venerdì 24 ottobre 2008

mercoledì 22 ottobre 2008

domenica 19 ottobre 2008

Insonnia

Sono a letto.
Non riesco a prendere sonno e continuo a leggere l'ultimo romanzo che ho comprato.
Non riesco comunque nemmeno più a leggere, le parole scorrono sotto il mio sguardo senza imprimersi nella memoria.
Spengo la luce e mi metto ad ascoltare il ticchettio della pioggia. Ho lasciato la finestra aperta come mia abitudine per on isolarmi dagli odori e dai rumori della notte.
Rimango ipnotizzato dallo scroscio dell'acqua che cade, dal rumore sommesso e costante, tranne quando si accumula in qualche luogo imprecisato e straborda con un tonfo sordo.
In questi momenti dovrei essere in pace con me stesso e con il mondo, invece sono li a rigirarmi i pensieri in testa, invece di rigirarmi fra le lenzuola.
Ho un bisogno struggente di aggrapparmi e stringermi ad un'anima per sentirla più mia, ma so che questo bisogno cambierà anche abbastanza rapidamente. Ultimamente sono così, capace di amare troppo e di odiare con la stessa intensità, chi mi sta vicino, gli estranei, me stesso.
Continuo a perdermi dietro alla piogga. Per molti anni ho fatto a meno di dedicare un singolo pensiero alla bellezza della natura che mi circonda ed ora invece stento a non commuovermi ogni volta.
Stanotte continuerò ad ascoltare la pioggia, inconsapevole compagna di una notte insonne.



domenica 12 ottobre 2008

venerdì 10 ottobre 2008

Due pensieri

Ormai acquisto tutto il materiale di cui ho bisogno su internet, tranne le urgenze particolari in cui mi rivolgo a negozi locali. In uno di questi acquisti recenti, mi avvalgo dell'opzione di ritiro presso un negozio locale. Un paio di giorni fa ricevo l'avviso che il materiale è in negozio, e ieri, finalmente vado a ritirarlo.
Innanzi tutto trovo che al negozio bisogna suonare per entrare, che è una cosa che a me da fastidio, nemmeno fossimo in banca... Ad ogni modo devo solo ritirare un pacco e mi faccio forza ed entro.
L'enorme mole di lavoro che attanaglia il tipo è subito evidenziata dal fatto che ha esposto solo una decina di ricambi per computer e che, vedendomi, non mi devo neanche presentare che mi accoglie con un: "lei è quello del pacco". Tralasciamo commenti stucchevoli.
Vengo accolto in un altro locale dove mi viene consegnato il pacco ed apostrofato con: "Io domani lo avrei dovuto spedire indietro". Lo guardo con aria di sufficienza, non sapendo che cosa rispondere, ovvero se devo insultarlo immediatamente oppure aspettare qualche minuto. Decido di soprassedere al momento, di pagare e di levarmi di torno immediatamente, ma arriva il primo intoppo: non ha da cambiare 50 euro. Infastidito, esco dal negozio e mi metto a girare nella vana impresa di trovare un negoziante così a modo da potermi cambiare questa banconota.
Fra i vari tentativi, finisco in un negozio di lingerie, in coda ad una cliente avvenente che è lì per acquistare il suo intimo. In fondo (poi neanche tanto) sono un uomo ed avendo davanti a me il dietro di lei assolutamente apprezzabile, inizio a far vagare la mente ed immagino già tutte le situazioni, quando lei si volta e mi guarda. Colpo di scena... è anche carina e mi sorride ma... ebbene sì, c'è un ma come in tutte le storie che mi riguardano, cala di colpo la testa e chiude di scatto la bocca portando la testa sulla destra. Ebbene, non so per quale recondito motivo, ma ho sentito immediatamente un dolore intenso alle parti basse, i miei pensieri lubrici dissolti in un attimo.
Inutile dire che neanche in questo negozio risco a cambiare la banconota. Ci riesco ritrovando una persona a modo (difficile dalle mie parti) che si ricorda di me nonostante non bazzicassi il suo negozio da una decina di anni.
Torno felice e contento a ritirare finalmente il mio pacco quando, uscendo, vengo ammonito nuovamente dal titolare: "Si ricordi che la prossima volta dopo 3 giorni lo rispedisco indietro". Lo saluto allegramente rispondendo: "Non ci sarà una prossima volta, stia tranquillo".
Ah, i due pensieri: vaffanculo e vaffanculo bis.

domenica 5 ottobre 2008

Legge sulla privacy

Come qualcuno di voi saprà, da qualche tempo seguo un fotografo professionista in vari spedizioni matrimoniali in giro per la Sicilia. Questo, oltre ad un calo notevole delle mie iniziative da vero FCA, mi ha portato a scattare monotematicamente e, sorprendentemente, alle persone.
A parte i fasti del Motorshow dello scorso anno (a proposito, quest'anno si replica), la ritrattistica non era molto contemplata dal sottoscritto, prediligendo paesaggi, monumenti, città, magari animali, ma niente persone... o comunque il meno possibile.
Questo però è un problema, almeno per uno che tenta di rispettare le regole del vivere civile, perchè non potrei quasi mai pubblicare i miei scatti.
Praticamente potrei pubblicare solo questo:


ma se poi la padrona di casa riconosce la sua tenda? Già che ne era così orgogliosa che ha voluto farsi le foto con la figlia con questo sfondo...
Oppure, potrei pubblicare questo:


ma, anche qui, se la mamma orgogliosissima che ha comprato queste chicce per la figlia, anch'egli orgogliosa delle scarpe, volesse denunciarmi?
Ok, potrei pubblicare qualcosa di inanimato magari... che ne so... tipo questo:


uhm... ma se papa ratzinger se la prende a male perchè circondata da invereconde immagini?
Sapete che vi dico? Ma chissene...