lunedì 26 gennaio 2009

martedì 20 gennaio 2009

OMG

Che il titolo si può leggere sia in italiano che in inglese.
Il fatto... o la fatta, giudicate voi.
Sono in un noto supermercato della zona a passare il tempo che mi separa da un incontro di lavoro fotografico (di seguito racconterò anche questo) dato che avevo anche bisogno di fare un po' di spesa. Mi avvicino quindi ad una cassa con poca fila e, come spesso accade, mai tale scelta si dimostrerà più sbagliata.
La cassiera si sta apprestando a passare i prodotti in attesa di terminare il suo turno. Accanto a lei infatti, c'è un'altra cassiera che attende di potersi accomodare. Io mi perdo in quegli occhioni intensi da cerbiatta e non vedo l'ora che sia tutta mia (per passare i miei prodotti, ovvio che c'è gente che legge qui). Avviene quindi il cambio turno.
Al primo prodotto passato, c'è un errore della cassa e occhioni belli subito esclama: "Miiii, ma può essere che io sia sempre così sfortunata?". Inizio a controllare se ho preso tutto con me stamattina, uscendo da casa, mentre immagino che sia solo l'inizio di una tragedia. Dopo innumerevoli tentativi, finalmente il prodotto passa correttamente, accompagnato da un sospiro di sollievo del sottoscritto e di altri clienti in attesa (la fila nel frattempo si è allungata).
Sembra andare tutto bene, finchè non si arriva all'ultimo articolo della signora di fronte a me: una pianta senza però la targhetta con il codice. Scatta subito la chiamata al reparto: "C'è una pianta qui senza codice... è una cosa verde e lunga, sarà almeno un metro". Sì, siamo all'apice della tragedia, penso fra me e me.
La signora che voleva acquistare la pianta fa presente alla commessa che trattasi di dieffenbachia in vaso da 17. "Ah, si è una beckenbauer in vaso". La signora replica ancora una volta il nome della pianta. "Ma che ne so... una effenbacker". La signora non perde la calma e ribadisce ancora una volta che trattasi di dieffenbachia, del costo presunto di 7,99 euro. "Si, come ti dicevo una effenbacker. Costa 7 euro". Si alza un coro da dietro le mie spalle: DIEFFENBACHIAAAAAAAAAAAAA! "Come? Ah, si, dieffenbachia". Minchia, ci voleva tanto, però sembra che finalmente la collega al telefono abbia capito di che pianta parlasse e parte alla ricerca del codice.
Nel frattempo passano delle amiche della commessa e lei si mette a conversare animatamente con queste, tra l'altro illuminandoci sulle abitudini sessuali di una sua amica, mentre il tempo passa.
(Dovete sapere che io avevo diligentemente posto il separatore sul nastro trasportatore con annessa la mia tessera raccolta punti nell'apposita fessura.)
Come se tutto ciò non bastasse, viene spedita alla nostra cassa una signora che deve acquistare una ricarica telefonica. La commessa va in panico (e dopo ben 5 minuti di lavoro è anche comprensibile). Prende la mia tessera e se la poggia davanti a lei, mentre con l'altra mano prende il raccoglitore delle ricariche e preleva quella desiderata. Apre la bustina e batte il codice, ovviamente assegnandola allo scontrino della signora in attesa di sapere che diavolo deve fare della dieffenbachia. Mentre io inizio a sbattere la testa violentemente per terra, la commessa fa pagare la ricarica direttamente alla signora della pianta e arriva finalmente il codice anche della dieffenbachia. La commessa fa il totale, si fa pagare dalla signora e le consegna la mia tessera punti.
Le faccio cortesemente notare (e, davvero, ripeto cortesemente) che quella è la mia tessera che ha preso dal separatore. Lei mi guarda come se le avessi rivolto una parolaccia a lei o a sua madre e mi consegna sdegnata la tessera: "Ecco, ora abbiamo risolto tutto". Si, penso io, abbiamo risolto tutto tranne il gorviglio dell'unico neurone che ti ritrovi. Ed in effetti arrivato all'immancabile libro che compro ogni volta (questa volta è uno che non ho letto, giuro), questo non passa alla cassa. "Il codice non lo prende". Le faccio notare che dovrebbe invece passare il codice del supermercato e non quello ISBN del libro. "iesse cosa?". No, lasciamo perdere, glielo indico. "Ah, si, certo, ovviamente". Cazzo fatemi andare via.
Al momento del conto mi chiede se ho moneta spiccia ed il mio diniego è stata un'ulteriore parolaccia rivolta a lei. Se solo la metà delle parolacce che ho pensato le si rivolce contro, non credo di trovarmela mai più davanti agli occhi.

Tutto ciò però è presto dimenticato. Subito dopo mi trovo a parlare di affari fotografici... ok, la scrivo meglio, di scattare ad una maratona che si terrà a febbraio a Siracusa. Beh, sarò il fotografo ufficiale e dovrò portarmi anche un aiutante che girerà sulla motoretta dell'organzzazione a seguire alcune fasi particolari.
Sono in brodo di giuggiole e spero vada tutto bene... Diciamo che mi si è aperta una porta che potrà sfociare in qualcosa di serio.

domenica 18 gennaio 2009

Il mio primo fotolibro

E' arrivato proprio ieri, bello imbustato che nemmeno in mano alle Poste Italiane ha subito danno. E' il primo esperimento di questo genere, ma è già anche partito il secondo.
Sì, perchè questa è la versione piccola, da tenermi di lato per ricordo, mentre quella da "esposizione" è ancora in lavorazione.
Non sono soddisfatto di alcune foto, che in effetti ho modificato per la versione grande, ma avevo a noia riscalare le nuove foto e così, spero senza infamia e senza lode, vi faccio partecipi di questo mio lavoro.





martedì 13 gennaio 2009

domenica 11 gennaio 2009

domenica 4 gennaio 2009