo permette. Faccio qualche scatto di contorno e poi mi avvio verso il bolide. L'indomani è giorno di lavoro e vorrei arrivarci senza avere gli stuzzicadenti che tengono su le palpebre.
Ho però gli inviti per le prossime manifestazioni e questa volta, parteciperò anche al dopo serata che dev'essere altrettanto entusiasmante.

domenica 13 luglio 2008

Rollerposter

Ebbene sì, la stagione da FCA è ufficialmente aperta.
Ieri sera per la gioia di fanciulle e fanciulli, di uomini e donne, mi sono recato in quel di Portopalo di Capopassero per assistere ad una gara di pattinaggio a rotelle su strada. E' la seconda volta che partecipo ad un evento in questa cittadina, a cui vorrei chiedere al sindaco di ridurre il nome, che vien lungo scriverlo ogni volta per intero.
In effetti ho ritrovato gli organizzatori della volta passata che mi hanno felicemente riconosciuto (e forse tanto schifo le foto non hanno fatto) e mi hanno di nuovo affibbiato il titolo di fotografo ufficiale.
Pensavo di riuscire a gestire abbastanza bene gli sportivi, avendo fatto un po' di esperienza con la maratona della volta scorsa. Invece anche i più giovani in riscaldamento mi hanno dato parecchio filo da torcere. Riuscire a beccarli a uno due metri di distanza non è stato affatto semplice ed ho sudato parecchio per fare qualche scatto decente.
Questa volta anzichè all'arrivo/partenza, mi sono piazzato nei pressi di una curva dove avevo visto che gli atleti si esibivano nei gesti atletici (scusate il gioco di parole) più interessanti. Questo mi ha portato per un po' ad essere fuori dalla mischia e a non venire tartassato dalla continua richiesta di dove venissero pubblicate le foto. Con un tipo poi ho dovuto insistere io per cavargli le parole di bocca perchè mi chiedeva in continuazione: "Le foto dove..." e niente più.
Pensavo di essermela scansata, invece al momento della premiazione mentre salivano sul palco tutte gli atleti in attesa di ricevere una coppa, venivo tartassato per avere un biglietto da visita. Sono state così tante le richieste che ad un certo momento mi sono sentito la versione umana di un casello autostradale e mi sono anche chiesto se non lo facessero apposta a chiedermi un biglietto da visita per vedere quanto ne avessi di lato. Fortunatamente la mia scorta è sempre ben fornita, ma anche questa volta nessuna fanciulla ha approfittato dell'occasione per portarsi a casa il numero di telefono del pezzo di maggior pregio della manifestazione.
Ad ogni modo, a posteriori, vi lascio con la foto che più mi è piaciuta dell'intera giornata.

Accasati

I bimbi sono tornati dal viaggio di nozze. Si sono sollazzati in aria di all inclusive, servizi da sogno, pace e tranquillità. Bene... potevano rimanerci ECC (cne non significa eccettera).
Il ritorno nelle nostre lande assolate (non che la Thailandia sia fresca, ma l'aria condizionata in camera fa tanto) li ha fatti sbarellare da subito. La loro casa è da sistemare ed invivibile senza aria condizionata, la casa al mare è ugualmente calda e ditante da Avola, la casa dei genitori al momento vuota calda e lontana. Non rimaneva che una sola soluzione nevvero? Avanti che ci potete arrivare... un piccolo sforzo... dai! Esatto!!! Eccoli trasferiti a casa mia, non che ci sia l'aria condizionata in tutte le stanze, ma è molto arieggiata e si riesce a dormire tranquillamente.
E' da stamattina che mi stanno sfrattando dalla camera da letto... proprio ora che avevo intenzione di indire un festino in costume da antichi romani per festeggiare la mia indipendenza.
Dovrò rimandare il tutto... a quando? No, perchè mi sono arrivati con i valigioni e non con due pezze da "stiamo quì qualche giorno".
E già iniziano gli episodi comici. Aprofittando del nuovo acquisto di uno shaker, volevo gustarmi del caffè freddo che in questa stagione è il nettare degli dei. Bene, preparo il caffè, ne offro ai due fanciulli, il resto lo zucchero, lo lascio raffreddare un po', poi tiro fuori dal frigo lo shaker con il caffè di ieri. "Ma sei pazzo??? Non vorrai mica mettere il caffè caldo con quello freddo e poi nel freezer no???", non riesco a scucire parola, non mi viene niente di intelligente e nemmeno di scemo, un minuto di panico, poi: "Scusa ma che c'è di così sbagliato?". "No che io ho fatto una volta così e sono stata male per tutto il giorno. Quella è una bomba!!! Io caffè freddo non ne bevo!!!".
Beh, visto che almeno per il caffè non dovremo dividerlo, c'è qualcuno che vuole favorire? :-)
Certo che devo proprio decidermi a dimagrire. La stazza fisica corporea condiziona la fortuna, visto il deretano abbondante. Non posso continuare ad essere così sfacciatamente fortunato!

martedì 8 luglio 2008

Wedding day

Per una questione o per l'altra, ho mancato di relazionarvi sul testè passato matrimonio.
Di solito è tradizione che gli sposi escano dalle loro case natali (o residenziali, meglio) per poi dirigersi al suppl... alla cerimonia. Convinto di ciò, giovedì mi prendo un giorno di ferie per poter rassettare casa, che da oltre un mese era in completo abbandono causa i lavori che fervevano a casa degli sposi. Il lottare con gli insetti vari che ormai reclamavano il possesso della casa per usocapione unito al caldo porco che imperversava, rendeva inutile l'utilizzo di apposito secchio per l'acqua: provvedevo autonomamente ad irrorare il pavimento nel passaggio, bastava solo aggiungerci un po' di detersivo.
In mattinata comunque riesco a dare un colpo niente male alla casa, almeno negli ambienti principali: rimangono le due camere da letto, ma mi ci dedicherò nel pomeriggio. Mi metto quindi a cucinare in attesa del fratello che si è andato a sbrigare le ultime faccende a Siracusa e Noto, non ultimo il problema dei biglietti del viaggio che non erano arrivati (questo è un capitolo a parte e ne parlo poi in seguito). Preso dal caldo pure lui, dopo pranzo si mette sul divano e pronuncia testuali parole: "Un attimo che adesso ti aiuto anche io a finire di puli.... zzzzzzz!", addormentato.
Rassetto la cucina, continuo le lavatrici, sistemo la prima camera da letto. Il fratello si sveglia e, fresco come una rosa mi fa: "Sai che ti dico? Domani esco da casa in paese". Ero troppo sfatto per strozzarlo con le mie mani.

I biglietti spariti.
Per alcuni elementi delle nozze, i cari sposini non avevano proprio testa. Uno di questi è stato il viaggio di nozze. Fortuna vuole che i contatti con la mia agente di viaggio personale non siano venuti a mancare e questa si è prodigata per mandarli a quel paese. Nonostante ciò, per alcuni parti della pratica non potevo intervenire personalmente e questo ha portato ritardi nell'emissione dei titoli di viaggio. Con tutte le difficoltà del caso, comunque, i titoli vengono spediti, ma al gioedì ancora non si sapeva nulla dell'arrivo e si arriva fino a venerdì, giorno del matrimonio, senza avere ancora nessuna notizia. Inizia a crescere il panico, da parte mia perchè avrei dovuto sopportarmeli dieci giorni per casa. Scatta così il giro di telefonate, si allerta l'agenzia di viaggio, il tour operator, la marina e l'aviazione per buona misura. Spasmodiche ore di attesa ci separano dalla chiamata in cui ci dicono: "Vedi che i biglietti sono stati ritirati già due giorni fa", e non avevo a portata di mano chi ha materialmente ritirato i biglietti. Riusciamo ad avere notizie su dove fossero i biglietti: in negozio della sposa, chiuso per nozze.
Panico sul trovare le chiavi, andare ad aprire, controllare i biglietti. Si sacrifica chi ha ritirato i biglietti: andrà ad aprire lui e controllerà che tutto sia a posto. Ci chiama: è tutto a posto. Controllerò sabato mattina, appena avuti i titoli in mano e tutti i voucher sono sbagliati di nominativo... se fosse un reato solo l'intenzione di uccidere, a questo punto sarei un pluriomicida condannato a più ergastoli.

Il giorno del matrimonio.
Siamo consapevoli che sarà un massacro. Alle 10 la temperatura è di 36° e nessuna nuvola all'orizzonte. Facciamo a gara per rimanere più possibile nel freezer fino all'ora di andare a fare le foto... perchè lì, dovrai essere già vestito di tutto punto e non in costume come siamo in quel momento.
C'è però una strana calma, come se il tempo fosse rallentato. Più o meno come quando sta per arrivare una tempesta. Ed è così che in effetti si arriva all'ora di uscire.
Io ho il carico da 10 dello zainetto con tutta l'attrezzatura. Carico da 10, ma forse sfioro anche i 14 kg, non l'ho pesato, lo sento solo addosso come un macigno.
Arriviamo a casa dei futuri sposi, con noi c'è l'assistente del fotografo ufficiale che sbarella non appena mi vede attrezzato, ma si riprende e fa: "Ah, li abbiamo anche noi quei gingilli". E' simpatia a prima vista e andremo d'amore e d'accordo per tutta la giornata.
Finita la sessione di foto non ci resta che recarci in chiesa, dove aspetteremo la sposa.
La tensione è palpabile, la sposa in ritardo (ma questa è l'etichetta). Lo sposo è davanti al sagrato, ma in ombra e fuma una sigaretta dopo l'altra, nemmeno fosse in attesa del primo figlio. Si narra che un fotografo amatoriale nonchè parente dello sposo, si sia messo a gridare "E' lei, è la sposa", appena si è sentito il rumore di un motore in vicinanza. Era il furgoncino del servizio di nettezza urbana e dal cassone non è spuntata la sposa. Ad ogni modo non diamo credito a queste leggende messe in giro da chissà chi.
La sposa è arrivata. Quando è a pochi passi da me, noto che trema tutta. Siamo nella cornice della Cattedrale di Noto, da poco restaurata dopo il terremoto che ne distrusse buona parte del soffitto. Lo sguardo va subito alla cupola, ma è ben salda. Non è il terremoto: è fifa!
Inizia la funzione. C'è da dire che ho realizzato io il libretto liturgico. Come per i biglietti, si sono ricordati a due settimane dal matrimonio che si dovevano realizzare. Meno male che le mie ex sono i tipi più disparati e mi sono fatto aiutare sul contenuto, in quanto totalmente ignorante in materia. Ho scaricato diverse tipologie di libretti ed ovviamente ho preso quello con la liturgia più breve. Ovviamente mostriamo al sacerdote il libretto che si congratula per la scelta delle letture, ma che nota immediatamente che mancano diversi passi. Me lo fa notare, ed io minimizzo, "perchè da noi non si usano". Bene, nella funzione il sacerdote ha inserito tutto quello che mancava e per dare la stoccata finale, ha fatto un sermone di quasi un'ora. Tempo totale della funzione: un'ora e 40 minuti primi. Io ero esausto dopo 20 minuti.
Ma finalmente si sono sposati! Loro si vanno a fare le foto, io passo a casa a bere l'intero serbatoio di acqua da 500 litri e cambiarmi la camicia prima di andare al locale.
Il posto è fantastico, c'è un bel freschetto perchè è sopraggiunta la sera, tranne ai tavoli dove saremo seduti che sono sotto una copertura in legno e pannelli di alluminio. Ho le stesse visioni di una triglia al cartoccio, quando iniziano ad arrivare i parenti tutti. E' stato un fuoco di fila (secondo me hanno letto il post di qualche giorno fa): "E adesso tocca a te!". Beh, mi sono allontanato subito, ho perso molto della cena, ma ho fatto una chiacchierata proficua con il fotografo ufficiale che, se non è svenuto per le foto che gli ho già portato, forse oggi potrà continuare un discorso interrotto quella sera.

lunedì 7 luglio 2008

L'informazione è potere

Sto elencando tutta la lista dei santi del calendario, prima in senso cronologico, poi in ordine inverso e quindi anche a caso, evitando ci citare per due volte di seguito lo stesso santo.
Perchè? Perchè voglio riprendere la professione di FCA e trovare degli eventi in Internet che riguardano questa regione, è davvero difficile, se non impossibile. D'altronde siamo famosi nel mondo per l'omertà... ma anche quando dobbiamo attirare il turista?
Vado in siti che raccolgono le segnalazioni degli utenti e trovo pochissima roba. Preso dalla disperazione inizio a spulciare il sito ufficiale dei comuni, ad uno ad uno, a volte mettendo gli occhiali da sole perchè le grafiche sembrano realizzate da qualcuno sotto LSD. La maggior parte delle volte trovo i programmi degli anni passati, quando va bene del 2007, a volte antecedenti.
Il bello è che in home page magari pubblicizzano la nuova estate 2008... solo che non si sa se c'è (beh, caldo a parte... oggi ci sono state punte di 38 gradi), se si farà, chi ci sarà.
Ogni tanto poi, come oggi, mi spunta il collega che mi fa: "Ma non eri a xxxxxx? Cavolo, ti volevo chiamare, ma pensavo ci fossi!". Ma che caxxo! Me lo dici ora per farmi mangiare il fegato?
Bah... dovrò decidermi ad iniziare a frequentare un po' di umanità varia perchè senza il passaparola mi sa che non beccherò niente...
Non è tutto vero... ho già impostato diversi eventi sul palmare, da verificare ovvio, ma che mi lasciano poco tempo per il week end.

Sono riuscito questa sera a portare al fotografo le foto che ho scattato durante il matrimoni di mio fratello. Lui non c'era. In sua vece, un assistente ha preso in consegna le foto con mugolii di apprezzamento, fino a vedere questa che posto in fondo: "Divertente!". Divertente?!?!? La foto del secolo??? Ok, resterò FCA a vita :-)